Bio e Natura
Canapa industriale: il Consiglio UE sostiene il riconoscimento dell’intera pianta
Il 19 ottobre il Consiglio dell’Unione europea ha sostenuto il riconoscimento di tutte le parti della canapa, comprese foglie e infiorescenze, nelle regole sui mercati agricoli. Il passaggio successivo è il negoziato con il Parlamento europeo
06 novembre 2026 | 11:00 | Marcello Ortenzi
Il Consiglio dell’Unione europea (insieme dei ministri dei governi europei) ha dato il suo sostegno che conta perché porta il riconoscimento dell’intera pianta un passo più vicino a diventare una regola condivisa. Nel successivo negoziato con il Parlamento Europeo si dovrà dare un testo definitivo sulla norma, (documento 14647/26, del 19 ottobre 2026, pubblicato con il comunicato aggiornato il 20 ottobre).
La revisione rientra nel quadro europeo 2028–2034. Riconoscere l’intera pianta nell’Organizzazione Comune dei Mercati agricoli significa dare spazio alle sue diverse parti nelle regole del mercato agricolo. Le condizioni per vendere un alimento, un cosmetico o un altro prodotto finito restano da rispettare in base al suo uso. La proposta del Consiglio comprende, oltre alla canapa greggia e ai semi, le altre parti della pianta.
Per un agricoltore significa che poter destinare più parti del raccolto a impieghi consentiti può rendere più sostenibile la coltivazione. Per trasformatori e grossisti può aprire possibilità di approvvigionamento e collaborazione. Regole più uniformi aiuterebbero inoltre le imprese a sapere a quali condizioni possono lavorare e commerciare tra paesi europei. Questo è il valore economico del riconoscimento: dare alle aziende la possibilità di programmare il lavoro sull’intero raccolto.
Perché la coltivazione sia legale la pianta coltivata non deve avere un THC (principio attivo della cannabis) maggiore del 0,3% e nel mandato del Consiglio, questo limite è riferito alla varietà, insieme alle condizioni sulle sementi certificate. Nel sistema PAC, i controlli si basano su campioni rappresentativi prelevati in campo e analizzati secondo il metodo europeo; la disciplina considera anche la media dei risultati dei campioni di una varietà. L’istituzione europea che rappresenta i governi sostiene l’inclusione dell’intera pianta nel mercato agricolo.
La posizione del Consiglio, però, non modifica da sola la legge italiana e non annulla i divieti esistenti sulle infiorescenze della canapa sativa. Il testo conserva spazi per le norme nazionali sull’uso finale dei prodotti, anche per proteggere salute e sicurezza pubblica. Queste norme devono rispettare il diritto dell’Unione, in particolare l’articolo 36 del Trattato: non è un’autorizzazione a introdurre qualsiasi divieto. L’effetto concreto dipenderà dalle regole definitive e dal loro rapporto con il diritto europeo già applicabile. Gli operatori italiani del settore chiedono da tempo che la canapa industriale possa essere coltivata, trasformata e commercializzata con regole chiare. Il riconoscimento dell’intera pianta risponde a questa richiesta, condivisa da molte realtà della filiera.
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