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A rischio gli investimenti di ammodernamento frantoi PNRR in Sardegna

A rischio gli investimenti di ammodernamento frantoi PNRR in Sardegna

La Sardegna è l'unica regione a zero pagamenti. Imprese al collasso per un cortocircuito burocratico, ora a rischio revoca 1,4 milioni di euro destinati all’ammodernamento con i frantoiani esposti con le banche

04 febbraio 2026 | 12:15 | C. S.

Doveva essere l’occasione per il rilancio tecnologico e sostenibile dell’olivicoltura sarda, si sta trasformando in una trappola finanziaria per le imprese. L’Associazione Frantoiani della Sardegna e FOA Italia (Frantoi Oleari Associati) denunciano con forza la situazione paradossale che sta paralizzando il comparto: la Sardegna è l’unica regione d’Italia a non aver ancora erogato un solo euro relativo al Bando PNRR per l’ammodernamento dei frantoi oleari. Nonostante l’impegno delle aziende, che già dal 2024 hanno aderito alla misura credendo nella possibilità di innovare processi e migliorare la qualità dell’olio extravergine, la macchina amministrativa è completamente ferma. Su 24 domande presentate, ben 18 risultano ammesse e finanziabili, con risorse stanziate pari a 1.435.460,49 euro (su una disponibilità complessiva di oltre 2,8 milioni). Eppure, ad oggi, nessuna erogazione è stata effettuata da Argea Sardegna, né per gli stati di avanzamento lavori (SAL), né per i saldi finali.

L’ALLARME DALLA SARDEGNA "Ci troviamo in una situazione drammatica e paradossale," dichiara Francesco Locci, Presidente dell’Associazione Frantoiani della Sardegna. "Le nostre imprese hanno fatto la loro parte: hanno acquistato i macchinari, hanno anticipato quasi il totale degli importi pagando le ditte costruttrici e si sono esposte finanziariamente con le banche, iniziando a pagare pesanti interessi passivi. Dall’altra parte, però, tutto tace. I frantoi sono bloccati da mesi, non per problemi tecnici, ma per un cortocircuito burocratico inspiegabile". Le interlocuzioni avviate dall’Associazione con l’Assessorato all’Agricoltura e con l’Agenzia Argea non hanno prodotto risultati. "Abbiamo più volte illustrato le preoccupazioni dei beneficiari," prosegue Locci. "Si parla di oltre un anno di attesa dalle richieste di SAL e collaudo. La cosa più grave è che le imprese rischiano di saltare, schiacciate dai debiti contratti per investimenti promessi e mai rimborsati".

IL SOSTEGNO NAZIONALE E IL RISCHIO REVOCA A supporto della vertenza sarda interviene Michele Librandi, Presidente nazionale di FOA Italia, che ha già portato la questione sui tavoli ministeriali. "Guardando al resto d'Italia, il ritardo della Sardegna è ingiustificabile," afferma Librandi. "Mentre quasi tutte le altre Regioni hanno proceduto ai pagamenti e ai collaudi, consentendo al settore di evolversi, qui siamo fermi al palo. Come FOA Italia abbiamo sollecitato il Ministero (MASAF), che a sua volta ha chiesto spiegazioni alla Regione Sardegna senza ottenere risposte concrete. Il rischio ora è letale: se non si sblocca l'iter immediatamente, superata la data del 27 marzo 2026 – termine ultimo concesso dalla proroga ministeriale – scatterà la revoca dei fondi e il recupero delle somme assegnate. Sarebbe il colpo di grazia per l'intero settore oleario sardo".

RICHIESTA DI RISOLUZIONE IMMEDIATA Le Associazioni chiedono una soluzione immediata per sbloccare le pratiche ferme negli uffici di Argea. Non è tollerabile che la burocrazia vanifichi gli sforzi di innovazione e metta in pericolo la sopravvivenza di aziende sane. I macchinari sono pronti, le fatture sono pagate: manca solo che la Regione faccia il proprio dovere permettendo ai frantoi di lavorare e di ricevere quanto legittimamente assegnato.

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