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Più controlli e trasparenza alle frontiere sull'olio d'oliva

Più controlli e trasparenza alle frontiere sull'olio d'oliva

Troppe poche verifiche sulla tracciabilità e sulla presenza di eventuali elementi chimici come pesticidi pericolosi per la salute umana. A rilevarlo è la Corte dei Conti della stessa Unione europea

15 gennaio 2026 | 14:00 | C. S.

L’Europa si “gira dall’altra parte” e così fa gli interessi della grande industria olearia. Da una parte spinge per raddoppiare le importazioni di olio tunisino a dazio zero inondando il mercato di prodotti di bassa qualità a prezzi stracciati e dall’altra “chiude tutti e due gli occhi” non attivando le necessarie verifiche sulla tracciabilità e sulla presenza di eventuali elementi chimici come pesticidi pericolosi per la salute umana. Il sistema che dovrebbe difendere la il lavoro degli agricoltori, i primati della qualità europea e la salute dei cittadini fa acqua da tutte le parti. A rilevarlo è la Corte dei Conti della stessa UE che mette nero su bianco quello che Coldiretti, da sola, va denunciando da anni. Un regalo ai trafficanti di olio, all’industria di trasformazione, che così può far entrare in EU fiumi di olio di oliva sfuso, senza identità, da trasformare e spacciare, proprio in virtù di maglie assai larghe, in olio italiano e comunitario. E’ quando rivendica Coldiretti Toscana all’indomani della pubblicazione dell’audit sui sistemi di controllo dell’EU sull’olio di oliva. “Il sistema di controllo di cui oggi dispone l'Europa è assolutamente insufficiente. La Corte dei conti europea ha rilevato diverse anomalie sia negli strumenti di controllo e sia, soprattutto, nell'efficacia dei controlli stessi, che nella maggior parte dei casi risultano inefficaci. – rilancia la presidente regionale, Letizia Cesani – Quanto rilevato dall’organo collegiale dell’EU è a noi ben noto così come lo è per gli olivicoltori italiani che assistono al sorpasso di olio straniero a prezzi stracciati provenienti da paesi che non hanno i nostri stessi standard sanitari e produttivi. Come non si può essere arrabbiati ed indignati di fronte all’ennesimo suicidio dell’Europa? A beneficiarne sono, in questo caso, solo i trafficanti di olio che possono essere fermati solo applicando controlli seri e rigorosi”.  

Il caso delle frontiere gruviera si consuma sullo sfondo della firma dell’accordo con i paesi del Mercosur che porteranno nuovamente, per la seconda volta in poche settimane, il 20 gennaio, una delegazione della Toscana a protestare davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo. “Trasparenza, etichetta di origine su tutti gli alimenti e controlli puntuali e rigorosi: con questi presupposti il Made in Italy non ha paura di nessuna concorrenza. – conclude la presidente Cesani – Il principio di reciprocità deve essere un pilastro di tutti gli scambi commerciali. Non solo del Mercosur nei confronti del quale siamo fermamente contrari”. 

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