Bio e Natura
Le virtù dell'orzo, pianta che cresce in tutte le aree agricole mondiali
Cresce al limite del deserto e a quasi 4000 metri di quota, i ricercatori hanno identificato decine di geni, che controllano i meccanismi grazie ai quali la pianta dell’orzo “legge” le condizioni ambientali ed adatta il proprio ciclo vitale ai diversi ambienti
28 giugno 2019 | C. S.
E’ l’unica pianta tra le specie coltivate a crescere al tempo stesso in Islanda o in Lapponia, a nord del circolo polare artico, o in pieno campo in Tibet ad oltre 4.000 metri di quota, ma è anche l’ultima coltura prima del deserto nella regione del Medio Oriente, in aree con una piovosità inferiore a 250 mm anno. Per questo l’orzo è stato oggetto di numerosi studi e oggi il consorzio Europeo WHEALBI, di 25 ricercatori, con il contributo Italiano di CREA, Università di Milano e PTP Science Park ha pubblicato sulla rivista scientifica The Plant Journal un lavoro che descrive e spiega la sua capacità di crescere ed essere coltivato in tutte le aree del globo.
Integrando i dati di una rete internazionale di campi con quelli derivanti dalla sequenza parziale del genoma di circa 400 varietà provenienti da più di 70 paesi, i ricercatori hanno identificato decine di geni, che controllano i meccanismi grazie ai quali la pianta dell’orzo “legge” le condizioni ambientali ed adatta il proprio ciclo vitale ai diversi ambienti.
“Di fronte ai cambiamenti climatici in atto, comprendere la straordinaria capacità di adattamento dell’orzo è fondamentale per selezionare le piante da coltivare nei prossimi anni” afferma Luigi Cattivelli, direttore del Centro di ricerca Genomica e Bioinformatica del CREA, “il clima cambia e l’agricoltura globale deve rispondere alla sfida con piante che cambino di conseguenza, per garantire i fabbisogni di cibo e di altri prodotti di origine agricola”.
L’orzo è molto diffuso in Europa, in tutta l’area mediterranea ed in Italia, dove è utilizzato sia per l’alimentazione animale sia per la produzione della birra.
“La collezione di varietà del progetto WHEALBI e i relativi dati genomici rappresentano una risorsa unica per future ricerche sulla risposta delle piante agli stress” - commenta la Prof.ssa Laura Rossini del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali della Statale di Milano, che ha coordinato il lavoro di sequenziamento in collaborazione con il PTP - “Per esempio potranno essere impiegati per studiare la resistenza alle malattie o alla ridotta disponibilità di acqua, così da applicare queste conoscenze per ottenere varietà migliorate”.
“La partecipazione al progetto WHEALBI - aggiunge Andrea Di Lemma, amministratore delegato PTP Science Park - ha permesso al PTP Science Park di lavorare al fianco di ricercatori di livello internazionale per poter sviluppare conoscenze che potranno essere valorizzate sia internamente, grazie alla proprietà intellettuale generata nell’ambito del progetto, che nell’implementazione di programmi di trasferimento tecnologico a favore del mondo produttivo”.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Non basta il Beewashing per la tutela della biodiversità
Rete Clima è in allarme sulle strategie di sostenibilità superficiali: la tutela degli ecosistemi passa per la rigenerazione degli habitat, non solo per l'allevamento di api domestiche
17 aprile 2026 | 13:00 | Marcello Ortenzi
Bio e Natura
Nuove mascherine da scarti agroindustriali
Rispetto agli odierni materiali filtranti in plastica di origine fossile, le membrane utilizzate per le mascherine hanno il doppio vantaggio di essere ambientalmente sostenibili e di rimuovere anche gli inquinanti più fini, come il PM2.5
17 aprile 2026 | 09:00
Bio e Natura
L'importanza del potassio per il grano post fioritura
Lo stress da siccità è un importante vincolo abiotico che limita gravemente la crescita, la formazione della resa e la qualità del grano. Un'adeguata fertilizzazione potassica aumenta la biomassa vegetale, la produzione e il peso di mille grani
14 aprile 2026 | 15:00
Bio e Natura
Ecco perchè il grano antico è competitivo e vigoroso
Nella selezione dell'antichità gli agricoltori preferifano grani vigorosi, a crescita rapida, per un controllo naturale delle malerbe. L'agricoltura moderna favorisce invece le piante meno competitive, dando priorità alla resa
09 aprile 2026 | 15:00
Bio e Natura
Gli oli essenziali trasformano il caffè espresso in una bevanda con proprietà antimicrobiche
Il caffè espresso può diventare una piattaforma di innovazione alimentare. E tra le molte opzioni possibili, l’olio essenziale di Cymbopogon citratus sembra oggi il candidato più promettente per dare vita a una nuova generazione di bevande funzionali
09 aprile 2026 | 12:00
Bio e Natura
Conversione delle aziende agricole in biologico: gli incentivi non bastano
Più risorse pubbliche, ma risultati limitati. L’aumento dei premi PAC spinge solo in parte la transizione al biologico: a rispondere meglio sono le aziende grandi, cerealicole e dei territori più rurali
04 aprile 2026 | 11:00