Bio e Natura

Scoperto il segreto della resistenza alla siccità delle piante

Entro il 2050 il degrado del suolo e il cambiamento climatico porteranno a una riduzione dei raccolti globali. Occorrono nuove varietà di riso e grano resistenti alla siccità

15 novembre 2019 | Alessandro Vujovic

I ricercatori dell'università di Padova, coordinato da Lorella Navazio e Ildiko Szabo, hanno pubblicato, nella rivista Nature Plants, un interessante lavoro che ci spiega come il DNA della pianta viene reso consapevole delle condizioni avverse abiotiche, in modo da mettere in atto meccanismi di difesa.

Alcuni organelli intracellulari, come i cloroplasti deputati alla fotosintesi, o i mitocondri, deputati al metabolismo cellulare, necessita che interloquiscano con il nucleo cellulare per concertare, in condizioni fisiologiche, risposte utili alla crescita ed alla riproduzione cellulare. Questa segnalazione retrogada avviene anche in condizioni patologiche di stress idrico.

I cloroplasti, è emerso con questa ricerca, hanno anche un ruolo di sensore delle condizioni ambientali avverse come nella siccità.

Questo processo di segnalazione retrogada verso il nucleo determina una regolazione dei geni con una adeguata risposta, come la chiusura degli stomi (piccole aperture sulla superficie delle foglie, che permettono gli scambi gassosi con l’aria) per ridurre la perdita d’acqua per traspirazione.

Per molto tempo i cloroplasti sono stati considerati un luogo di accumulo degli ioni calcio (Ca+2) per lo più in forma complessata e non libera, che al momento opportuno possa essere rilasciato nel citoplasma, come messaggero intracellulare.

Quando le piante percepiscono una carenza d’acqua nel terreno mettono in atto dei meccanismi di difesa e utilizzano una proteina cMCU (membro della famiglia Mitochondrial Calcium Uniporter) come canale ionico che media il flusso di ioni calcio nel cloroplasto, come un corriere dell’informazione.

L’attività della proteina cMCU avvia, nel citoplasma cellulare una segnalazione rapida innescata dallo stress osmotico, che coinvolge l'attivazione delle “protein-chinasi attivate dal mitogeno” MAPK3 e MAPK6, dei fattori di trascrizione MYB60 (fattore di trascrizione che implica il controllo dei geni della regolazione stomatica in condizioni di siccità) e del fattore di trascrizione (ERF6), nella Arabidopsis thaliana che è la pianta utilizzata nello studio. (Questa pianta viene utilizzata perché, per il suo “corto” DNA è stato completamente sequenziato dai biologi molecolari).

Questa ricerca ha permesso di capire come le strutture interne della cellula possano aiutare la pianta ad adattarsi ai cambiamenti climatici, soprattutto allo stress idrico, agendo come sensori delle condizioni ambientali avverse.

La controprova viene dalle piante che non hanno l’espressione genetica per produrre la proteina cMCU le quali non sopportano la siccità e vanno incontro a disidratazione e morte.

Ma abbiamo bisogno di piante più resistenti alla siccità?

Il Joint Research Centre dell’Unione europea ha stimato che entro il 2050 il degrado del suolo e il cambiamento climatico porteranno a una riduzione dei raccolti globali e circa 700 milioni di persone saranno sfollate a causa di problemi legati alle scarse risorse del territorio; questa cifra potrebbe raggiungere il miliardo entro la fine di questo secolo.

I maggiori problemi saranno concentrati in India (che ha già gravi problemi di denutrizione forse i più alti a livello mondiale), in Cina e in Africa sub-sahariana, dove il degrado del terreno potrebbe cancellare la produzione agricola.

Diventa fondamentale ogni possibilità che la scienza, come in questo caso, possa mettere in campo per realizzare sistemi alimentari più resilienti alla siccità, questo sta diventando un settore d’importanza cruciale per il benessere dell’umanità.

Sarà interessante studiare lo stesso meccanismo in piante di interesse agrario, come il riso o il grano, per cercare soluzioni alla perdita di produttività dovuta al crescente inasprimento delle condizioni climatiche.

Bibliografia

Teardo E, Carraretto L, Moscatiello R, Cortese E, Vicario M, Festa M, Maso L, De Bortoli S, Calì T, Vothknecht UC, Formentin E, Cendron L, Navazio L, Szabo I.
A chloroplast-localized mitochondrial calcium uniporter transduces osmotic stress in Arabidopsis.
Nat Plants. 2019 Jun;5(6):581-588. doi: 10.1038/s41477-019-0434-8. Epub 2019 Jun 10.

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