Associazioni di idee
L'olio di oliva in Assitol ha una nuova guida: è Dora De Santis
L’imprenditrice pugliese succede ad Anna Cane (Carapelli Firenze), che diventa vicepresidente, e sarà affiancata da Andrea Colavita (Colavita), Carlo Aquilano (F.lli De Cecco), e Gianmarco Laviola (Salov)
04 maggio 2026 | 15:40 | C. S.
È Dora Desantis la nuova presidente del Gruppo olio d’oliva di ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia aderente a Federalimentare e Confindustria.
Desantis succede ad Anna Cane (Carapelli Firenze), che per otto anni ha presieduto il gruppo olio d’oliva dell’Associazione e che ora diventerà vicepresidente. L’assemblea degli imprenditori ha nominato altri tre vicepresidenti: Andrea Colavita, responsabile acquisti materia prima e direttore commerciale per l’estero della Colavita Spa, Carlo Aquilano, direttore commerciale della F.lli De Cecco Spa, e Gianmarco Laviola, amministratore delegato della Salov Spa.
“Sono stati otto anni intensi – ha commentato Anna Cane – che hanno visto l’Associazione in prima linea nel sostegno al comparto in momenti difficili come la pandemia. Ringrazio tutto il gruppo e la stessa ASSITOL per il lavoro svolto insieme e per i risultati raggiunti. Oggi sono molto felice di passare il testimone a Dora Desantis, che prosegue la leadership femminile del Gruppo olio d’oliva di ASSITOL, un fatto non scontato nel mondo oleario”.
Nata a Bitonto, Desantis è laureata in Scienze Biologiche, con indirizzo chimico-biologico. Dal 1996 è iscritta all’Albo Regionale degli assaggiatori di olio extra vergine di oliva ed è capopanel per l’analisi organolettica degli oli. Oggi è responsabile qualità di Agridè, azienda olearia di famiglia, che ha sede a Bitonto. Da più di 15 anni è entrata in associazione e, negli ultimi quattro anni, è stata vicepresidente di gruppo.
“Ringrazio Anna Cane per lo straordinario impegno profuso a favore dell’Associazione e dell’intera filiera – ha sottolineato Desantis - La mia presidenza intende proseguire il suo lavoro, coinvolgendo le aziende associate nel dibattito interno e ascoltando tutti. Credo infatti che ASSITOL non sia soltanto un luogo in cui affrontare criticità, ma soprattutto uno spazio in cui le aziende possano crescere in modo sano, stimolare azioni comuni e costruire valori condivisi”
Tra le battaglie associative che la neopresidente intende portare avanti, c’è innanzitutto quella contro le vendite sottocosto. “L’olio extra vergine d’oliva non può essere percepito come una qualsiasi commodity, ma gli va riconosciuto il valore che si deve ad un alimento straordinario, non soltanto per il gusto, ma per le tante qualità salutistiche, confermate ormai da decine di studi. Per questa ragione, dobbiamo difenderne il posizionamento sul mercato, investendo nella cultura del prodotto e nel dialogo con gli altri attori della filiera e con le istituzioni, alle quali chiediamo da tempo un giro di vite sul fenomeno”.
Sul fronte dell’innovazione, Desantis ha ribadito l’importanza dello sviluppo di metodi analitici scientificamente validati, che possano rafforzare l’analisi organolettica dell’olio d’oliva. “Il panel test si è rivelato fondamentale per acclarare la genuinità e la qualità dell’olio. Tuttavia, il ricorso a sistemi come quello dei composti volatili, basato sulle più recenti informazioni scientifiche, può rendere più robusta la stessa analisi sensoriale. Per questo, ritengo che il gruppo olio di oliva di ASSITOL debba continuare a investire nella ricerca”.
Tensioni internazionali, costi di produzione in continua ascesa e cambiamento climatico, ha aggiunto Desantis, “hanno disegnato uno scenario complesso per l’olio d’oliva. È urgente individuare strategie e soluzioni per superare quella che potremmo definire la ‘tempesta perfetta’, a cominciare dalla sburocratizzazione, un vero e proprio costo che i nostri competitors non devono sopportare. Ecco perché appare prioritaria una collaborazione sempre più stretta con tutta la filiera e le istituzioni di settore, in Italia e in Europa, per sostenere il nostro olio d’oliva, ambasciatore del saper fare italiano, e con l’intera filiera olivicolo-olearia, che oggi, grazie al Piano olivicolo, può ritrovare nuovo slancio”.
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