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MIA, E NON SOLO. A RIMINI l'AGROALIMENTARE PRENDE IL LARGO. VERSO L'EXTRADOMESTICO

Quattro appuntamenti per il food & beverage, tra cui Pianeta birra. Un'organizzazione ben riuscita, certo, ma con troppe comitive di ragazzi vaganti, tanta musica assordante e fanciulle in bella mostra. All'interno spazio alla cultura con il Festival della cucina italiana

17 febbraio 2007 | Mena Aloia

Dal 10 al 13 febbraio il quartiere fieristico di Rimini ha ospitato la 37a edizione della Mia, Mostra Internazionale dell’Alimentazione; il 6° Mse Seafood&Processing, Salone Internazionale delle Tecnologie e dei Prodotti della pesca per il Mediterraneo; il 9° Pianeta Birra Beverage & Co., Esposizione Internazionale di Birre, Bevande, Snack, Attrezzature e Arredamenti per Pub e Pizzerie; il 3° Food&Beverage Logistics Expo, Soluzioni, Modelli e Trend per la supply chain.

Nel loro insieme le quattro manifestazioni rappresentano certamente un importante panorama dell’offerta alimentare extradomestica, protagoniste 1.400 le aziende espositrici, fra dirette e rappresentate su una superficie di 100 mila metri quadrati
L’area espositiva della Mia, 34mila mq. per 700 aziende, era suddivisa in cinque sezioni per evidenziare con forza i diversi settori merceologici: Catering e Biocatering, Gluten Free, Sandwich & Snaking, Specialità regionali e Surgelati. Tanti gli eventi organizzati, segnaliamo il VII Festival della cucina italiana promosso dalla rivista La Madia Travelfood in collaborazione con l’Accademia Nazionale Italcuochi, Pomodoroitaliano.it e Rimini Fiera.
Una parata di chef che hanno valorizzato l’uso del pomodoro in cucina, unendo la ricerca gastronomica alle tradizioni delle zone di origine dei prodotti utilizzati.

La Federazione Italiana Cuochi ha invece organizzato la quarta edizione di “Artistica 2007” competizione internazionale degli chef artisti. L’evento, unico del suo genere in Europa, ha visto sfidarsi 184 chef a colpi di opere realizzate con vegetali, formaggi, ghiaccio, cioccolato, margarina, pasta di pane o di marzapane. Era uno spettacolo anche solo vederli lavorare. Protagonista anche la pizza con il 3° campionato biopizza a cinque stelle ed il 6° campionato di pizza senza glutine.

Oltre al Mia, altri 6mila mq. sono stati occupati dalle 170 aziende appartenenti alla filiera ittica. In vetrina tecnologie della trasformazione, conservazione, commercializzazione e consumo.
Ben più numerose le aziende presenti alla sezione “Pianeta Birra”: 450 su 53mila mq, una straordinaria vetrina non solo per la birra, ma anche per altre sette tipologie di prodotti, dall’acqua all’espresso e hot drink alle attrezzature per pub e pizzerie.

Merita di essere sottolineata anche la 3° edizione di “Food&Beverage Logistics Expo” in quanto unico evento fieristico italiano interamente dedicato ai servizi, alle tecnologie e alle attrezzature per la gestione della supply chain nel settore F&B (70 aziende su 6 mila mq).

Infine, diamo uno sguardo ai dati sull’affluenza; secondo l’Ente Fiera i visitatori totali sono stati 87.943 (+10% rispetto all’edizione 2006), dei quali 2.817 esteri.
In teoria dovrebbe trattarsi di operatori del settore, in pratica difficile verificarlo vista la totale assenza di un qualsiasi badge identificativo non solo per i visitatori, ma anche per gli espositori. Tuttavia, questo rientra, purtroppo fra le cattive abitudini fieristiche italiane che probabilmente non scompariranno mai.
Non dico che queste manifestazioni debbano essere riservate a pochi eletti, credo solo sia giusto precisare che il grande numero di visitatori, di cui certamente l’organizzazione deve andare fiera, debba essere suddiviso fra reali operatori e semplici curiosi.
Solo così si può dare una spiegazione plausibile agli affollamenti in alcuni settori e al calo di pubblico registrato, invece, in altri.

Poco verosimile pensare, ad esempio, che l’ingresso al padiglione di “Pianeta Birra” fosse riservato “rigorosamente”, come si legge in una nota stampa, agli operatori. Comitive di ragazzi, musica quasi assordante, ragazze in bella mostra, birra gratis, non mi sembrano proprio la descrizione di un serio ambiente di lavoro. Nulla, però, da rimproverare, era sicuramente il padiglione più divertente della fiera. Peccato non aver avuto la compagnia giusta.

Tutto il resto dell’organizzazione merita invece un plauso. A partire dalla struttura stessa, finalmente non più un triste capannone industriale, ma un’area molto accogliente con angoli di verde, giochi d’acqua e tetti a cupola rivestiti in legno. Molto ben studiati poi degli ampi spazi in cui potersi sedere ad un tavolo e parlare. Anche raggiungere la fiera è stato estremamente semplice, addirittura una fermata ferroviaria “RiminiFiera” all’interno del quartiere fieristico, segno tangibile di un interesse della città per la manifestazione.

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