Bio e Natura

La crisi non ferma la speculazione e il consumo di suolo

Bruciati due milioni di ettari in vent'anni. Presentato il Rapporto sul consumo di suolo 2016 dell'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale con tutti i dati
sul fenomeno: 35 ettari cementificati ogni giorno

22 luglio 2016 | Marcello Ortenzi

Il suolo, soprattutto quello coltivato, continua a sparire, divorato dall'avanzata di cemento, incuria e degrado. E' un processo costante che cancella 55 ettari di terreno agricolo al giorno, dopo averne già "bruciati" 2 milioni negli ultimi vent'anni. La perdita di terreno da un lato, aumenta la nostra dipendenza dall'estero per l'agroalimentare e il legname, dall'altro, stravolge il patrimonio paesaggistico che, tra il turismo rurale e l'indotto legato all'enogastronomia tipica, vale più di 10 miliardi di euro l'anno. Se da una parte cresce la domanda globale di cibo, dall'altra diminuiscono le terre coltivate. Una contraddizione che va fermata e affrontata, prima di tutto a livello nazionale. Queste e altre considerazioni sono state ricavate dal Rapporto sul consumo di suolo 2016 dell'Ispra, presentato il 13 luglio a Roma.  Il coordinatore della ricerca Michele Munafò ha richiamato l’attenzione sul dato quantitativo impressionante (35 ettari di terreno viene cementificato ogni giorno e in soli due anni il cemento ha ricoperto 250 chilometri quadrati di territorio) e ha evidenziato due argomenti che, se risolti rappresenterebbero un modo per rilanciare l'economia dell’intero paese. La prima questione riguarda il fatto che non è più vero che costruire significa aumentare la ricchezza pubblica. Secondo il rapporto per sostenere la cementificazione realizzata nel triennio 2012–2015 lo Stato nel suo complesso dovrà pagare 800 milioni ogni anno. Secondo una stima dei “costi occulti” – quelli non percepiti nell’immediato perché si rivelano tali solo nel calcolo delle conseguenze – ogni ettaro di terreno consumato presenterebbe un conto per la collettività che può arrivare a 55 mila euro. Dipende dal tipo di suolo e dalla sua utilità per l’ecosistema: produzione agricola (400 milioni), stoccaggio di carbonio (circa 150 milioni), mancata protezione dell’erosione (oltre 120 milioni), danni provocati per la mancata infiltrazione dell’acqua (quasi 100 milioni), assenza di insetti impollinatori (3 milioni). Milano e Roma pagheranno la deregulation urbanistica con 43 e 39 milioni all’anno. Se si tiene conto che negli ultimi anni sono stati tagliati i trasferimenti ai comuni per 17 miliardi, le grandi città rischiano il fallimento economico o almeno a dover ridurre la qualità urbana.

Si è parlato anche dei possibili interventi per fermare il degrado. In primo luogo si dovrebbe avviare una sistematica politica di riqualificazione delle periferie urbane che rappresentano i luoghi in cui si manifestano maggiormente le patologie sociali. Quindi chiudere sostanzialmente l’espansione urbana e indirizzare ogni risorsa al miglioramento di quanto è stato costruito. La proposta di legge sulla limitazione del consumo di suolo licenziata di recente alla Camera e ora all'esame del Senato avrebbe bisogno di emendamenti per scongiurare possibili ulteriori attività urbane in zona agricola e deregolamentazioni per la possibilità di demolizione e ricostruzione con elevati incrementi volumetrici anche in zone di elevata qualità. Un'altro problema sottolineato dall'Ispra è che la temperatura aumenta di 0,6 gradi ogni venti ettari di terreno cementificato. Sono più di dieci giorni che le temperature delle città si attestano intorno ai 40 gradi e ogni attività umana, dal lavoro alla normale vita degli anziani, risente oltre modo di questo fenomeno. Una proposta apparsa nel convegno è stata quella di avviare una gigantesca opera di riforestazione urbana, possibile solo nella convinzione che l’espansione urbana è un meccanismo ormai inservibile. Il sottosegretario Barbara Degani ha affermato che la recente legge sul "Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente" ha istituito una possente e responsabile realtà operativa nel Paese ed è strumento importante per controllare con continuità l'uso che si fa del suolo.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Il ruolo di agricoltori e consumatori nella riduzione dei pesticidi in Europa

La riduzione dell'uso di pesticidi sintetici in Europa rappresenta una sfida cruciale. Un'indagine dell'Università Politecnica della Catalogna svela le dinamiche di mercato che potrebbero favorire la transizione verso un'agricoltura più sostenibile

24 giugno 2026 | 12:00

Bio e Natura

Il DNA nascosto svela la storia segreta delle fragole

Scoperti milioni di anni di evoluzione genomica grazie a particolari sequenze mobili del DNA. Rivelata una lunga serie di fusioni genetiche avvenute nell'arco di oltre quattro milioni di anni

23 giugno 2026 | 14:00

Bio e Natura

Una nuova tecnologia green: scarti di sughero per depurare l’acqua

Un team Cnr-Nanotec, in collaborazione con l’Università del Salento, ha sviluppato un materiale in grado di rimuovere oli e sostanze inquinanti dall’acqua, ottenuto da scarti industriali di sughero. I risultati sono pubblicati sul Journal of Hazardous Materials

23 giugno 2026 | 12:00

Bio e Natura

Risposta all’azoto in frumento tenero e duro: il ruolo del tillering è davvero determinante?

A parità di stato azotato, il frumento tenero mantiene un vantaggio stabile in numero di spighe e granella rispetto al duro, suggerendo che le differenze tra specie siano principalmente costitutive e non guidate dalla sola risposta dell’accestimento all’azoto

22 giugno 2026 | 16:00

Bio e Natura

La salvaguardia del suolo come nuovo asset produttivo e ambientale in grado di generare valore

Oggi l’unico settore in grado di assorbire CO2 è la gestione del suolo. L'incremento del sequestro di carbonio rappresenta una necessità prioritaria per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in agricoltura

22 giugno 2026 | 11:00

Bio e Natura

Lattuga rossa diventa verde con il genome editing e aumentano i flavonoidi benefici

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tsukuba ha trasformato una lattuga a foglie rosse in una varietà dal colore verde smeraldo, intervenendo con il genome editing. Non solo estetica: aumentano infatti altri composti antiossidanti, come la quercetina

21 giugno 2026 | 12:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati