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Olio di oliva italiano: bene il rafforzamento dei controlli ma servono anche aiuti finanziari e promozione
Indispensabile un intervento legislativo per punire in modo più incisivo chi contamina il prodotto. Unapol conferma che in questo momento il settore dell’olio di oliva italiano sta attraversando un momento di forte difficoltà
17 luglio 2026 | 08:30 | C. S.
Resta alta l’attenzione sulla qualità dell’olio extravergine di oliva italiano. Il ministero dell’Agricoltura ha annunciato una campagna straordinaria di controlli sul settore olivicolo per rendere ancora più difficile la vita di chi non gioca secondo le regole e tutelare i consumatori finali. “Le azioni messe in campo dal Masaf vanno nella giusta direzione. Il mondo della produzione olivicola già da tempo ha evidenziato il bisogno di aumentare i controlli per tutelare maggiormente i consumatori che sempre più spesso si ritrovano ad acquistare il prodotto sugli scaffali senza alcuna certezza sulla qualità e sulla provenienza”. Lo ha dichiarato Tommaso Loiodice, presidente Unapol, commentando le nuove linee guida per i controlli del comparto agroalimentare presentate al Masaf dopo la convocazione della Cabina di Regìa: organismo previsto dalla legge 75/2026 contro i reati agroalimentari e composto da esponenti delle forze dell’ordine, ma anche da rappresentanti della filiera produttiva. “In Italia abbiamo - ha proseguito Loiodice- un sistema di controllo molto efficace che tutela i consumatori e le tante aziende sane del comparto. Credo però che sia indispensabile un intervento legislativo per punire in modo più incisivo chi contamina il prodotto”. Il presidente Unapol ha colto l’occasione per ricordare che in questo momento il settore dell’olio di oliva italiano sta attraversando un momento di forte difficoltà: “Le contrattazioni commerciali sono ferme da mesi. Gran parte dell’olio prodotto nell’ultima campagna è in giacenza e risulta invenduto, ciò comporta – ha sottolineato Loiodice - che i depositi e le cisterne di frantoi e cooperative sono pieni. Nell’immediato è necessario trovare soluzioni di natura finanziaria per queste imprese che sono in crisi. A mio avviso bisogna rilanciare il mercato della vendita e le contrattazioni con azioni forti di promozione, coinvolgendo la Gdo e in maniera trasversale il Ministero della Salute, perché l’olio extravergine di oliva fa bene alla salute, e il ministero del Made in Italy perché non dobbiamo dimenticare che l’evo è alla base della ‘dieta mediterranea’ e della ‘cucina italiana’. Chiediamo al ministero dell’Agricoltura di attivarsi ancora di più per valorizzare l’Evo italiano. Il prodotto in giacenza ha avuto costi elevati di produzione e ora nelle poche contrattazioni in essere viene svenduto a prezzi ribassati sino al 50%”. L’urgenza di intervenire sul settore olivicolo è determinata anche dall’avvicinarsi della prossima campagna. “Se gli operatori si trovano ad affrontare – ha spiegato il presidente Unapol – la nuova campagna di produzione in situazioni critiche, il rischio è che il prodotto non venga raccolto o che si abbia la difficoltà oggettiva di dove conservarlo, per non parlare del rischio abbandono degli oliveti se non si restituisce un valore dignitoso, in termini economici, al prodotto, altro che aumento delle quantità produttive di olive e olio evo e capacità del comparto di divenire attrattiva per i giovani. Mi auguro – ha concluso – che non si arrivi a questo e che nelle prossime settimane si individuino strumenti efficaci e misure concrete per arginare questo problema”.
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