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I fiori di calendula diventano il cibo proteico di domani

I fiori di calendula diventano il cibo proteico di domani

I fiori di calendula sono ampiamente coltivati, ma si stima che il 40% della produzione venga scartato come rifiuto, specialmente dopo l’uso ornamentale. E' possibile invece dar loro nuova vita trasformandoli in proteine vegetali

04 maggio 2026 | 14:00 | T N

La calendula è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae, conosciuta soprattutto per i suoi fiori dai colori intensi che spaziano dal giallo dorato all’arancione vivo. Originaria dell’area mediterranea, viene coltivata da secoli sia come pianta ornamentale sia per le sue proprietà officinali. I suoi fiori sbocciano quasi tutto l’anno nelle zone dal clima mite e rappresentano un simbolo di luce, vitalità e semplicità.

I petali della calendula sono ricchi di sostanze benefiche, tra cui flavonoidi, carotenoidi e oli essenziali. Grazie a questi principi attivi, la pianta è molto utilizzata in erboristeria e cosmetica naturale. Creme, unguenti e infusi a base di calendula vengono impiegati per lenire irritazioni della pelle, arrossamenti, screpolature e piccole infiammazioni. La sua azione emolliente e calmante la rende particolarmente apprezzata nei prodotti dedicati alle pelli sensibili.

Oltre alle proprietà terapeutiche, i fiori di calendula hanno anche un uso culinario. I petali possono essere aggiunti a insalate, tisane o piatti freddi per donare colore e una nota leggermente aromatica. In passato venivano persino utilizzati come sostituto economico dello zafferano.

Dal punto di vista simbolico, la calendula è spesso associata alla costanza e all’affetto sincero, perché i suoi fiori si aprono con il sole e si chiudono al tramonto. Facile da coltivare e resistente, è una presenza comune negli orti e nei giardini, dove contribuisce anche ad attirare insetti utili come api e farfalle.

I fiori di calendula come fonti proteiche del futuro

L'attuale interesse per gli alimenti ad alto contenuto proteico ha portato le proteine vegetali a comparire in molti prodotti alimentari. Tuttavia, anziché coltivare piante esclusivamente per le loro proteine, i ricercatori si sono chiesti se i fiori commestibili — come le calendule, che solitamente vengono compostate o gettate via una volta superata la loro fase di massimo splendore — potessero rappresentare una nuova fonte sostenibile di proteine vegetali. Hanno quindi misurato il contenuto proteico e la composizione delle calendule essiccate, riportando i risultati sulla rivista ACS Food Science & Technology.

“I fiori di calendula sono ampiamente coltivati, eppure si stima che il 40% della produzione venga scartato come rifiuto, specialmente dopo l’uso ornamentale”, afferma Anand Mohan, autore corrispondente dello studio. “Abbiamo intravisto l’opportunità di valorizzare questo sottoprodotto agricolo esplorandone la frazione proteica, data la crescente domanda di ingredienti alimentari vegetali e sostenibili.”

I ricercatori hanno macinato i fiori di calendula (Calendula officinalis) in una polvere fine e hanno isolato le proteine in quattro estrazioni liquide sequenziali, raccogliendo diverse molecole proteiche in ciascuna miscela. I loro test di laboratorio hanno dimostrato che: 

- Alcuni estratti proteici contenevano alti livelli di acido glutammico e acido aspartico, che potrebbero aggiungere un sapore umami agli alimenti.
-  Le proteine della calendula sono rimaste stabili fino a 221 gradi Fahrenheit (105 gradi Celsius), una temperatura superiore a quella tollerata da altre proteine vegetali come quelle dei piselli e dei ceci, suggerendo che le proteine del fiore manterrebbero meglio la loro struttura negli alimenti riscaldati.
- Due estratti proteici hanno mostrato un'eccellente capacità emulsionante, ovvero la capacità di mantenere le goccioline di olio distribuite nell'acqua, suggerendo la loro idoneità per condimenti per insalate, maionese e sostituti dei latticini.

Questa ricerca dimostra che le proteine del fiore di calendula potrebbero essere una nuova fonte di proteine alimentari e sono ingredienti adatti per un ulteriore utilizzo nello sviluppo di prodotti alimentari. Gli effetti emulsionanti, idratanti e antiossidanti delle proteine della calendula riscontrati in questo articolo, afferma Mohan, le rendono ideali per formulazioni alimentari arricchite di nutrienti. Potrebbero migliorare il gusto, la stabilità e la consistenza dei prodotti da forno e degli alimenti a base di emulsioni.

I ricercatori intendono ora studiare i benefici per la salute delle proteine della calendula e utilizzarle come ingrediente in prodotti da forno e condimenti per insalata, che sottoporranno a test di degustazione con i consumatori.

“Le persone sono sempre più consapevoli dello spreco alimentare e cercano soluzioni innovative”, conclude Mohan. “Dimostrare che qualcosa di così comune e spesso trascurato come un fiore possa essere trasformato in un prezioso ingrediente alimentare rende la scienza accessibile e di grande impatto.”

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