Bio e Natura
Cannabis light, il prossimo boom agricolo?
A Nord e a Sud grande successo per la vendita di prodotti ricavati dalle infiorescenze della canapa, a basso tenore di THC. Non tutto è chiarito dalla normativa italiana, dubbi che devono essere superati con superate con circolari interpretative e con decreti ministeriali
04 maggio 2018 | Marcello Ortenzi
La legge n.242 del 2 dicembre 2016 ha liberalizzato la coltivazione della canapa per usi industriali dopodiché si è sviluppato in tutta Italia l’interesse verso una produzione particolare della pianta, quella delle infiorescenze a basso tenore di THC. Il THC è uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis, e può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi. È una sostanza prodotta dai fiori di cannabis, può essere ingerito, comunemente fumato o inalato grazie a un vaporizzatore. L’entusiasmo per questo mercato ha portato un potenziale vantaggio all’agricoltore sulla possibilità di ottenere un reddito più elevato dalla coltivazione, ma sta anche generando un enorme squilibrio, perché quest’anno la richiesta dominante è legata alla coltivazione di piccole parcelle, anche solo 1.000-5.000 mq, per fare canapa da fiore e ottenere dei contratti molto allettanti: 200-800 euro al kg d’infiorescenza secca, prezzi che sono incomparabili rispetto a quello che può dare il seme e la fibra, e pertanto scoraggia quest’ultimo tipo di produzioni. Infatti, il principio della legge 242 è di promuovere specialmente l’impiego della canapa verso utilizzi industriali quali la bioedilizia, il cartario o l’alimentare. La cannabis light ha prodotto un grande fermento di persone che si vogliono avvicinare a questo mondo, compresi una moltitudine di negozi per la vendita dei diversi preparati. La pubblicità dei prodotti in vendita spesso però fa confusione sul limite di THC. In Italia è legale coltivare varietà di canapa certificate a livello europeo, per il loro contenuto di THC, che non deve superare lo 0,2%. La legge sulla canapa ha spostato il limite per la coltivazione a 0,6%, specificando che, anche nel caso in cui una coltivazione superasse questa soglia a causa di variazioni climatiche, è comunque esclusa la responsabilità dell’agricoltore. Oggi il commercio nel nostro Paese pubblicizza sia varietà che tengono come limite lo 0,2%, sia quelle che hanno lo 0,6% perché la normativa non appare chiara per la vendita. Inerente al THC è anche la vendita del prodotto a uso tecnico, che riguarda la destinazione d’uso. Fermo restando che l’uso florovivaistico della canapa è previsto specificatamente dalla legge l’unico uso umano oggi riconosciuto è quello della canapa alimentare, settore per il quale le soglie di THC dovranno essere indicate da un decreto del ministero della Salute. A livello europeo sono in via di definizione i limiti di THC ammissibili negli alimenti a base di canapa. Federcanapa sostiene anche per l’Italia la proposta avanzata da EIHA (associazione europea della canapa) in sede europea per fissare questi limiti.
Coltivare canapa da fiore
Chi è più attento alle problematiche di coltivazione sconsiglia di superare i due ettari di coltivazione di canapa da fiore per chi è già esperto e un singolo ettaro per chi approccia a questo tipo di coltivazione. Inoltre è necessario puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, perché bisogna comunque passare tra i filari, guardare spesso le piante e controllarle, quindi l’attività agronomica è complessa e bisogna fare esperienza su di coltivazione su piccole estensioni. Sono necessarie analisi del terreno per capire quale sia il ph e l’eventuale presenza di metalli pesanti o altri inquinanti. Capire che le caratteristiche del terreno, che acqua arriva e in conformità a quello scegliere il seme.
C’è possibilità di utilizzare le talee ma è controversa l’interpretazione sulla legittimità di trapianto di piantine e di talee, che secondo alcuni si possono piantare solo a uso personale, ma non rivendere, anche per la tutela delle royalties che spettano ai riproduttori della
semente e al Crea l’organismo pubblico di ricerca agraria. Tuttavia, secondo altri, siamo tuttora nell’ambito dell’interpretazione, perché la legge è molto recente e manca il suo recepimento, che non è detto che sarà così restrittivo.
Intanto ci sono diverse aziende che stipulano contratti di ritiro della produzione d’infiorescenze. Alcune aiutano l’agricoltore seguendo il processo di coltivazione al fine di ottenere il fiore migliore possibile per poi acquistarlo.
Tecniche agronomiche, modo di vendita, lavorazioni, prodotti che se ne ricavano sono temi che ancora suscitano dubbi nei coltivatori e venditori a causa di lacune normative che possono essere in gran parte superate con Circolari interpretative e con Decreti Ministeriali ma per alcuni aspetti sono indispensabili anche integrazioni/modifiche della normativa vigente o meglio ancora una normativa moderna anziché fare riferimento ad una normativa per alcuni aspetti obsoleta. Federcanapa e Assocanapa stimolano le istituzioni a riprendere l’esame della normativa e completare le disposizioni per i diversi aspetti, dichiarandosi disponibili a discutere per individuare le soluzioni capaci di conciliare effettive esigenze di tutela della salute con la altrettanto importante necessità delle imprese di avere certezze.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Chimica verde e riciclo organico per l'economia circolare del futuro
I teli bio vengono stesi sul terreno, proteggono le colture dalle erbe infestanti, trattengono l’umidità e, a fine ciclo, possono essere lasciati sul posto per essere incorporati nel terreno. I microrganismi del suolo li biodegradano completamente, trasformandoli in acqua, anidride carbonica e compost
12 giugno 2026 | 12:00 | Marcello Ortenzi
Bio e Natura
Migliorare la qualità del grano grazie alla fertilizzazione fogliare con zolfo e selenio
Una ricerca condotta in Toscana su due varietà di frumento tenero dimostra che la concimazione fogliare combinata con zolfo e selenio non aumenta la resa, ma migliora significativamente il profilo proteico, la sicurezza alimentare e la biodisponibilità di minerali essenziali
03 giugno 2026 | 16:00
Bio e Natura
Agrovoltaico, la tecnologia che può ridurre i costi agricoli e frenare il caro prezzi alimentari
La combinazione tra coltivazioni agricole e impianti fotovoltaici potrebbe tagliare fino al 60% i consumi idrici e ridurre i costi operativi delle aziende agricole
01 giugno 2026 | 12:00
Bio e Natura
Il legno è un materiale prezioso per l’economia circolare
Il legno gode di una reputazione molto positiva: il 70% delle imprese lo considera più sostenibile rispetto ad altre alternative, almeno quello proveniente da foreste gestite in modo responsabile. Le criticità riguardano costi, complessità normative e logistiche, oltre a peso e ingombro
29 maggio 2026 | 12:00 | Marcello Ortenzi
Bio e Natura
Biostimolanti organici in orticoltura, la nuova frontiera della resilienza climatica
I biostimolanti organici stanno emergendo come strumenti agronomici strategici per migliorare l’efficienza fisiologica delle colture e aumentare la resilienza produttiva. Estratti di alghe, sostanze umiche, idrolizzati proteici e inoculi microbici mostrano effetti concreti
27 maggio 2026 | 16:00
Bio e Natura
Prodotti ad alto valore aggiunto da scarti di mela annurca campana
Possibile recuperare polifenoli e acidi grassi polinsaturi che possono essere poi utilizzati per realizzare alimenti funzionali, per l’impiego in nutraceutica, cosmetica e nel mercato degli ingredienti naturali di alta gamma
27 maggio 2026 | 12:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati