Bio e Natura
Una metodologia per valutare la qualità del grano duro
Fissata una soglia di ingresso nella qualità, ovvero il 13% di proteina e 78 kg/hl di peso specifico, ed elaborato un sistema di classificazione del grano di alta qualità ponderato sui risultati della singola annata
10 febbraio 2022 | C. S.
La filiera grano duro-semola-pasta è sempre più coesa e si candida a vincere la sfida dell’aggregazione e dell’innovazione, mettendo in campo una metodologia di rating delle produzioni che getti le premesse per poter scrivere una pagina nuova sul versante della determinazione del prezzo, con positive ripercussioni, a cascata, su tutti gli attori della filiera e sui consumatori, derivanti dall’individuazione di parametri condivisi e oggettivi per definire la qualità.
Il sistema “FRUCLASS”, infatti, ideato dall’Università degli Studi della Tuscia su impulso delle associazioni firmatarie del protocollo d’intesa “Filiera grano duro-pasta di Qualità”, ovvero Alleanza Cooperative Agroalimentari, Assosementi, Cia-Agricoltori Italiani, COMPAG, Confagricoltura, Copagri, ITALMOPA - Associazione Industriali Mugnai d’Italia e i pastai di Unione Italiana Food, ha permesso per la prima volta in Italia la restituzione in tempo reale di uno spaccato territoriale dei risultati delle campagne granarie 2019, 2020 e 2021, grazie all’elaborazione dei conferimenti di oltre 70 centri di stoccaggio dislocati lungo l’intera Penisola e all’analisi dei dati di oltre 410mila tonnellate di grano duro.
Con tale innovazione, della quale sono stati presentati oggi alla presenza del sottosegretario alle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio e del presidente della Commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella i risultati del primo triennio di sperimentazione (consultabili su http://granoduropasta.unitus.it/), è stata individuata una soglia di ingresso nell’area della qualità, definita da parametri fissi concertati tra tutti i rappresentanti della filiera, ovvero il 13% di proteina e 78 kg/hl di peso specifico, ed è stato elaborato un sistema di classificazione del grano di alta qualità ponderato sui risultati della singola annata; è stato così dimostrato che si può definire un riferimento nazionale con cui distinguere in modo oggettivo le classi di qualità e quotare la produzione italiana.
“Sulla base di questi parametri è stato testato un sistema di identificazione di una soglia di accesso alle classi di alta qualità che tiene in considerazione la distribuzione del grado proteico e del peso specifico dei conferimenti di grano duro, permettendo di distinguere in ogni annata i valori oltre i quali riconoscere determinate e concordate premialità”, hanno spiegato le associazioni firmatarie del protocollo d’intesa “Filiera grano duro-pasta di Qualità”, il cui auspicio è che “in uno scenario di ampia diffusione di ‘FRUCLASS’ si arrivi ad avere una filiera che a fine luglio attende il dato finale della campagna e prende coscienza della classe di qualità entro la quale potrà collocare il prodotto”.
“Il sistema, ideato da un gruppo di ricercatori coordinato dal Prof. Emanuele Blasi del DIBAF dell’Università della Tuscia con il concorso delle associazioni firmatarie del Protocollo, costituisce un supporto indispensabile per la filiera, che può così verificare in corso d’opera l’effetto delle pratiche agronomiche proposte, andando a definire strategie dagli obiettivi misurabili e verificabili”, hanno evidenziato le sigle della filiera, secondo cui “’FRUCLASS’ rappresenta una bussola indispensabile per non perdere la rotta tracciata dai contratti di filiera e per avere dei riferimenti condivisi con cui indirizzare e distribuire la premialità”.
“’FRUCLASS’ è un sistema ambizioso e innovativo, che ha puntato a riconoscere e a premiare quanti nel nostro Paese tutelano e garantiscono l’approvvigionamento di materia prima nazionale di qualità”, ha affermato Centinaio. “Con questa piattaforma è stato fatto un importante lavoro come filiera grano duro-semola-pasta, con il quale si è andati a dare una risposta concreta per la crescita del settore e per andare incontro alle richieste dei consumatori, che vogliono sempre di più materie prime e prodotti Made in Italy”, ha aggiunto il sottosegretario del Dicastero delle Politiche Agricole.
“Mi complimento per questa operazione di monitoraggio che va avanti da anni e che dimostra come la qualità si può raggiungere premiando al contempo i produttori”, ha evidenziato Gallinella. “Per fare un buon prodotto, tutta la filiera deve lavorare in maniera ottimale con prodotti di livello, ma senza un monitoraggio costante non si può raggiungere l’eccellenza che contraddistingue il Made in Italy, perché è sulla qualità e non sulla quantità che possiamo giocare in maniera vincente la nostra partita. L’auspicio è che ciò diventi un sistema utilizzato dal Paese”, ha aggiunto.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Barcellona trasforma i noccioli d’oliva in asfalto verde: il biochar sostituisce il bitume fossile
La città catalana avvia una sperimentazione per utilizzare il biochar ricavato dai noccioli d’oliva nelle pavimentazioni stradali. Il progetto punta a ridurre le emissioni di CO₂, diminuire l’impiego di derivati del petrolio e valorizzare uno scarto della filiera olivicola nell’ottica dell’economia circolare
09 agosto 2026 | 10:00
Bio e Natura
Metaboliti primari e secondari nel grano duro: un'analisi comparativa tra farro antico, varietà locali e cultivar moderne
Uno studio italiano rivela differenze significative nella composizione biochimica delle diverse varietà di frumento, con importanti implicazioni per la qualità nutrizionale e le strategie di biofortificazione
05 agosto 2026 | 16:00
Bio e Natura
Il fico d'India: il tesoro siciliano da cui non si butta via nulla
Ogni tonnellata di fichi d'India può generare non uno, ma decine di prodotti diversi destinati ai mercati dell'alimentazione, della cosmetica, della nutraceutica e della farmaceutica. Il vero valore economico si crea attraverso la trasformazione industriale
05 agosto 2026 | 11:00 | Giuseppe Tizza
Bio e Natura
Api, miele e biodiversità: dal CREA una lettura integrata dell’apicoltura italiana
Il Rapporto Honey Cost racconta un settore strategico ma sotto pressione, tra sostenibilità economica, cambiamento climatico, salute degli alveari e valore dell’impollinazione
29 luglio 2026 | 09:00
Bio e Natura
Meno carne, più verdure: così l'agricoltura mondiale cambierà volto entro il 2050
Secondo Nature una svolta globale verso diete più sane e coltivazioni efficienti potrebbe ridurre i terreni agricoli del 6%, ma farà crollare del 42% il valore degli allevamenti. L'India ne uscirà vincente, gli Stati Uniti e l'Europa dovranno fare i conti con perdite pesantissime
28 luglio 2026 | 15:00
Bio e Natura
La mappatura del codice genetico del luppolo per proteggere il futuro della birra
Una ricerca del Carlsberg Research Laboratory da poco pubblicata su Nature Communications apre nuove strade per la resilienza climatica e l’eccellenza qualitativa della birra a livello globale
28 luglio 2026 | 12:45