Bio e Natura
Dagli scarti di patata e e rucola nuovi fungicidi per il grano
Un progetto triennale per ottenere da sottoprodotti miscele e formulati da utilizzare come risorsa nella difesa delle due colture maggiormente diffuse al mondo: mais e frumento
25 settembre 2020 | C. S.
Utilizzare le risorse agroindustriali in modo efficiente per valorizzare gli scarti ed evitare gli sprechi, realizzando sottoprodotti ad alto valore aggiunto che coniughino sostenibilità ambientale ed economica . Questo è l’obiettivo del progetto SUSINCER - Sustainable use of bioactive compounds from Brassicaceae and Solananceae wastes for cereal crop protection (Utilizzo sostenibile di composti bioattivi estratti da scarti di Brassicaceae e Solanaceae per la protezione di colture cerealicole), coordinato dal Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali del CREA, in collaborazione con CREA Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari e CREA Politiche e Bioeconomia.
Il progetto, della durata triennale, parte dall’individuazione delle varietà di patata da industria e coprodotti della filiera delle Brassicaceae più idonei per composizione biochimica, grazie a metodiche computer based e wet Lab (oppure metodiche bioinformatiche e di biologia molecolare). Dopo averne ottenuto scarti di lavorazione (bucce per le patate, residui della disoleazione delle radici e dei fusti per la rucola) ad alto valore aggiunto, (ricchissimi in biocomposti attivi quali glucosinolati, glicoalcaloidi, fenoli e flavonoidi, utili per la difesa della coltura stessa nei confronti degli stress biotici), si prefigge la realizzazione di miscele e formulati da utilizzare come risorsa nella difesa delle due colture maggiormente diffuse al mondo, mais e frumento. Queste ultimi, infatti, sono facilmente soggetti agli attacchi di funghi e patogeni, che producono tossine dannose per la salute dell'uomo e degli animali. Riducendone, quindi, l’esposizione a funghi e patogeni, si riducono anche le micotossine e si ottengono, di conseguenza, cereali più salubri. Le nuove formulazioni ad alto potere antifungino verranno, infine, reintrodurre nella filiera delle produzioni cerealicole per la difesa da patogeni fungini e da insetti fitofagi, conciliando in tal modo un impatto ambientale ridotto con l’adozione di una difesa fitosanitaria più sostenibile.
Una opportunità in più, insomma, sia per gli agricoltori , che attualmente non dispongono di validi biofungicidi a basso impatto ambientale; sia per i consumatori, sempre più attenti alla sostenibilità del prodotto acquistato, ma anche per le aziende che producono fertilizzanti, interessate a sviluppare nuovi prodotti in grado di incrementare il valore economico e ambientale dei propri scarti industriali.
"In effetti, lo svolgimento del progetto SUSINCER, - spiega Carlotta Balconi, ricercatore CREA e coordinatore scientifico del progetto - grazie alla molteplicità delle expertises coinvolte, prospetta un avanzamento della ricerca in campo agroalimentare tramite l’utilizzo di molecole bioattive in un contesto di economia circolare e di chimica verde. In particolare, la caratterizzazione e la valorizzazione delle biomasse da colture industriali e il loro reimpiego in agricoltura sostenibile su colture cerealicole ampiamente coltivate nell’areale lombardo, comporterà una ricaduta a favore delle filiere coinvolte; puntiamo molto alla condivisione dei risultati e dei metodi sviluppati con la comunità scientifica e con gli stakeholders”.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Fotosintesi, così inizia la cattura della luce da parte delle piante
Uno studio internazionale che ha coinvolto il Cnr-Nano di Modena propone una nuova interpretazione del processo che avvia la conversione dell'energia luminosa in energia chimica, da decenni oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Il risultato è pubblicato su Nature Communications
31 agosto 2026 | 10:00
Bio e Natura
Api domestiche e api selvatiche: il ritiro dei ghiacciai può influenzare la diffusione delle malattie tra gli impollinatori
Uno studio dell’Università Statale di Milano, condotto nell’area proglaciale del Mont Miné nelle Alpi svizzere, mostra come i cambiamenti del paesaggio legati al ritiro dei ghiacciai possano modificare le interazioni tra impollinatori e piante e, di conseguenza, il potenziale trasferimento di agenti patogeni tra le api domestiche e le diverse specie di api selvatiche
27 agosto 2026 | 11:00
Bio e Natura
Glifosato, le api foraggiano meno e cambia la chimica del loro cervello
Uno studio di Virginia Tech pubblicato sul Journal of Experimental Biology rileva che un’esposizione subletale al glifosato ha ridotto del 13,4% l’attività di bottinamento delle api mellifere in soli tre giorni, accompagnandosi a modifiche nei composti neurochimici del cervello
24 agosto 2026 | 12:00
Bio e Natura
Estrarre la chitina dal granchio blu
La chitina, che può rappresentare fino al 70% del peso del granchio blu, è il secondo polisaccaride più abbondante in natura dopo la cellulosa ed è nota per le sue proprietà antiossidanti, antimicrobiche e biocompatibili
23 agosto 2026 | 11:00
Bio e Natura
Previsioni di raccolto: un nuovo metodo per anticipare le oscillazioni del grano
Un team di ricercatori dell'Università dell'Aquila ha messo a punto un innovativo modello matematico in grado di prevedere con qualche mese di anticipo l'andamento della produzione di grano, fornendo così uno strumento prezioso per gli operatori del settore e per i mercati finanziari, in un'epoca di crescente volatilità climatica ed economica
21 agosto 2026 | 15:00
Bio e Natura
Dal veleno alla medicina: svelato il segreto chimico di larkspur e wolfsbane
Un team internazionale ha decifrato per la prima volta i primi passi della biosintesi degli alcaloidi diterpenoidi, composti estremamente tossici ma con potenziale terapeutico. La scoperta, pubblicata su Molecular Plant, apre la strada a farmaci più sostenibili prodotti in laboratorio
18 agosto 2026 | 10:00