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Plauso dei vitivinicoltori italiani al via libera provvisorio Mercosur-UE
Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, per ragioni storiche e culturali l’area Mercosur, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani
01 marzo 2026 | 12:00 | C. S.
“Apprendiamo positivamente da Bruxelles la notizia dell’entrata in vigore provvisoria dell’accordo commerciale con il Mercosur. Il deciso cambio di passo sul fronte della politica commerciale riflette un’Unione Europea finalmente unita, attenta a sostenere le imprese attraverso l’apertura di nuovi mercati”. Lo ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, commentando la decisione della Commissione Europea di procedere sul Mercosur, anticipata oggi dalla ratifica da parte dell’Uruguay e dell’Argentina. “In un momento di tensione e incertezza nel primo mercato di sbocco per il settore del vino – ha proseguito –, dobbiamo cogliere ogni opportunità di sviluppo del business. In particolare, dobbiamo continuare a lavorare in sinergia con le istituzioni, dal Governo all’Agenzia Ice, per organizzare un piano straordinario di promozione in grado di sostenere l’export made in Italy. L’accordo è inoltre importante per tutto il settore agroalimentare in un’ottica di protezione delle denominazioni italiane. L’area sudamericana rappresenta oggi un mercato ancora marginale per i vini italiani ed europei, destinato a crescere con la prevista progressiva riduzione delle barriere, tariffarie e non. Basti pensare – ha concluso – che il Brasile è l’unico tra i principali Paesi dell’extra-Ue a chiudere l’anno con una crescita in valore delle importazioni di vino tricolore”.
Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, per ragioni storiche e culturali l’area Mercosur, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. I vini europei destinati al Brasile hanno fino ad ora subito rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti a causa dei dazi all’importazione: una progressiva eliminazione nell’arco dei prossimi 8 anni potrebbe incidere positivamente sulla competitività delle imprese in un mercato che oggi – anche a causa delle tariffe – viaggia a bassi regimi. L’import di vino in Brasile sfiora infatti i 500 milioni di euro l’anno, mentre la quota italiana si ferma a 42,5 milioni di euro, circa l’8% del totale.
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