Associazioni di idee

Il costo nascosto del CBAM per l'agricoltura: 39 miliardi in sette anni

Il costo nascosto del CBAM per l'agricoltura: 39 miliardi in sette anni

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, pensato per evitare la fuga di emissioni, rischia di trasformarsi in un costo insostenibile per il settore primario europeo. L’impatto potrebbe raggiungere il 10% dell’attuale bilancio della Pac

07 maggio 2026 | 12:00 | C. S.

Mentre il dibattito pubblico si concentra sugli effetti geopolitici della guerra in Iran e sulla conseguente impennata del prezzo dei fertilizzanti, una bomba a orologeria economica continua a fare ticchettio sotto la superficie delle politiche climatiche europee. Si chiama CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism – ed è stata concepita per evitare che le industrie europee, gravate dai costi della transizione green, vengano penalizzate da importazioni a minor costo ambientale. Ma l’estensione del meccanismo ai fertilizzanti, spiegano le organizzazioni agricole, rischia di trasformare uno strumento virtuoso in una tagliola per il settore primario.

A lanciare l’allarme è la Confederazione generale delle cooperative agricole dell’Unione europea (Copa e Cogeca), che ha diffuso una stima destinata a far discutere. “Nei prossimi sette anni – si legge nel rapporto – il costo diretto del CBAM per gli agricoltori europei potrebbe aggirarsi intorno ai 12 miliardi di euro”. Ma il conto potrebbe lievitare fino a 39 miliardi di euro se i produttori di fertilizzanti europei allineeranno i propri prezzi a quelli delle importazioni, ora più cari a causa del meccanismo correttivo. Una cifra che corrisponde a circa il 10% dell’intero bilancio dell’attuale Politica agricola comune (Pac) per lo stesso periodo.

L’effetto immediato: +15% sui prezzi nel 2026

Il meccanismo è complesso ma l’effetto sul campo è semplice da capire. Circa il 30% dei fertilizzanti azotati utilizzati nell’Ue proviene da paesi terzi. Con l’entrata a regime del CBAM, a questi prodotti verrà applicato un prezzo aggiuntivo per il carbonio non pagato nel paese di origine. Già nel 2026, secondo le proiezioni della Commissione – con una tassazione progressiva fino al 2034 – l’incremento medio dei prezzi dei fertilizzanti importati sarà del 15%. Il costo diretto per gli agricoltori sfiorerà gli 820 milioni di euro nel solo primo anno, per arrivare a 3,4 miliardi nel 2034.

A rendere la situazione esplosiva è la crisi innescata dal conflitto in Iran, che ha interrotto una parte dei flussi commerciali di fertilizzanti. “Questa crisi – sottolinea un documento di Copa e Cogeca – agisce come un test di stress rivelatore di un effetto forbice strutturale: i costi dei fertilizzanti per gli agricoltori europei sono sempre più esposti a oneri aggiuntivi di natura fiscale, mentre i prezzi dei prodotti agricoli continuano a essere fissati sui mercati globali”.

Lo squilibrio pericoloso: costi europei, prezzi mondiali

È proprio questo scollamento a preoccupare gli esperti. Se da un lato la politica climatica europea impone costi crescenti (dalla CO₂ all’adeguamento CBAM), dall’altro il prodotto finito – grano, mais, latte o carne – viene venduto a prezzi determinati dalla concorrenza internazionale, dove tali vincoli non esistono. Il risultato, avvertono le organizzazioni agricole, è un progressivo e insostenibile schiacciamento dei margini, che minaccia sia la sicurezza alimentare dell’Ue sia la sostenibilità economica delle aziende agricole.

Per questo motivo Copa e Cogeca chiedono, in vista del piano fertilizzanti atteso per il 19 maggio, almeno la sospensione temporanea del meccanismo e l’introduzione di misure strutturali per compensare i costi del CBAM a carico degli agricoltori. Inoltre, le organizzazioni richiedono “piena trasparenza su come verranno redistribuiti i ricavi generati dal CBAM all’interno dell’Unione europea”.

Una richiesta, quest’ultima, che trova eco anche in un’interrogazione parlamentare presentata a gennaio 2026 al Parlamento europeo, nella quale si denunciava che i dettagli operativi del meccanismo non erano ancora stati definiti, con conseguente sospensione dei contratti di importazione e rincari per gli agricoltori. La domanda, a questo punto, non è più solo ambientale ma anche politica: quanto è disposta l’Europa a pagare per la propria transizione verde, e soprattutto chi dovrà sostenere il conto?

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

Il DAO è realtà, Orgoglio Olivicolo festeggia

Il decreto ministeriale è stato approvato in Commissione Politiche Agricole della Conferenza Stato Regioni con le modifiche richieste dalle Regioni. Passano dunque le procedure per la tracciabilità estesa, con l’obbligo del documento che viene esteso agli oli di oliva stranieri

22 ottobre 2026 | 13:59

Associazioni di idee

Responsabilità, concretezza e unità per difendere l'extravergine tricolore: il ruolo della GDO

Discusso e proposto un tavolo permanente con la GDO, la Settimana dell'Olio Italiano, lo stop all'olio EVO come prodotto civetta e un piano di promozione pluriennale per i mercati esteri, a partire da Usa e Germania

21 ottobre 2026 | 11:40

Associazioni di idee

Uva da tavola, ecco cinque curiosità che pochi conoscono

Nella giornata inaugurale della fiera Luv di Bari, l'influencer e biologo nutrizionista Andrea Filipponi ha pubblicato un contenuto dedicato. Agrocepi e OP Apoc: "Un'occasione per avvicinare nuovi consumatori a un prodotto simbolo dell'agricoltura italiana"

 

21 ottobre 2026 | 11:37

Associazioni di idee

Un nuovo scaffale dell'olio è possibile, più trasparenza per i consumatori

L'idea di FOA Italia è semplice: separare visivamente i blocchi espositivi nei punti vendita in base all'origine e alle certificazioni. Quattro le sezioni distinte previste dal piano: oli DOP e IGP, oli di origine 100% italiano, miscele di oli originari dell'Unione europea e, infine, miscele extra-UE o miste

21 ottobre 2026 | 11:33

Associazioni di idee

Regolamento biologico Ue, accordo sulla revisione: prorogata al 2036 l’equivalenza con i Paesi terzi

Copa e Cogeca accolgono positivamente l’intesa provvisoria raggiunta tra Parlamento europeo e Consiglio sulla revisione mirata del Regolamento (Ue) 2018/848. Confermata la continuità degli accordi di equivalenza con i Paesi terzi fino al 2036

21 ottobre 2026 | 10:00

Associazioni di idee

Coldiretti lancia un gioco elettronico educativo: Farmcraft – Coltiva il tuo mondo

Lanciato il nuovo progetto di Coldiretti che porta l’educazione alimentare nelle scuole attraverso il videogioco più venduto della storia. Presto sarà nelle scuole calabresi

20 ottobre 2026 | 15:15