Bio e Natura

Irrigazione indispensabile per sviluppare biomassa su cicli brevi

Dopo anni di abbandono torna l'interesse per la pioppicoltura a scopi energetici. Alcune pratiche indicazioni per una tecnica colturale che porti reddito e utili

18 luglio 2014 | Alberto Puggioni

La pioppicoltura vive un forte interesse per le opportunità che offre come coltura a scopi energetici; la tecnica colturale si è evoluta per ottenere in minor tempo la biomassa necessaria in particolare su cicli di produzione brevi (2-3 anni) o di media lunghezza (5 anni).

Nell’evoluzione della tecnica di coltivazione un ruolo determinante è svolto dall’irrigazione che dovrà essere mirata a sostenere il raggiungimento degli obiettivi produttivi. Il pioppo ibrido con irrigazione a goccia e fertirrigazione Netafim rappresenta attualmente la soluzione più redditizia e industrializzata per la produzione di sostanza secca ligneo-cellulosica utilizzabile per produzione energetica diretta (energia elettrica e termica) e di pellets.

La tecnica colturale può essere riassunta come segue:
- Il sesto d’impianto raccomandato per piantagioni a ceduazione biennale per cippato, realizzate con utilizzo di talee legnose, è di cm 380 x 40 (6.576 piante/Ha), sesto ideale per l’irrigazione a goccia
- Il materiale d’impianto deve provenire da vivai specializzati; i fusti sono ridotti in talee attraverso l’uso di macchine specifiche
- Il sesto d’impianto raccomandato per piantagioni a ceduazione quinquennale, più favorevoli per la produzione di pellet di elevata qualità (realizzate con astoni di 1 anno a radice nuda con trapianto a fine inverno oppure inizio primavera), è di cm 380 x 160 (1.645 piante/Ha), anche questo ottimale per le ali gocciolanti lungo il filare
- Opportune lavorazioni (fresatura ed erpicatura a dischi) riducono la pressione delle infestanti e arieggiano il terreno
- Installazione del sistema irriguo meccanizzata sia per la posa in superficie che per la subirrigazione
- Apporto irriguo razionale in funzione della tessitura del terreno e dell’evapotraspirazione giornaliera della coltivazione
- Test condotti per verificare la quantità di N restituita con la caduta delle foglie, ci dicono che circa 80 kg di N sono restituiti ogni anno attraverso la defogliazione, per cui sono sufficienti ulteriori 70-100 unità/Ha di N minerale ogni anno
- Applicazione al pioppeto della fertirrigazione a micro dosi di concimi di sintesi, di fertilizzanti organici (presto anche digestato dei biodigestori) e di fitofarmaci di contatto e sistemici consente oggi l’adozione nella coltivazione di un “pacchetto integrato multifunzionale” per la lotta a parassiti fungini ed insetti, per recuperare azoto dai liquami, per applicare micorrize e batteri rizosferici, per rispettare le norme delle direttive nitrati guadagnando in produttività per unità di superficie

La micro irrigazione a goccia con sistemi Netafim consente di ridurre i costi energetici di pompaggio grazie anche alla progettazione dettagliata dei settori e al corretto dimensionamento idraulico che permette la migliore uniformità di distribuzione dell’acqua
Il supporto tecnico agronomico fornito da Netafim consente di ottimizzare l’investimento soprattutto applicando le soluzioni di automazione e monitoraggio della coltura attraverso sistemi come uManage che permettono il controllo dell’irrigazione anche dal proprio smartphone

Coniugando le strategie Netafim di microirrigazione commisurata ai fabbisogni colturali, e i punti cardine che abbiamo descritto, si possono di ottenere gli importanti obiettivi produttivi e rispettare gli accordi presi per il conferimento della biomassa.

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