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Agronomi al centro della gestione del verde urbano

Agronomi al centro della gestione del verde urbano

Va superata l’idea statica della “stabilità dell’albero” per adottare l’approccio della gestione del rischio, in coerenza con i principi della norma UNI ISO 31000:2018. Nella gestione del rischio arboreo devono essere adottati criteri di proporzionalità e gradualità degli interventi

30 marzo 2026 | 16:00 | C. S.

Una cornice unitaria, che consenta di rendere ogni scelta legata al verde urbano motivata, comprensibile e tracciabile. Un documento a favore del cittadino e delle istituzioni, che potranno conoscere le motivazioni tecnico-scientifiche alla base delle scelte.

Questo lo scopo del documento “Linee guida nazionali per la valutazione e la gestione del rischio arboreo in ambito urbano e periurbano”, che il CONAF ha redatto che presto sarà oggetto di discussione all’interno del Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico e con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

CAMBIO DI PARADIGMA

Il punto di partenza di questo documento è che, nella gestione del verde urbano, il rischio zero non esiste. Pertanto, va superata l’idea statica della “stabilità dell’albero” per adottare l’approccio della gestione del rischio, in coerenza con i principi della norma UNI ISO 31000:2018 (le linee guida per la gestione del rischio nelle organizzazioni, supportando decisioni e miglioramenti delle prestazioni).

Un approccio che riconosce la natura stessa dell’albero, ossia quella di un organismo vivente inserito nello spazio urbano e nel paesaggio.

Barbara Negroni, consigliere nazionale – “Con queste Linee Guida non proponiamo semplicemente uno strumento operativo, ma affermiamo un modo di interpretare la gestione del patrimonio arboreo fondato sulle competenze tecniche e sulla responsabilità professionale dei Dottori Agronomi e Forestali.
Grazie al coordinamento del gruppo di lavoro del collega Vincenzo Blotta siamo riusciti a redigere un documento che
definisce i criteri minimi condivisi per la valutazione del rischio arboreo. Il quadro metodologico che ne deriva consente maggiore uniformità nelle valutazioni professionali e maggiore chiarezza nei processi decisionali. Dopodiché, all’interno di questa cornice, sarà compito del professionista valutare ogni situazione e governare il rischio attraverso un processo tecnico strutturato capace di rendere ogni scelta motivata, comprensibile e tracciabile.”

5 CRITERI

La valutazione del rischio arboreo deve fondarsi su un’analisi integrata dei parametri agronomici, forestali, morfo-fisiologici, fitosanitari, biomeccanici, economici, eco sistemici e di contesto, che devono essere valutati nel loro insieme.

A. Analisi morfo-fisiologica e fitoiatrica: stato dei tessuti, patologie, capacità di compartimentazione e vitalità residua.

B. Valutazione biomeccanica e strutturale: difetti strutturali, morfologia e resistenza meccanica dei tessuti legnosi dell’albero.

C. Analisi del contesto e dei bersagli: devono essere esplicitati l'Area di Potenziale Caduta (APC), i bersagli, la frequenza di utilizzo e il livello di rischio risultante.

D. Valutazione economica ed ecosistemica: stima del valore dell’esemplare mediante criteri estimativi riconosciuti e parametri agro-ecologici minimi definiti.

E. Condizioni del sito di radicazione: stato delle condizioni del suolo nell’area della Zona di Protezione dell’Albero (ZPA).

CHIARO, MOTIVATO E DOCUMENTABILE
Definendo un processo tecnico chiaro, motivato e documentabile si rafforzano l’autorevolezza delle valutazioni e sarà più solido il rapporto tra competenza professionale e decisione amministrativa.

Mauro Uniformi, Presidente CONAF – “La gestione del rischio arboreo è un ambito nel quale si intrecciano la tutela del patrimonio vegetale, le responsabilità dei proprietari e le decisioni delle amministrazioni pubbliche.
Non entriamo nel merito dei diversi metodi applicativi sviluppati dalla comunità professionale, ma stabiliamo un riferimento comune che riconosca e valorizzi questi strumenti all’interno di un impianto condiviso, da questo quadro di riferimento metodologico, poi, nasceranno e si concretizzeranno le valutazioni dei singoli professionisti
.”

PRIVILEGIARE LE MISURE DI MITIGAZIONE E CONTENIMENTO DEL RISCHIO
Nella gestione del rischio arboreo devono essere adottati criteri di proporzionalità e gradualità degli interventi, privilegiando, ove tecnicamente possibile, misure di mitigazione e interventi volti a contenere il rischio. L’abbattimento è giustificato solo quando il rischio superi i livelli di tollerabilità, le misure di mitigazione risultino inefficaci o la compromissione non consenta una gestione sostenibile. Ne consegue che l’abbattimento di una o più piante è accettato, ma costituisce misura eccezionale quale extrema ratio.

Mauro Uniformi, Presidente CONAF – “È un passaggio culturale e istituzionale. Significa affermare con chiarezza che la gestione del patrimonio arboreo richiede competenze tecniche multidisciplinari e specifiche, che le scelte possono essere motivate con trasparenza, riducendo le conflittualità e ridando valore alla professionalità.”

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