Bio e Natura
La nuova Direttiva 2025/2360 sulla salute dei suoli
La tempistica stringente prevista dalla Direttiva 2025/2360, che impone agli Stati membri di conformare le proprie disposizioni legislative, regolamentari e amministrative entro il 17 dicembre 2028 è un'opportunità per i tecnici agrari
24 aprile 2026 | 12:00 | Roberto Accossu
Il 14/04/2026 si è tenuto, presso la sala Convegni dell’azienda sperimentale dell’Agenzia Agris Sardegna, località “S’Appassiu”, a Uta, il convegno organizzato dall’Associazione dei Dottori in Agraria e Dottori Forestali della Sardegna, dal CREA, dalla FIDAF e dall’Agris Sardegna dal titolo: “Salute dei suoli al 2050: implicazioni strategiche e pratiche della Direttiva europea sul monitoraggio del suolo”.
Il convegno ha analizzato ed approfondito le implicazioni strategiche e operative della Direttiva 2025/2360 sul monitoraggio del suolo e le integrazioni con la prossima Politica Agricola Comune – 2028 – 2034.
Negli interventi è stato messo in evidenza che la Direttiva si pone numerosi obiettivi, tra i quali sono stati evidenziati:
- la costituzione di un sistema uniforme di monitoraggio del suolo per tutti i suoli nell’Unione, al fine di ridurre la contaminazione del suolo e mantenere i suoli in condizioni sane, prevenendone il degrado al fine di conseguire suoli sani entro il 2050;
- la possibilità che i suoli possano fornire servizi ecosistemici su una scala sufficiente a soddisfare le esigenze ambientali, sociali ed economiche;
- che i suoli possano prevenire e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità.
Gli interventi, suddivisi in due sessioni, avevano l’obiettivo di illustrare la recentissima normativa comunitaria, nonché di evidenziarne la tempistica e le difficoltà applicative, sia per il comparto agricolo produttivo sia per le amministrazioni statali e regionali che dovranno conformare le attuali normative alla direttiva 2025/2360.
La prima sessione, dal titolo “Il quadro europeo e nazionale della Direttiva sul monitoraggio del suolo”, moderata dal Dott. Giovanni Dara Guccione del CREA (centro Politiche e Bioeconomie) ha visto gli interventi delle Dott.sse: Maria Fantappiè (CREA – centro Agricoltura e Ambiente), Roberta Farina (CREA – centro Agricoltura e Ambiente), Irene Criscuoli (CREA – centro Agricoltura e Ambiente), Francesca Assennato (ISPRA) e Annamaria Bevivino (ENEA).
La seconda sessione, dal titolo “Applicazioni operative e prospettive operative”, moderata dal Dott. Nicola Colonna dell’ENEA, ha visto la partecipazione del Prof. Giuseppe Lo Papa (Dipartimento SAAF – Università degli studi di Palermo) e del Dott. Gianluca Carboni (Agris Sardegna).
Gli interventi svolti hanno messo in evidenza che il suolo:
- rappresenta una risorsa non rinnovabile la cui costituzione richiede centinaia o migliaia d’anni;
- costituisce un ecosistema complesso il cui equilibrio è dovuto a un mix di fattori abiotici e biotici;
- necessita di un costante monitoraggio al fine conoscere lo stato di salute e individuare elementi correttivi;
- in casi di contaminazione esterna, spesso non può essere rigenerato e, pertanto, è da considerarsi perduto.
In particolare, gli interventi della prima sessione hanno illustrato, dettagliatamente, la Direttiva sul monitoraggio del suolo, gli indicatori, i target, la governance, l’azione del sistema nazionale per la protezione e ricerca ambientale e la necessità di armonizzazione dei parametri di riferimento comuni tra tutti i paesi dell’Unione.
La prima sessione si è conclusa con l’analisi e la descrizione del Microbioma del suolo e degli indicatori biologici.
Gli interventi della seconda sessione, partendo dalla salute del suolo, si sono focalizzati sui servizi ecosistemici connessi al suolo in ambiente mediterraneo e su alcuni casi studio sul monitoraggio e la gestione sostenibile dei suoli in Sardegna.
Il convegno ha evidenziato la tempistica stringente prevista dalla Direttiva 2025/2360, che impone agli Stati membri di conformare le proprie disposizioni legislative, regolamentari e amministrative entro il 17 dicembre 2028.
Peraltro, la Direttiva demanda agli Stati membri la determinazione del numero e l’ubicazione dei punti di campionamento applicando la metodologia riportata nella Direttiva.
Infine, numerosi interventi hanno evidenziato che la Direttiva 2025/2360 può determinare numerose opportunità di lavoro per tecnici e professionisti che operano nel settore agricolo, a patto che gli interventi siano accompagnati da provvedimenti di sostegno nella prossima programmazione comunitaria 2028-2034.
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