Energia verde

Biogas aziendale, dalla gestione dei reflui al risparmio energetico

Biogas aziendale, dalla gestione dei reflui al risparmio energetico

In una stalla biologica un digestore da 450 m³ trasforma liquami, letame e residui colturali in energia elettrica e calore. L’impianto copre quasi tutto il fabbisogno elettrico dell’azienda, alimenta anche tre robot di mungitura e consente di risparmiare fino a 30 mila euro l’anno

01 ottobre 2026 | 12:00 | R. T.

L’esperienza di Brendan Gildea, allevatore biologico della contea di Galway, mostra come la produzione di biogas possa diventare uno strumento concreto di autonomia energetica e riduzione dei costi anche su scala aziendale.

Presso la sua azienda agricola, Riverview Farm, nel 2025 è entrato in funzione un digestore anaerobico da 450 m³, realizzato nell’ambito di un progetto EIP-AGRI Operational Group dedicato alla diffusione dei piccoli impianti di biogas nelle aziende agricole irlandesi.

Il sistema è stato progettato per integrarsi nelle strutture esistenti senza sottrarre superficie alle coltivazioni o al pascolo. Inoltre, non vengono acquistate materie prime aggiuntive per alimentare il digestore: tutto il substrato proviene dall'azienda.

Liquami e residui diventano energia

Nel digestore vengono introdotti liquami bovini, letame e residui delle colture. Attraverso la digestione anaerobica, la sostanza organica viene trasformata in biogas, successivamente utilizzato per produrre energia.

L’elettricità generata copre ormai quasi l’intero fabbisogno dell’azienda, compreso quello necessario al funzionamento di tre robot di mungitura. Il sistema produce inoltre energia termica, utilizzata per la produzione di acqua calda.

Il risultato è una forte riduzione della dipendenza dalla rete elettrica e dai combustibili fossili. Secondo i dati del progetto, il risparmio sulla spesa energetica può arrivare a 30 mila euro all’anno, mentre la riduzione delle emissioni è stimata in circa 202 tonnellate di CO₂ equivalente l’anno.

Il digestato come fertilizzante aziendale

Il vantaggio del sistema non si limita però alla produzione di energia. Al termine del processo di digestione rimane il digestato, materiale ricco di elementi nutritivi che può essere utilizzato nei terreni aziendali.

Per un'azienda biologica questo aspetto assume particolare interesse, perché consente di recuperare parte dei nutrienti contenuti nei reflui zootecnici e di restituirli al terreno in maniera più mirata.

Il modello introduce quindi un principio di economia circolare a scala aziendale: gli effluenti dell’allevamento e i residui vegetali diventano materia prima per la produzione di energia e, successivamente, il digestato torna nei campi come fertilizzante.

Un modello senza colture dedicate

Uno degli elementi più interessanti dell’esperienza irlandese è l’assenza di una filiera esterna di approvvigionamento. L’impianto utilizza esclusivamente risorse già disponibili nell’azienda.

Questo evita, nel caso specifico, la necessità di destinare terreni alla produzione di colture energetiche o di acquistare biomasse da altri operatori. Il digestore è inoltre interamente di proprietà e gestione dell’agricoltore.

La tecnologia viene così inserita all’interno del normale ciclo produttivo dell’azienda, anziché essere concepita come un'attività energetica separata.

Dal progetto pilota alla diffusione del biogas agricolo

Nonostante gli impianti di digestione anaerobica siano ormai diffusi in alcune aree d’Europa, in Irlanda il biogas agricolo su piccola scala rimane ancora poco sviluppato.

Il progetto Small Biogas Demonstration Project, finanziato attraverso un EIP-AGRI Operational Group, nasce proprio con l’obiettivo di ridurre questa barriera: dimostrare sul campo il funzionamento di impianti di piccola taglia, misurarne gli effetti economici e ambientali e fornire agli agricoltori informazioni utili per valutarne l'adozione.

L’esperienza di Riverview Farm è stata inoltre considerata dal gruppo di esperti della EU CAP Network sui sistemi innovativi di produzione energetica in azienda come un esempio di come i gruppi operativi EIP-AGRI possano accelerare la sperimentazione e l'adozione di soluzioni energetiche rinnovabili direttamente nelle aziende agricole.

Energia, fertilizzanti e resilienza economica

Il caso di Galway evidenzia una delle caratteristiche più interessanti del biogas agricolo: il valore dell’impianto non deriva soltanto dall’energia prodotta, ma dalla sua capacità di integrare più funzioni all’interno del sistema aziendale.

Il refluo diventa una risorsa energetica, il biogas sostituisce parte dell’energia acquistata, il calore recuperato serve alle attività aziendali e il digestato restituisce nutrienti ai terreni. In questo modo la tecnologia interviene contemporaneamente sui costi energetici, sulla gestione degli effluenti e sul ciclo della fertilità.

Per aziende zootecniche con disponibilità sufficiente di biomasse, il modello irlandese mostra quindi una possibile strada verso una maggiore autonomia energetica e una riduzione dei costi operativi, senza necessariamente modificare l’ordinario utilizzo dei terreni agricoli.

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