Editoriali
Most Wanted: Adel Ben Romdhane, il re dell’olio di oliva tunisino è ormai solo un fuggitivo
Manca solo una taglia, come era in voga nel selvaggio West. E chissà che qualcuno dei numerosi creditori di Bioliva o Borges Organic Olive Oil Company non ci pensi davvero, anziché fargli solo accumulare condanne penali. A un anno dall’inizio dell’inchiesta su Teatro Naturale
04 ottobre 2026 | 08:45 | Alberto Grimelli
C’era una volta un re.
Era il re della Tunisia dell’olio d’oliva.
Si chiama Adel Ben Romdhane.
Viaggiava, come un pazzo e a velocità folli, su una Mercedes nera. Era il suo regno e niente lo intimoriva, neanche i poliziotti che ogni tanto lo fermavano, con cui era prodigo di regalie. Lui era il boss, e al boss tutto era permesso.
Un giorno dovette però fuggire, di notte e come un ladro, dopo aver lasciato un buco finanziario da 200 milioni di euro. La salvezza in Europa dopo un mandato di cattura tunisino sulle sue spalle e con il sistema informatico dell’aeroporto prodigiosamente in tilt alla sua partenza. Chi l’ha aiutato a svignarsela? Il potente cognato?
Oggi vorrebbe vivere come un re in esilio a Barcellona.
La realtà è che, si vocifera, viva di prestiti e di qualche traffico d’olio grazie a vecchi amici che ancora in Spagna e negli USA lo proteggerebbero. Anche in Liguria, si dice, avrebbe compagni di spericolate avventure olearie. Ma chi può ancora proteggere un pluricercato? Ormai viaggia solo col cartello Most Wanted in bella evidenza sul petto.
Proprio gli Stati Uniti potrebbero però diventare la sua futura casa.
Dopo aver accumulato condanne in primo grado per più di 50 anni in Tunisia, per emissione di assegni a vuoto e frode, la sua prossima tappa processuale potrebbe essere Genova. Qui il pubblico ministero Andrea Ranalli sta imbastendo l’inchiesta europea, che vede il plauso di tutto il mondo olivicolo-oleario italiano. Proprio Adel Ben Romdhane è il bersaglio di olivicoltori e frantoiani, dal suo crack è iniziato tutto, dal suo crack i prezzi sono crollati. Mancano giusto i cartelli col suo volto alle manifestazioni di piazza.
Ma ha già perso il suo regno Adel Ben Romdhane, privato ormai di Bioliva e anche di Borges Organic Olive Oil Company. Non ne è più amministratore, per decisione di un giudice tunisino.
I suoi ultimi carichi di olio, prima della precipitosa fuga in Europa, sono andati proprio negli USA. Un favore a un amico spagnolo di vecchia data, con cui è stato visto spesso nei mesi scorsi a pranzo e a cena. A preparar altri affari o altri traffici? Ah, saperlo…
Quello che si sa per certo è che il re ha lasciato il regno con un buco da oltre 200 milioni di euro.
Un regno che non esiste più.
Ma i monarchici ancora resistono. Poveri illusi e sprovveduti. C’è chi crede ancora alle sue parole e alle sue promesse. Non sa di essere solo usato. Pedina di un gioco in cui il re vorrebbe salvare la faccia. Ma ormai resta solo la maschera, quella che gli ha fatto indossare chi l’ha fatto fuggire.
Non un re senza macchia, ma un re senza faccia, o per meglio dire, che la faccia l’ha persa da tempo.
Resta una mascherina. Sì, la stessa indossata dalla Banda Bassotti.
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