Bio e Natura

La canapa deve essere un asset strategico dell’industria verde europea

La canapa deve essere un asset strategico dell’industria verde europea

Ottenuta la modifica del regolamento sulla Politica Agricola Comune che riconosce alla canapa lo status di coltura agricola a pieno titolo e il livello di THC ammesso in campo è stato elevato allo 0,3%

16 gennaio 2026 | 11:00 | Marcello Ortenzi

La canapa industriale torna al centro della discussione politica come risorsa chiave per il Green Deal europeo.

L’EIHA – European Industrial Hemp Association afferma la forma di un nuovo modello di filiera basato su rigenerazione del suolo, neutralità carbonica e manifattura sostenibile. L’associazione, oggi principale riferimento internazionale per la canapa industriale, riunisce oltre duecentocinquanta membri tra agricoltori, imprese, centri di ricerca e industrie distribuiti in venticinque Stati UE e dodici Paesi extraeuropei. L’obiettivo dell’associazione è di fare della coltura vegetale un’infrastruttura produttiva preziosa per l’Europa. Fornendo proposte legislative, standard tecnici e dati scientifici, l’associazione dialoga con Commissione e Parlamento per integrare la canapa industriale nelle politiche comunitarie e rendere la transizione verde competitiva. Un risultato già ottenuto è stato la modifica del regolamento sulla Politica Agricola Comune che riconosce alla canapa lo status di coltura agricola a pieno titolo, e il livello di THC ammesso in campo è stato elevato allo 0,3%. La sfida oggi è superare gli ostacoli burocratici e tecnici che ancora rallentano la crescita è informare definitivamente che la coltura industriale non ha alcun collegamento con la droga. L’associazione lavora con i ministeri agricoli dei singoli Stati per uniformare i controlli, semplificare la tracciabilità e aggiornare la normativa sui sottoprodotti. L’obiettivo è creare un ecosistema normativo unico, Secondo l’associazione, il futuro del tessile europeo passa dalla ricostruzione di filiere interregionali, capaci di produrre fibra, filato e tessuto all’interno del continente, evitando la dipendenza dalle importazioni cinesi e asiatiche. Una sfida economica e identitaria che richiede alle istituzioni europee di trattare la canapa non come una materia alternativa, ma come componente strategica del tessile comunitario.

Oltre al tessile, la canapa fornisce biomassa per la produzione di materiali biobased, isolanti, bioplastiche e carta. L’EIHA considera questa versatilità il punto di forza della pianta: una materia prima capace di entrare in più settori industriali e di sostituire derivati fossili. Le materie prime naturali diventano così il centro di una strategia industriale che unisce agricoltura e manifattura. Alcune aziende europee di biotecnologia e costruzioni collaborano con l’EIHA per sostenere la ricerca su pannelli di canapulo per l’edilizia, componenti per l’automotive, packaging compostabile e materiali tecnici a base di fibra corta. Questi progetti, spesso cofinanziati da programmi europei, hanno un obiettivo comune: ridurre la dipendenza dell’industria da risorse non rinnovabili e creare nuove economie locali a basse emissioni.

Gli operatori della canapa cercano di diffondere un modello di agricoltura rigenerativa che unisce sostenibilità ecologica e redditività economica. La pianta, con il suo apparato radicale fitto e la crescita rapida, è in grado di contrastare gli effetti del cambiamento climatico e per diversificare i redditi agricoli. In Europa, le aziende che adottano modelli circolari basati sulla canapa stanno crescendo nei settori della bioedilizia, della carta e dell’arredamento. L’EIHA sostiene l’introduzione di criteri ambientali minimi per gli appalti pubblici che includano materiali di origine canapicola, promuovendo la sostituzione di materie prime ad alta intensità di carbonio con soluzioni vegetali locali.

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