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Allarme Copa e Cogeca all'UE: "Intervenire subito o sarà shock alimentare"
I presidenti Giansanti e Nilsson avvertono i ministri dell'Agricoltura europei: la crisi in Medio Oriente si somma agli effetti della guerra in Ucraina, facendo impennare costi di energia, concimi e logistica. A rischio la stabilità del continente e il carrello della spesa dei cittadini
04 maggio 2026 | 17:30 | C. S.
L'Europa rischia uno shock alimentare se non interverrà con urgenza per salvare i suoi agricoltori e le cooperative. È l'allarme lanciato oggi dai presidenti di Copa e Cogeca, Massimiliano Giansanti e Lennart Nilsson, in occasione della riunione informale dei ministri dell'Agricoltura dell'Unione europea, ospitata dalla presidenza cipriota.
La situazione, già compromessa dalla guerra in Ucraina, è ulteriormente precipitata a causa delle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il risultato, secondo le due organizzazioni che rappresentano decine di migliaia di aziende agricole e cooperative, è una tenaglia insostenibile: da un lato i costi di produzione alle stelle, dall'altro mercati deboli e catene di approvvigionamento sotto pressione.
"Senza agricoltura – ha ammonito Giansanti – non c'è stabilità. Gli agricoltori vengono schiacciati da ogni lato: costi elevati, mercati fragili e shock esterni. Se l'Europa non agisce ora, le conseguenze colpiranno duramente non solo le nostre aziende, ma anche ogni consumatore. Una crisi alimentare è all'orizzonte, e non possiamo permetterci di aspettare".
Concimi, energia e logistica: i rincari che non si fermano
Dall'invasione russa dell'Ucraina, i prezzi dei fertilizzanti sono rimasti strutturalmente alti. Ora, la crisi mediorientale sta determinando nuovi aumenti nel costo dell'energia, del carburante, dei mangimi, degli imballaggi e della logistica, minando ulteriormente la redditività delle imprese agricole.
Copa e Cogeca riconoscono che l'UE ha già messo in campo alcune risposte, come il quadro temporaneo per le crisi energetiche e il piano AccelerateEU. Ma avvertono: queste misure sono largamente insufficienti. Servono interventi immediati, coraggiosi e strutturali.
La scadenza del 19 maggio e il piano fertilizzanti
Il banco di prova sarà il 19 maggio, data in cui è atteso il Piano d'azione UE per i fertilizzanti. Secondo Giansanti e Nilsson, questo strumento dovrà essere ambizioso e completo, offrendo soluzioni a breve, medio e lungo termine per garantire input a costi accessibili e ridurre la dipendenza da fornitori esterni.
"Se pretendiamo che gli agricoltori e le cooperative gestiscano rischi climatici e di mercato sempre maggiori – ha dichiarato Lennart Nilsson, presidente di Cogeca – dobbiamo fornire loro gli strumenti adeguati. Prevenire una crisi alimentare richiede azioni decisive oggi, investimenti massicci a lungo termine e un quadro normativo che rafforzi, non indebolisca, la competitività e la resilienza del settore agricolo europeo".
L'appello finale: unità o rincari futuri
Il messaggio conclusivo dei due presidenti è un'esortazione alla politica europea: "L'Europa deve agire con vigore, ambizione e unità, o rischiare di pagare un prezzo molto più alto domani".
Un avvertimento che, per un paese come l'Italia, cuore pulsante dell'agroalimentare mediterraneo, suona come un campanello d'allarme difficilmente ignorabile. Il rischio concreto, avvertono da Cipro, è di trovarsi presto di fronte a scaffali più vuoti e prezzi insostenibili per milioni di famiglie.
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