Bio e Natura
Dalla medicina tradizionale la soluzione per combattere la malaria resistente ai farmaci
Il tè del Labrador contiene un principio attivo contro il parassita della malaria. Studi passati hanno dimostrato che gli oli essenziali estratti dalle piante hanno proprietà antimicrobiche, anche contro i microbi resistenti agli antibiotici
18 maggio 2023 | T N
Gran parte di quella che oggi è considerata la medicina moderna è nata come rimedio popolare o come pratica tradizionale indigena. Queste usanze sono ancora vive oggi e possono aiutare a risolvere una varietà di condizioni. Un team di ricercatori ha identificato i composti presenti nelle foglie di una particolare pianta medicinale, il tè del Labrador, utilizzata dalle Prime Nazioni del Nunavik, in Canada, e ha dimostrato che uno di essi è attivo contro il parassita responsabile della malaria.
Il "tè del Labrador" si riferisce a più piante strettamente correlate, tutte appartenenti al genere Rhododendron. Si tratta di piccoli arbusti sempreverdi con foglie pelose che, come suggerisce il nome, vengono messi a macerare per ottenere tisane comunemente utilizzate dagli Inuit e dalle nazioni indigene negli Stati Uniti e in Canada. Secondo quanto riferito, le bevande ricavate dalle foglie o dalle radici possono aiutare a curare il raffreddore o l'influenza, il mal di testa o il mal di stomaco, la congestione nasale e molti altri disturbi.
Studi passati hanno dimostrato che gli oli essenziali estratti dalle piante hanno proprietà antimicrobiche, che potrebbero aiutare a combattere i microbi resistenti agli antibiotici.
Il tè del Labrador nano, o Rhododendron subarcticum, produce un infuso particolarmente aromatico e cresce nelle condizioni più difficili del subartico, che si trova dall'Alaska alla Siberia, appena a sud del Circolo Polare Artico. Nonostante il suo uso comune come medicina tradizionale, la sua composizione chimica e le sue potenziali applicazioni antimicrobiche rimangono relativamente poco studiate. Normand Voyer e colleghi hanno quindi voluto caratterizzare per la prima volta la composizione di R. subarcticum e testarne l'attività antiparassitaria.
Il team ha raccolto le foglie di R. subarcticum da Nunavik, una regione nel nord del Quebec. I ricercatori hanno estratto l'olio essenziale dalle foglie e lo hanno analizzato con la gascromatografia, la spettrometria di massa e il rilevamento a ionizzazione di fiamma, per identificare 53 composti. È emerso che il 64,7% dell'olio era composto da ascaridolo, seguito dal p-cimene con il 21,1%. Questa combinazione di composti non era stata segnalata in precedenza nelle varietà di tè Labrador nordamericane strettamente imparentate, sebbene sia stata riscontrata nelle sottospecie originarie dell'Europa e dell'Asia.
Per verificare se questo olio essenziale avesse proprietà antimalariche, il team ha esposto due ceppi di Plasmodium falciparum, un parassita che causa la malaria, all'olio o al solo ascaridolo. Nell'esperimento, uno dei ceppi era resistente ai farmaci antimalarici noti. I dati hanno dimostrato che l'ascaridolo era il componente principale che agiva contro entrambi i ceppi del parassita.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Formaggi e latte hi-tech, ecco cosa dice davvero la ricerca
Latte ottenuto con fermentazione di precisione e carne coltivata sono tecnologie biologicamente possibili, ma secondo uno studio presentato dall’Università Cattolica restano aperte importanti questioni su efficienza produttiva, sostenibilità, sicurezza e valore nutrizionale. Il confronto con latte e formaggi tradizionali
09 ottobre 2026 | 11:00
Bio e Natura
Sui cereali la stretta del clima e della logistica riaccende i prezzi: il grano torna sotto osservazione
La FAO prevede per il 2026 un raccolto mondiale di cereali pari a 2,979 miliardi di tonnellate, il 2,1% in meno rispetto al record del 2025. In Italia il frumento duro si muove già su valori superiori a 240-280 euro/t. Nel medio termine il mercato appare orientato a una maggiore volatilità
08 ottobre 2026 | 16:00
Bio e Natura
Colture legnose, la superficie mondiale raggiunge 105 milioni di ettari
Dal 2022 la superficie dei principali coltivi legnosi è cresciuta del 43,7%. Cambia anche il modello produttivo: i sistemi intensivi e ad alta densità superano per la prima volta quelli tradizionali, mentre aumenta l’interesse di fondi e investitori
02 ottobre 2026 | 12:00 | Vilar Juan
Bio e Natura
Lieviti per la birra analcolica: più aroma e meno alcol
Undici ceppi di lievito sono stati valutati per capire quali siano più adatti a produrre birre analcoliche con profili aromatici distintivi. La scelta del lievito può diventare uno strumento di progettazione dello stile, non soltanto un mezzo per limitare la produzione di etanolo
02 ottobre 2026 | 10:00
Bio e Natura
Un metodo più semplice per misurare il fosforo del suolo e capire il ruolo dei microrganismi
Un team internazionale ha semplificato una tecnica per quantificare il fosforo legato al DNA nei terreni. Il parametro, pur rappresentando solo una piccola quota del fosforo organico, è strettamente associato alla biomassa microbica e potrebbe aiutare a comprendere meglio la disponibilità dei nutrienti per le piante
01 ottobre 2026 | 14:00
Bio e Natura
Le api regine possono trasferire i pesticidi nelle uova per liberarsene
Documentata per la prima volta nelle api mellifere un meccanismo di “maternal offloading”: la regina può accumulare gli inquinanti e trasferirne una parte nelle uova. Una strategia di detossificazione che potrebbe trasformarsi in un rischio per la generazione successiva
30 settembre 2026 | 15:00