Bio e Natura
Un manifesto su agricoltura e cambiamenti climatici. Pronte le regole a favore dela sostenibilità
La Regione Toscana e l'Arsia proseguono la battaglia a fianco di Vandana Shiva e della Commissione Internazionale sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura
07 giugno 2008 | C. S.
La Regione Toscana, attraverso lâArsia, lâagenzia regionale per lo sviluppo e lâinnovazione in agricoltura, prosegue la battaglia a fianco della Commissione Internazionale sul futuro dellâalimentazione e dellâagricoltura, presieduta da Vandana Shiva, e lo ha fatto con la presentazione, a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, del terzo Manifesto su cambiamenti climatici e futuro della sicurezza alimentare.
Il Manifesto â che giunge dopo quello sul futuro del cibo (del 2003) e quello sul futuro dei semi (2006) redatti sempre con la collaborazione della Regione Toscana e dellâArsia â si concentra sul tema del rapporto tra i sistemi alimentari e i cambiamenti climatici e lo fa in un momento particolare nel quale la crescita senza precedenti dei prezzi delle materie prime agricole ha riportato al centro del dibattito il tema delle politiche agricole come perno della sicurezza e della sovranità alimentare.
Lâagricoltura delle multinazionali, delle grandi industrie, delle monocolture Ogm incide negativamente sul clima del nostro pianeta, aggravando il surriscaldamento e contribuendo alla diminuzione delle risorse idriche. Lâeffetto contrario, ovvero una mitigazione dellâinfluenza dei mutamenti del clima â è questo lâassunto di fondo del Manifesto presentato dalla presidente della Commissione Vandana Shiva e dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini â può essere ottenuto avvalendosi di unâagricoltura sostenibile, rispettosa della biodiversità e legata ai territori di produzione.
Tra i motivi che gli esperti della Commissione, provenienti da tutto il mondo, attribuiscono al sistema agricolo industrializzato ritenendolo corresponsabile della sempre maggiore vulnerabilità del clima il âManifestoâ ne individua almeno quattro: la presenza di monocolture, lâuniformità genetica (con il largo utilizzo di Ogm), i trasporti a lunga distanza (con il relativo inquinamento) dovuti allo stile di consumo occidentale, lâutilizzo intensivo dellâacqua.
Viceversa unâagricoltura più attenta ai territori, alla biodiversità e alla sostenibilità ambientale può attenuare fortemente lâimpatto dei cambiamenti climatici, perché, per esempio, contribuisce a ridurre le emissioni derivanti da carburanti fossili e di gas serra e incrementa lâassorbimento di carbonio da parte delle piante e del suolo. Inoltre la diversità genetica, presente laddove si salvaguarda la biodiversità , permette di per sé maggiori possibilità di resistenza prima e di adattamento poi ai cambiamenti climatici.
Questa agricoltura ha effetti positivi sul clima anche perché, destinando gran parte dei suoi prodotti al territorio, riduce i consumi energetici per trasporti (è infatti privilegiato lâutilizzo di prodotti locali), e anche il consumo di acqua (lâagricoltura ecologica e biologica, ad esempio, riduce la richiesta di irrigazione intensiva).
La Toscana si sta già muovendo nella direzione indicata dai nove punti del Manifesto. Nellâambito delle misure di miglioramento ambientale del nuovo piano di sviluppo rurale verrà data priorità a quei progetti che limitano al massimo gli spostamenti delle materie prime dal luogo di produzione a quello di trasformazione, nellâottica della filiera corta su cui la Regione Toscana sta lavorando per creare un rapporto sempre più diretto con le produzioni locali e per diminuire i costi ambientali legati ai trasporti.
Iniziative come queste si inseriscono perfettamente nel tessuto di azioni per favorire la sostenibilità ambientale, evidenziate dai nove punti del Manifesto sul cambiamento climatico elaborato dalla Commissione internazionale. Il Manifesto promuove unâagricoltura ecologica e sostenibile, già al centro delle politiche regionali, sia sostenendo produzioni di qualità (DOP, IGP, prodotti tradizionali), sia incentivando lâagricoltura biologica e integrata.
Il Manifesto afferma inoltre che la biodiversità riduce la vulnerabilità al cambiamento climatico, e a questo proposito la Toscana si è da tempo dotata di una normativa sulla tutela delle risorse genetiche animali e vegetali, attivando aiuti specifici agli agricoltori che coltivano o allevano razze a rischio di erosione genetica. In merito ai paventati i rischi di unâagricoltura monoculturale e basata sugli Ogm, la Toscana è stata la prima regione italiana a vietare gli Ogm nel proprio territorio, promuovendo una rete di 42 regioni europee Ogm-free.
Sul tema delle agrienergie la Regione si è mossa nello spirito del Manifesto, sostenendo soprattutto sistemi localizzati di produzione di energia da biomasse legnose, che utilizzano quindi i residui dei tagli selvicolturali. Infine sulla questione dellâacqua, oltre a ad avere realtà produttive che non prevedono un consumo intensivo, in Toscana è da tempo in atto anche un piano riguardante i numerosissimi laghetti montani, le vasche di raccolta ed i bacini di accumulo per permettere il loro utilizzo da parte delle aziende.
Fonte: IMpress
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