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La crisi dell'agricoltura europea: è ora che la Commissione agisca!

La crisi dell'agricoltura europea: è ora che la Commissione agisca!

Costi in aumento e produzioni in calo mettono a rischio la sicurezza alimentare. Le organizzazioni agricole, riunite nel Copa-Cogeca, chiedono misure urgenti e il rafforzamento della PAC

28 aprile 2026 | 09:00 | C. S.

L’agricoltura europea si trova in una fase critica che rischia di trasformarsi in una crisi strutturale se non verranno adottate misure rapide e concrete. È il messaggio lanciato dai leader di Copa-Cogeca al termine di due giorni di incontri nella capitale europea, in un contesto segnato da forti tensioni economiche e geopolitiche.

Durante il confronto con la European Commission e altri interlocutori istituzionali e internazionali, le organizzazioni agricole hanno descritto una situazione senza precedenti. L’aumento dei costi di produzione — energia, fertilizzanti, mangimi, imballaggi e logistica — sta comprimendo i margini fino a rendere in molti casi insostenibile l’attività agricola.

Secondo le testimonianze raccolte sul campo, molti agricoltori stanno riducendo le superfici coltivate, modificando le colture o rinunciando del tutto alle semine. Un segnale che non riguarda più singoli comparti, ma l’intero sistema produttivo europeo. Le conseguenze, avvertono le organizzazioni, potrebbero manifestarsi nel medio periodo con una riduzione dell’offerta, un aumento dei prezzi per i consumatori e una maggiore dipendenza dalle importazioni.

A fronte di questo scenario, le critiche si concentrano sulla lentezza della risposta europea. Le iniziative annunciate, come il quadro temporaneo per la crisi energetica e il piano “AccelerateEU”, non si sono ancora tradotte in interventi concreti e mirati per il settore agricolo. Una situazione che, secondo gli operatori, richiederebbe invece una mobilitazione paragonabile a quella messa in campo durante la COVID-19 pandemic e dopo l’Russian invasion of Ukraine.

Tra le priorità indicate figurano misure immediate di sostegno alla liquidità delle aziende agricole, interventi per contenere i costi energetici e azioni volte a garantire il corretto funzionamento del mercato unico.

Al centro del dibattito anche il futuro della Common Agricultural Policy (PAC). Le organizzazioni agricole ribadiscono la necessità di mantenerla come politica realmente comune, con un bilancio dedicato, protetto e almeno allineato ai livelli attuali, tenendo conto dell’inflazione nel periodo 2021–2027.

Indebolire la PAC, avvertono, significherebbe compromettere non solo la tenuta del settore agricolo, ma anche l’autonomia strategica dell’Unione in un contesto internazionale sempre più instabile. Per questo, concludono, le istituzioni europee non possono permettersi di restare passive: la capacità produttiva del sistema agroalimentare è in gioco.

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