Bio e Natura
In agricoltura innovazione deve far rima con redditività
Coinvolti attori chiave delle filiere di pomodoro, pasta e prodotti da forno, per definire strategie di gestione innovative e adeguate da introdurre in aree pilota
08 novembre 2022 | C. S.
Diversificazione colturale e riduzione degli input esterni sono stati i capisaldi del progetto H2020 DIVERFARMING, appena concluso dopo 5 anni di attività.
Il progetto, che ha coinvolto otto Paesi e di cui il CREA è stato il referente per l’Italia ed il Nord-Mediterraneo, ha avuto come obiettivo quello di costruire sistemi colturali diversificati e a bassi input chimici, in grado di garantire la resa delle colture, ridurre gli impatti ambientali e migliorare l’organizzazione dell’intera filiera produttiva. Nel dettaglio, in Italia i ricercatori del CREA - centri di Agricoltura e Ambiente, Cerealicoltura e Colture Industriali e Genomica e Bioinformatica -, in collaborazione con l’Università della Tuscia, il Consorzio Casalasco del Pomodoro e il Gruppo Barilla, hanno coinvolto gli attori chiave delle filiere di pomodoro, pasta e prodotti da forno, per definire le strategie di gestione maggiormente innovative e più adeguate da introdurre nelle aree pilota - Pianura Padana (Cremona, Mantova e Piacenza) e Capitanata (Foggia).
Ma cosa ne pensano gli agricoltori, i tecnici e le amministrazioni? Quali difficoltà hanno incontrato nell’adozione di prassi innovative? Per rispondere a tali domande è stata avviata una consultazione pubblica, recentemente pubblicata sulla rivista Frontiers in Environmental Science. La consultazione è stata effettuata nelle aree pilota italiane, indentificate quindi come casi studio rappresentativi dell’intero progetto per il Nord Mediterraneo, e ha visto in coinvolgimento di 50 intervistati, tra agricoltori (12), tecnici del settore operanti in ONG (4), ricercatori (10), agronomi del settore operanti nelle amministrazioni pubbliche (10) e consulenti privati (14), esperti dei sistemi colturali erbacei nelle aree irrigue e non irrigue.
Il timore di perdere la redditività e la limitata formazione professionale di molti agricoltori sulla consociazione sono stati identificati come i problemi principali, mentre un punto di forza consiste nel fatto che le colture leguminose scelte come colture multiple da inserire nelle rotazioni di cereali e pomodori non sono solo adatte alle condizioni pedoclimatiche locali, ma sono anche ampiamente conosciuta dagli agricoltori. Inoltre, le pratiche di lavorazione minima - mantenendo la copertura delle colture, le rotazioni, l'applicazione di letame e il sovescio – sono risultate adeguate ed efficaci, senza aggravio di ulteriori costi, né di grandi investimenti in macchinari, né di agricoltori altamente qualificati. Occorre però rendere tali pratiche sempre più diffuse e condivise, integrandole strategicamente nelle politiche nazionali e impegnandosi sulla formazione degli agricoltori.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Effetti dei fattori ambientali sulla germinazione del loglio e il suo impatto sulla resa del grano
C'è una riduzione della resa del grano, dipendente dalla densità, dovuta alla competizione da parte di L. perenne ssp. multiflorum, principalmente attraverso una diminuzione della densità delle spighe di grano e dei chicchi per spiga
25 aprile 2026 | 12:00
Bio e Natura
La nuova Direttiva 2025/2360 sulla salute dei suoli
La tempistica stringente prevista dalla Direttiva 2025/2360, che impone agli Stati membri di conformare le proprie disposizioni legislative, regolamentari e amministrative entro il 17 dicembre 2028 è un'opportunità per i tecnici agrari
24 aprile 2026 | 12:00 | Roberto Accossu
Bio e Natura
Scarti di caffè in giardino: attenzione alle formiche
La caffeina può acuire le menti delle formiche. Gli insetti a cui è stato somministrato zucchero contenente caffeina hanno imparato a trovare il cibo in modo più efficiente. Non erano più veloci, solo più concentrate, indicando un apprendimento migliorato
22 aprile 2026 | 14:00
Bio e Natura
La contaminazione dell'acqua con arsenico: un problema con la soluzione a casa
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato un limite per l'acqua potabile sicura di 10 microgrammi di arsenico per litro. Ricercatori americani hanno voluto creare una bustina di tè appositamente progettata per rimuovere gli ioni arsenico
19 aprile 2026 | 12:00
Bio e Natura
Non basta il Beewashing per la tutela della biodiversità
Rete Clima è in allarme sulle strategie di sostenibilità superficiali: la tutela degli ecosistemi passa per la rigenerazione degli habitat, non solo per l'allevamento di api domestiche
17 aprile 2026 | 13:00 | Marcello Ortenzi
Bio e Natura
Nuove mascherine da scarti agroindustriali
Rispetto agli odierni materiali filtranti in plastica di origine fossile, le membrane utilizzate per le mascherine hanno il doppio vantaggio di essere ambientalmente sostenibili e di rimuovere anche gli inquinanti più fini, come il PM2.5
17 aprile 2026 | 09:00