L'arca olearia
Gli alchil esteri non sono la soluzione ma un altro piccolo importante passo
Pronta la bozza di regolamento comunitario. Per alcuni rappresentavano la soluzione per combattere il deodorato. Vero? Falso? Ecco tutta la verità grazie al contributo di alcuni esperti della Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse
13 novembre 2010 | Alberto Grimelli
Fino a qualche anno fa la minaccia all'olio extra vergine d'oliva era quello di nocciola, fraudolentamente aggiunto, perchè costava molto meno, per lucrare e ottenere facili quanto illeciti profitti.
Oggi il nemico si chiama deodorato.
Oli di scarsa qualità che presentano difetti organolettici non eccessivamente marcati, attraverso procedimenti fisico-chimici, vengono deodorati e trasformati miracolosamente in extra vergini.
Partendo quindi da materia prima scadente, e dal prezzo molto basso, si ottiene un extra vergine attraverso processi tecnologici che non sono particolarmente onerosi né difficoltosi.
Anche questa è una frode ma piuttosto complicata da scoprire.
Attraverso analisi chimiche è possibile scoprire un deodorato? Ufficialmente no, perchè non esiste alcuna metodica né alcun marker atto allo scopo, sebbene la correlazioni di più parametri possa far sorgere qualche dubbio ai chimici più attenti.
Per la legge non basta, occorre definire metodiche e marker, limiti e paletti.
Ecco allora la caccia al sistema perfetto.
Grandi speranze erano riposte negli alchil esteri.
Ma chi sono costoro?
Questi composti si formano in seguito a fenomeni fermentativi e degradativi di olive di scarsa qualità , che comportano la produzione di alcol metilico ed etilico e la liberazione di acidi grassi dai trigliceridi, con conseguente reazione di esterificazione.
Vorrei in particolare sottolineare il concetto di scarsa qualità che è importante per comprendere meglio la discussione e le conclusioni a cui si è giunti al termine della tornata di studio della Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse, in occasione del cinquantesimo dalla fondazione.
Le certezze
E' ormai acclarato che la presenza di alchil esteri dipende dalla qualità delle olive. In particolare la surmaturazione, con conseguente danneggiamento cellulare, provoca l'incremento di acidi grassi liberi e la liberazione di metanolo per degradazione delle pectine delle strutture cellulari della drupa, ovvero i precursori degli alchil esteri. In modo analogo una cattiva conservazione delle olive porta all' incremento di acidi grassi liberi e alla formazione di etanolo e metanolo per reazioni fermentative.
Accertato anche che la presenza di alchil esteri è indipendente dalla durata della fase di conservazione di un olio.
Se la qualità delle olive è buona lâeventuale applicazione di un processo di deodorazione âsoftâ (in condizioni termiche blande) non comporta una significativa variazione degli alchil esteri presenti nellâolio.
Marker deodorazione?
E' quindi scorretto definire gli alchil esteri un marker e un parametro per l'individuazione dei deodorati, anche se, essendo la materia prima utilizzata per produrre deodorati di scarsa qualità , vi è una probabile correlazione tra contenuto elevato di alchil esteri e olio deodorato.
Parametro di qualitÃ
Potendo individuare olive di scarsa qualità , che produrranno anche oli di scadente pregio, non atti quindi ad essere classificati tra gli extra vergini il Consiglio oleicolo internazionale, fin dal novembre 2009, ha deciso di inserirli come parametro analitico per la discriminazione della classe merceologica.
Considerate le differenti strutture produttive e tecniche agronomiche-gestionali utlizzate, è ovvio che ricercatori italiani e spagnoli abbiano dovuto raggiungere un compromesso, fissato a 75 mg/kg, per il limite legale circa il contenuto di alchil esteri, oppure compreso tra 75 e 150 mg/kg (ovvero maggiore di 75 e minore o eguale a 150), ma con un rapporto esteri etilici/esteri metilici inferiore o eguale a 1,5.
Tale valore, unitamente alla metodica, sta per essere recepito anche dell'Unione europea che ha pronta già la bozza di regolamento.
Vita più dura per i truffatori
L'introduzione di un nuovo parametro analitico, sebbene non rappresenti la soluzione al problema deodorato, è sicuramente un elemento, piccolo ma importante, al fine della tutela della qualità e genuinità dell'extra vergine d'oliva.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Il vero problema dell’olio italiano è il prezzo a scaffale dell’extravergine di oliva comunitario
Oggi nessun vero olio extravergine di oliva potrebbe essere venduto a scaffale a meno di 5,99 euro al litro in offerta. Ma impazzano i 3,99-4,99 euro/litro e così si comprimono le vendite di olio nazionale. E sull'olio italiano i buyer chiedono sconti indecenti. Ecco chi svilisce l'immagine dell'extravergine nazionale
26 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
L'influenza della gestione del suolo sull'olivo, ecco i vantaggi dell'olivicoltura conservativa
Uno studio triennale condotto in Sicilia ha confrontato gli effetti della lavorazione tradizionale e della non lavorazione del suolo su due cultivar autoctone di olivo, rivelando interessanti differenze varietali e confermando i benefici delle pratiche agronomiche conservative per la gestione idrica e la crescita delle giovani piante
26 giugno 2026 | 15:00
L'arca olearia
Imparare a gestire il caldo: l'impatto su olivo, olio di oliva e la resistenza delle varietà
Uno studio triennale nel cuore del Mediterraneo rivela come il caldo estremo e l'irrigazione con acque marginali influenzino la qualità dell'olio, aprendo nuove prospettive per la sostenibilità dell'olivicoltura italiana
26 giugno 2026 | 14:00
L'arca olearia
Ecco come gli oliveti superintensivi impattano sull'erosione del suolo in ambienti aridi
I nuovi impianti super-intensivi di olivo stanno rivoluzionando il panorama olivicolo italiano, ma quale impatto hanno sul territorio? Uno studio condotto in Sicilia occidentale quantifica per la prima volta l’erosione del suolo in questi sistemi, rivelando dati allarmanti per i terreni in pendenza
26 giugno 2026 | 13:00
L'arca olearia
Effetti sinergici di estratti di alghe, azoto e boro su produttività dell'olivo, stato nutrizionale e qualità dell’olio
L’integrazione con l’estratto di alghe, specialmente in combinazione con la coppia azoto-boro, migliora significativamente la resa produttiva, il contenuto in olio e la precocità di maturazione dei frutti, oltre a influenzare positivamente il profilo minerale delle foglie e la composizione acidica dell’olio, senza penalizzare il tenore in fenoli totali
26 giugno 2026 | 10:00
L'arca olearia
Residui di pesticidi nell’olio d’oliva, si riaccende l’attenzione sulla sicurezza della filiera
Una ricerca pubblicata su European Food Research and Technology ha analizzato la presenza di residui fitosanitari in oli d’oliva. I risultati mostrano una situazione generalmente conforme ai limiti europei, ma evidenziano anche criticità significative, tra cui il superamento del limite massimo per l’azoxystrobin e la presenza di phosmet, principio attivo vietato nell’Unione Europea dal 2022
25 giugno 2026 | 12:00