Bio e Natura
Crediti di carbonio e cambiamento climatico: il regolamento europeo
La proposta di regolamento nasce con l’intento di approvare le linee guida europee per la certificazione degli assorbimenti di carbonio nel settore agricolo e forestale
11 gennaio 2023 | C. S.
La lotta al cambiamento climatico passa inevitabilmente attraverso la riduzione di anidride carbonica nell’atmosfera. All’ordine del giorno dell’agenda europea, infatti, la proposta di regolamento europeo che dà attuazione all’iniziativa della Carbon Farming, pubblicata dalla Commissione Europea il 30 novembre 2022, e che istituirà il primo quadro regolamentare condiviso dell’UE per certificare, in modo affidabile e su base volontaria, gli assorbimenti e le riduzioni di carbonio dall’atmosfera, rendendo così più facile remunerare l’importante servizio che i boschi svolgono per l’ambiente e la collettività.
I crediti di carbonio e il cambiamento climatico
Si tratta di una tonnellata di anidride carbonica assorbita e trattenuta in una delle parti delle piante o degli alberi (fusto, rami, foglie e radici) o anche nel suolo. Possono essere acquistati in maniera volontaria dalle aziende, con lo scopo di compensare le proprie emissioni, contribuendo così alla lotta al cambiamento climatico. In questo modo i proprietari e gestori forestali possono ricevere una remunerazione per le attività di gestione in grado di favorire l’assorbimento del carbonio e per i servizi ecosistemici da loro generati.
La proposta di regolamento nasce con l’intento di approvare le linee guida europee per la certificazione degli assorbimenti di carbonio nel settore agricolo e forestale, generati sia da investimenti pubblici che privati come i mercati del carbonio. Grazie a tale sistema di certificazione, infatti, lo stoccaggio del carbonio nelle foreste sarà ancora più efficace, proprio per poter rispettare gli impegni presi dalla Commissione Europea di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, e di raggiungere la neutralità climatica nel 2050 (Pacchetto “Fit for 55“). Il tutto garantendo, al contempo, ai proprietari agricoli e forestali la remunerazione (proveniente dalla PAC o dai mercati del carbonio) di quelle attività in grado di favorire l’assorbimento del carbonio.
Si tratta, pertanto, di uno strumento normativo fondamentale, un tassello essenziale per far fronte alla sfida climatica, che investe non solo l’agricoltura e le foreste, ma è replicabile in tutti i settori orientati alla green economy e alla compensazione attraverso l’acquisto di crediti di carbonio, per diventare ad emissioni zero.
Il progetto Life ClimatePositive
Della durata quinquennale, Life ClimatePositive, di cui il CREA è partner, e coordinato da ETIFOR SRL, ha come obiettivi la promozione di imprese forestali smart attraverso piani di gestione forestali digitali e la promozione dell’associazionismo forestale come strumento per ridurre i costi di gestione e superare barriere economiche e burocratiche. Inoltre, grazie al progetto, saranno realizzate attività di gestione forestale innovativa finalizzata a definire lo standard nazionale per il sequestro del carbonio in alcuni siti pilota, e saranno promossi metodi alternativi di remunerazione per i proprietari e gestori forestali di tipo pubblico e privato. Nell’ambito della proposta di regolamento europeo, il progetto individuerà le modalità di gestione forestale più appropriate e sostenibili per incrementare lo stoccaggio del carbonio nelle foreste, anche in linea con la certificazione FSC. Queste saranno poi utilizzate in Italia per elaborare e pubblicare linee guida nazionali per il mercato volontario del carbonio.
In particolare il CREA, con il suo centro di Politiche e Bioeconomia studierà come aumentare gli investimenti pubblici e privati nei progetti forestali di compensazione e anche attraverso la definizione di uno schema nazionale per il mercato volontario dei crediti di carbonio, mentre il centro di Foreste e Legno promuoverà la gestione forestale più adeguata per mitigare il cambiamento climatico e favorire i servizi ecosistemici.
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