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Reflui dei frantoi, la Calabria va verso una nuova legge

Reflui dei frantoi, la Calabria va verso una nuova legge

Un punto centrale della proposta riguarda l’estensione del periodo utile per la gestione e l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione fino a undici mesi nell’arco dell’anno di produzione

31 marzo 2026 | 10:00 | C. S.

Si apre una fase nuova e concreta per il settore olivicolo–oleario della Calabria, con l’avvio di  un percorso istituzionale finalizzato all’aggiornamento della normativa regionale sulle acque  reflue  dei  frantoi  oleari.   

A  seguito  dell’intensa  attività  propositiva  portata  avanti dall’Associazione Frantoi Calabria Citra, e in particolare delle proposte tecniche elaborate e  presentate dal vice presidente dott. Pierluigi Ferraro, si è svolto nella settimana scorsa un incontro presso il Dipartimento  Agricoltura  della  Regione  Calabria  con  la  Segreteria  dell’Assessore all’Agricoltura,  On.  Gianluca  Gallo,  e  con  l’Avv.  Bulotta.  

All’incontro,  alla  presenza  del Presidente dell’Associazione Calabria Citra, Leone Chiaromonte, si è avviato formalmente un percorso normativo di riforma della disciplina regionale sulle acque reflue dei frantoi oleari.  

L’incontro, definito da tutte le parti proficuo e costruttivo, ha consentito di delineare le linee di  intervento  per  la  predisposizione  di  una  nuova  normativa  regionale,  in  grado  di  aggiornare  l’attuale  quadro regolatorio  alla luce delle innovazioni tecnologiche intervenute  negli ultimi  anni nel settore della trasformazione olearia e della gestione sostenibile dei  reflui.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate le proposte tecniche elaborate dall’Associazione  

Calabria Citra, frutto di studi, analisi tecniche e confronti con modelli già adottati in altre regioni  italiane,  in  particolare  Puglia  e  Sicilia,  dove  la  normativa  ha  già  introdotto  una  gestione  temporale  più ampia e coerente  con il cosiddetto “anno di produzione” (1° settembre  – 31  agosto), consentendo una programmazione più razionale e ambientalmente sostenibile delle  operazioni di utilizzazione agronomica.  

Un  punto  centrale  della  proposta  riguarda  l’estensione  del  periodo  utile  per  la  gestione  e  l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione fino a undici mesi nell’arco dell’anno di  produzione, mantenendo invariati i limiti nazionali di carico idraulico per ettaro e quindi senza  alcun aumento del carico ambientale sui suoli, ma attraverso una distribuzione temporale più  razionale e controllata dei volumi prodotti.  

Particolare  attenzione  è  stata  dedicata  anche  al  tema  dell’innovazione  tecnologica.   Le proposte  presentate  prevedono  il  riconoscimento  normativo  dei  sistemi  innovativi  di  trattamento  dei  reflui ,  basati  su  filtrazione  meccanica  a  monte  e  fitodepurazione  a valle,  sistemi  che  consentono  una  significativa   riduzione  del  carico  inquinante,  una  maggiore  stabilizzazione dei reflui e una gestione più sicura sotto il profilo ambientale. L’introduzione di  tali  tecnologie,  se  accompagnata  da  adeguati  protocolli  tecnici  e  sistemi  di  controllo,  consentirebbe  di  evolvere  da  un  sistema  autorizzativo  rigido  ad  un  sistema  di  gestione  e  controllo basato sul rischio ambientale effettivo e sulla qualità del  refluo trattato.   

A  seguito  dell’incontro,  l’Avv.  Bulotta  ha  acquisito  il  parere  favorevole  del  Dipartimento  Ambiente in merito alla necessità di procedere con la stesura di una nuova normativa regionale che disciplini in modo aggiornato e organico le acque reflue  dei frantoi oleari, intervenendo in particolare  su  tre  aspetti  fondamentali:  tempistica  di  gestione,  innovazione  tecnologica  e  semplificazione amministrativa.

Si tratta di un passaggio molto importante, perché per la prima volta si apre concretamente la  possibilità  di  superare  una  normativa  ormai  datata,  costruita  in  un  contesto  tecnologico  completamente diverso da quello attuale, e di adottare una disciplina moderna, capace di  coniugare tutela ambientale, sostenibilità economica delle imprese e innovazione tecnologica.  Su iniziativa dell’Assessore Gallo, nella prossima settimana è prevista una riunione tecnica  operativa finalizzata a definire l’iter legislativo per l’adozione della nuova normativa regionale.  

In quella sede saranno analizzate nel dettaglio le proposte tecniche e giuridiche elaborate, con  l’obiettivo di arrivare in tempi brevi alla definizione di un testo normativo condiviso.  L’auspicio  è  che  la  Calabria  possa  dotarsi  di  una  normativa  all’avanguardia,  capace  di  trasformare una criticità storica del comparto in un’opportunità di innovazione e sostenibilità,  premiando  le  aziende  che  investono  in  tecnologie  pulite  e  garantendo  al  tempo  stesso  un  elevato livello di tutela del territorio e delle risorse idriche.  

In  conclusione,  si  desidera  esprimere  un  sincero  ringraziamento  all’Assessore  regionale  all’Agricoltura,  On.  Gianluca  Gallo,  per  l’attenzione  e  la  sensibilità  istituzionale  dimostrate  verso  le  problematiche  del  comparto  olivicolo–oleario  calabrese  e  per  aver  promosso  un  percorso  di  confronto  tecnico  finalizzato  all’aggiornamento  della  normativa  regionale.  L’apertura al dialogo con il mondo produttivo e con i tecnici del settore rappresenta un segnale  importante e concreto, che lascia intravedere la possibilità di giungere in tempi ragionevoli  all’adozione di una normativa moderna ed equilibrata.  

La riforma della disciplina sulle acque reflue dei frantoi può rappresentare non solo la soluzione a una criticità storica del comparto, ma anche un modello di buona amministrazione e di collaborazione tra istituzioni e imprese, capace di coniugare tutela ambientale, innovazione tecnologica e sostenibilità economica del sistema olivicolo calabrese.

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