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Pomodoro da industria, l'irrigazione diventa smart

Pomodoro da industria, l'irrigazione diventa smart

Nel terzo anno di sperimentazione all’Acqua Campus di Budrio, centraline collegate alle elettrovalvole integrano DSS e irrigazione a goccia intermittente. Gli interventi si programmano anche da smartphone, per distribuire l’acqua con maggiore precisione e rispondere più rapidamente a caldo e variabilità climatica

28 luglio 2026 | 09:00 | C. S.

Rendere l’irrigazione sempre più efficiente, automatizzata e capace di adattarsi a condizioni climatiche sempre più estreme, fra temperature roventi e precipitazioni scarse, discontinue e concentrate: è questo l’obiettivo della nuova fase del progetto congiunto tra Finaf, la principale AOP ortofrutticola transnazionale europea, e il Canale Emiliano Romagnolo (CER), dedicato all’efficientamento dell’irrigazione a goccia nel pomodoro da industria. Avviata nel 2024, dopo i risultati positivi emersi nelle precedenti annate, la sperimentazione prosegue nel 2026 presso l’Acqua Campus di Budrio con l’introduzione di centraline per la gestione automatizzata e da remoto dell’impianto irriguo. Collegate alle elettrovalvole presenti in campo, consentono di programmare l’apertura e la chiusura dei diversi settori direttamente da smartphone o da altri dispositivi connessi, rendendo più preciso e più agevole il governo degli interventi.

Il lavoro riparte dai risultati ottenuti nelle prime due annate di prova. Il confronto tra irrigazione tradizionale e goccia intermittente, supportata dai sistemi decisionali Irriframe e Fert-Irrinet, ha mostrato la possibilità di utilizzare fino al 30% di acqua in meno senza ridurre i volumi prodotti, migliorando al tempo stesso la distribuzione dell’acqua nel suolo. Le tecnologie testate hanno inoltre evitato la perdita di circa 60 chilogrammi di nitrati per ettaro e ridotto del 50% i casi di marciume apicale, mantenendo calibro, grado Brix e uniformità in linea con gli standard richiesti dall’industria di trasformazione. Nel 2026 il progetto compie quindi un passo ulteriore: integrare i risultati agronomici con strumenti capaci di facilitarne l’applicazione concreta nelle aziende.

Irrigare al momento giusto, anche da remoto
Le nuove centraline permettono di trasformare le indicazioni fornite dai sistemi di supporto decisionale in interventi programmati e controllabili a distanza. Attraverso il collegamento con le elettrovalvole è possibile attivare o interrompere l’irrigazione nei singoli settori, modulando tempi e distribuzione dell’acqua in funzione delle esigenze della coltura e delle condizioni del suolo. Si riduce così la necessità di interventi manuali diretti in campo e aumenta la rapidità con cui l’azienda può adeguare la gestione dell’impianto.

“Dopo due anni in cui abbiamo verificato che l’irrigazione a goccia intermittente e i DSS possono ridurre il consumo d’acqua senza penalizzare resa e qualità, nel 2026 compiamo un ulteriore passo: rendere queste soluzioni più semplici da utilizzare e più vicine all’operatività quotidiana delle aziende – spiega Riccardo Ercoli di Finaf –. La possibilità di programmare e comandare l’impianto da remoto riduce i tempi di intervento e consente di applicare con maggiore precisione le indicazioni agronomiche. Per i produttori, innovazione significa anche poter gestire meglio lavoro, risorse e imprevisti, soprattutto in stagioni segnate da caldo e forte variabilità meteorologica”.

Una risposta più tempestiva a caldo e stress idrico
La campagna 2026 si è aperta in un contesto già caratterizzato da precipitazioni limitate e temperature elevate. Condizioni che confermano quanto sia importante poter adattare tempestivamente la strategia irrigua all’andamento meteorologico. Il pomodoro da industria è particolarmente sensibile agli stress idrici nelle fasi di sviluppo e maturazione dei frutti: calibrare con precisione tempi e volumi degli apporti diventa quindi decisivo per salvaguardare produttività e qualità, evitando sia carenze sia eccessi di distribuzione.

“L’automazione non sostituisce la conoscenza agronomica, ma permette di tradurla in interventi tempestivi e controllati – sottolinea Domenico Solimando del CER –. Collegando la centralina alle elettrovalvole possiamo gestire separatamente i diversi settori, definire durata e frequenza degli apporti e interrompere l’irrigazione quando necessario. In una coltura come il pomodoro da industria, distribuire l’acqua nel momento giusto e nella quantità corretta è essenziale per contenere le perdite, migliorare l’efficienza dell’impianto e tutelare una risorsa sempre più preziosa”.

Innovazione applicabile e competitività per la filiera
L’integrazione tra irrigazione a goccia intermittente, DSS e controllo da remoto rappresenta una direzione strategica per accompagnare l’agricoltura verso modelli produttivi più sostenibili e resilienti. La prova è ancora in corso e i dati definitivi saranno disponibili al termine della stagione. L’obiettivo è consolidare le conoscenze raccolte dal 2024 e verificare l’efficacia dell’automazione anche sotto il profilo della gestione operativa, mettendo a disposizione delle aziende strumenti pratici, affidabili e facilmente applicabili.

“La sfida non è introdurre tecnologia fine a sé stessa, ma trasformare ricerca e innovazione in soluzioni che aiutino concretamente chi produce – concludono Ercoli e Solimando –. Rendere l’irrigazione più precisa, controllabile e adattabile significa ridurre gli sprechi, proteggere l’ambiente e rafforzare la competitività di una filiera strategica come quella del pomodoro da industria”.

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