Bio e Natura

Il legno è un materiale prezioso per l’economia circolare

Il legno è un materiale prezioso per l’economia circolare

Il legno gode di una reputazione molto positiva: il 70% delle imprese lo considera più sostenibile rispetto ad altre alternative, almeno quello proveniente da foreste gestite in modo responsabile. Le criticità riguardano costi, complessità normative e logistiche, oltre a peso e ingombro

29 maggio 2026 | 12:00 | Marcello Ortenzi

Una ricerca condotta da Rilegno e Sda Bocconi, presentata da AdnKronos il 14 maggio ha evidenziato come il legno rappresenti una risorsa chiave per l’economia circolare, in quanto ha i vantaggi di essere recuperato, riciclato e riutilizzato. In questo contesto, la ricerca condotta dal Consorzio Rilegno, in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano, ha analizzato come le aziende percepiscono il valore del legno rispetto ad altri materiali, considerando aspetti ambientali, economici e operativi. L’indagine si è basata su un campione di 40 imprese di diversi settori e dimensioni, risultando che oltre la metà delle aziende disponga di strumenti, anche non strutturati, dedicati alla sostenibilità. Il legno, materiale leggero e resistente, è principalmente associato all’idea di naturalità e, in misura minore, a rinnovabilità, mentre il suo valore legato al ciclo di vita e alla sostenibilità non è ancora pienamente compreso e accettato. Tuttavia si può dire che il materiale gode di una reputazione molto positiva: il 70% delle imprese lo considera più sostenibile rispetto ad altre alternative, almeno quello proveniente da foreste gestite in modo responsabile (Eurostat riporta che circa il 90% del legno utilizzato nell’Unione Europea proviene da foreste gestite in questo modo). Esso è apprezzato per l’impatto ambientale positivo, l’estetica, per l’immagine aziendale e la facilità di smaltimento. Il costo però rappresenta la principale criticità.

Gli imballaggi in legno sono ampiamente diffusi (utilizzati dal 70% del campione), ma emergono limiti culturali: il pallet, ad esempio, è spesso percepito come elemento logistico più che come imballaggio, riducendone la valorizzazione nelle strategie che integrano criteri ambientali, sociali e di governance. Di solito, la scelta dei materiali è guidata soprattutto da criteri funzionali ed economici, mentre l’impatto ambientale è considerato prioritario solo da una minoranza di aziende (22%). I principali vantaggi del legno che rilevano risaltano la riutilizzabilità e la sostenibilità percepita, anche se molti benefici non sono esplicitamente riconosciuti o misurati. Le criticità riguardano costi, complessità normative e logistiche, oltre a peso e ingombro. La ricerca ha messo in rilievo che è il divario tra percezione e comunicazione che risalta: sebbene il 75% delle aziende consideri la sostenibilità strategica, solo il 13% utilizza il legno per attirare l’attenzione del pubblico. Questo dipende principalmente dalla mancanza di strumenti di misurazione delle performance ambientali, che limitano una comunicazione efficace e credibile. Si deve comunque considerare che emerge un forte interesse verso strumenti di supporto (linee guida, etichette, format), ritenuti utili dal 77% delle imprese. Il limite, quindi, appare più operativo che culturale.

Il legno si dimostra inoltre coerente con diversi obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare quelli legati a consumo responsabile, azione climatica e tutela degli ecosistemi. L’Italia è uno dei principali esportatori di prodotti in legno a livello mondiale, con una domanda che continua a crescere. Nonostante ciò, il suo valore non è ancora pienamente integrato nelle strategie aziendali. In conclusione, il legno è un materiale diffuso e apprezzato, ma il suo potenziale sostenibile non è pienamente sottolineato. L’obiettivo dovrebbe consistere nel trasformare questa percezione positiva in un vantaggio competitivo concreto, attraverso strumenti di misurazione, comunicazione e valorizzazione lungo tutta la filiera

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