Bio e Natura
Il biogas tra le attività di interesse delle aziende agricole
Mancano censimenti ufficiali sugli impianti a biogas in Italia, tuttavia il Crpa di Cesena è riuscito a darne un quadro sufficientemente aggiornato
18 settembre 2010 | Marcello Ortenzi
I nodi legati allâutilizzo del biogas in agricoltura sono stati discussi in un recente seminario a Deruta organizzato dalla CIA, Regione Umbria ed Università di Perugia. Mancano censimenti ufficiali sugli impianti a biogas in Italia, tuttavia il CRPA di Cesena è riuscito a darne un quadro sufficientemente aggiornato contando 319 impianti dei quali 273 operano con gli effluenti zootecnici, colture energetiche e sottoprodotti agroindustriali.
I MWe installati, tra strutture attive e in costruzione, risultano di almeno 140 MWe. Gran parte degli impianti è nel Nord Italia, anche perché è lâarea a maggiore produzione zootecnica (ma esistono anche impianti che danno reddito utilizzando solo residui agricoli).
Le relazioni hanno presentato dimostrazioni convincenti sulla redditività ricavabile dai piccoli impianti (sotto il megawat) sfruttando gli effluenti zootecnici e matrici vegetali ed anche gli incentivi per lâenergia elettrica da impianti a biomassa (tariffa onnicomprensiva di 0,28 â¬cent/KW).
La Regione Umbria, che pure ha avuto i primi due impianti centralizzati a biogas in Italia agrozootecnici, sta organizzando la sua normativa sia per aggiornare il suo Piano energetico regionale sia per predisporre il regolamento che fissa indirizzi e criteri certi per la costruzione degli impianti che producono biogas da materiale agro-zootecnico e per lâutilizzazione del digestato quale fertilizzante dei terreni delle aziende agricole.
Infatti, la Regione ha tre problemi da risolvere a breve legati alle fonti rinnovabili ed agricoltura, lâassegnazione degli obiettivi regionali di energie rinnovabili al 2020 (burden sharing), la prevista riduzione degli aiuti al settore del tabacco, lâutilizzo delle deiezioni di un buon numero di allevamenti suinicoli.
I contributi che lâamministrazione regionale metterà a disposizione privilegeranno gli impianti di media-piccola dimensione realizzati in stretta connessione con le imprese locali e ad alta sostenibilità .
Le criticità sollevate nellâevento, ma di valore nazionale, riguardano la carenza normativa relativa alla definizione ambientale del digestato comune in tutto il paese e sua utilizzazione quale sottoprodotto e le difficoltà sul fronte amministrativo perché le procedure autorizzative sono complicate e attendono di essere semplificate.
Infatti, la costruzione dellâimpianto a biogas è sottoposto al Dlgs 387/03 che lo rende soggetto allâautorizzazione unica, nel rispetto delle normative in materia di tutela ambientale e del paesaggio. Se alcune regioni hanno, però semplificato lâiter autorizzativo per gli impianti di potenza inferiori ai 50 MWt, altre hanno delegato agli enti locali lâautorizzazione stessa aumentando il ricorso alle modulistiche.
Lo stesso utilizzo del biometano nella rete metanifera esistente sconta la mancanza di una giusta regolamentazione, come pure devono essere fissate le norme tecniche per gli standard di sicurezza, per la predisposizione dei punti dâimmissione in rete e regolamentazione dei contatori.
Dal punto di vista economico ci vorrebbe unâaccisa analoga a quella degli altri combustibili (ora al 20%) e bloccata per almeno dieci anni, per non parlare del problema generale degli incentivi di tutte le rinnovabili (salvo il fotovoltaico) a causa dellâincertezza del sostegno nel tempo (la norma prevede la variazione dei coefficienti dâaggiornamento ogni tre anni), dato che le attuali incentivazioni sono previste fino a dicembre 2010, almeno per la bioenergia.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Il ruolo di agricoltori e consumatori nella riduzione dei pesticidi in Europa
La riduzione dell'uso di pesticidi sintetici in Europa rappresenta una sfida cruciale. Un'indagine dell'Università Politecnica della Catalogna svela le dinamiche di mercato che potrebbero favorire la transizione verso un'agricoltura più sostenibile
24 giugno 2026 | 12:00
Bio e Natura
Il DNA nascosto svela la storia segreta delle fragole
Scoperti milioni di anni di evoluzione genomica grazie a particolari sequenze mobili del DNA. Rivelata una lunga serie di fusioni genetiche avvenute nell'arco di oltre quattro milioni di anni
23 giugno 2026 | 14:00
Bio e Natura
Una nuova tecnologia green: scarti di sughero per depurare l’acqua
Un team Cnr-Nanotec, in collaborazione con l’Università del Salento, ha sviluppato un materiale in grado di rimuovere oli e sostanze inquinanti dall’acqua, ottenuto da scarti industriali di sughero. I risultati sono pubblicati sul Journal of Hazardous Materials
23 giugno 2026 | 12:00
Bio e Natura
Risposta all’azoto in frumento tenero e duro: il ruolo del tillering è davvero determinante?
A parità di stato azotato, il frumento tenero mantiene un vantaggio stabile in numero di spighe e granella rispetto al duro, suggerendo che le differenze tra specie siano principalmente costitutive e non guidate dalla sola risposta dell’accestimento all’azoto
22 giugno 2026 | 16:00
Bio e Natura
La salvaguardia del suolo come nuovo asset produttivo e ambientale in grado di generare valore
Oggi l’unico settore in grado di assorbire CO2 è la gestione del suolo. L'incremento del sequestro di carbonio rappresenta una necessità prioritaria per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in agricoltura
22 giugno 2026 | 11:00
Bio e Natura
Lattuga rossa diventa verde con il genome editing e aumentano i flavonoidi benefici
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tsukuba ha trasformato una lattuga a foglie rosse in una varietà dal colore verde smeraldo, intervenendo con il genome editing. Non solo estetica: aumentano infatti altri composti antiossidanti, come la quercetina
21 giugno 2026 | 12:00