Energia verde
Biometano e acciaio: a Brescia nasce il primo contratto di filiera corta
Il biometano è pronto all’uso: l’obiettivo è abbattere l’impronta carbonica sostituendo i combustibili fossili dove l’elettrificazione non è ancora sufficiente, guidando il comparto metallurgico verso standard ambientali più elevati
03 aprile 2026 | 11:00 | Marcello Ortenzi
Il distretto industriale bresciano ha visto in marzo un interessante raccordo tra industria pesante e fornitura di biometano. Le Acciaierie di Calvisano (Feralpi Group) e AB Ambiente (Gruppo AB) hanno formalizzato il primo contratto locale di fornitura di biometano, trasformando una visione di sostenibilità in un’operazione industriale concreta. L’accordo si pone come un modello pilota per l’intero settore delle industrie energivore (hard-to-abate), dimostrando come la simbiosi tra filiera agricola e grande industria sia la chiave per la transizione energetica.
Angelo Baronchelli, Presidente di AB: ha sottolineato che “Il biometano è una risorsa prodotta in Italia, espressione di economia circolare. Questo accordo mette in relazione realtà industriali internazionali del territorio in un progetto che può diventare un riferimento su scala globale.”

Il progetto è stato possibile dopo il coordinamento strategico che ha visto protagonisti Confindustria Brescia, il Consorzio Ramet e il Consorzio Italiano Biogas (CIB). Quest’ultimo, rappresentando oltre 850 produttori agricoli, ha permesso di connettere la capacità produttiva delle campagne italiane con le necessità energetiche dei siti industriali. Per il Gruppo Feralpi, l’integrazione del biometano è un pilastro della strategia che integra criteri ambientali, sociali e di governance nelle decisioni di un’azienda per garantire sostenibilità. L’obiettivo è abbattere l’impronta carbonica sostituendo i combustibili fossili dove l’elettrificazione non è ancora sufficiente, guidando il comparto metallurgico verso standard ambientali più elevati. L’operazione ha dovuto districarsi tra i vincoli normativi che limitano attualmente l’approvvigionamento tra il 10% e il 20% del consumo totale. L’intesa definisce lo standard per i futuri contratti nel settore siderurgico. I vantaggi di questa scelta sono molteplici:
- Riduzione immediata della CO₂: a differenza di altre tecnologie ancora in fase sperimentale, il biometano è pronto all’uso.
- Indipendenza Energetica: in un contesto di instabilità geopolitica, produrre energia rinnovabile sul territorio aumenta l’autonomia del sistema Paese.
- Economia Circolare: sfrutta la riconversione degli impianti di biogas esistenti, capaci ora di immettere biometano direttamente nella rete.
Per superare gli ostacoli della burocrazia il ruolo dell’associazione è stato fondamentale nel fare da “ponte” tra la domanda delle imprese metallurgiche e l’offerta dei produttori agricoli, rendendo possibile l’incontro tra due mondi apparentemente distanti.
Questo progetto ha visto Brescia confermarsi laboratorio d’avanguardia della transizione industriale: un esempio di come la cooperazione territoriale possa trasformare le sfide climatiche in opportunità di sviluppo economico.
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