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Anche l'olio di oliva in TPA nel Registro SIAN: più trasparenza e tracciabilità

Anche l'olio di oliva in TPA nel Registro SIAN: più trasparenza e tracciabilità

Un provvedimento del Ministero imporrà dal prossimo 1° marzo 2026 l’obbligo di indicare puntualmente nel Registro Telematico la natura degli oli in regime di Tpa e le operazioni di “equivalenza”. Fine a una 'zona grigia' nel sistema di tracciabilità

26 febbraio 2026 | 10:30 | C. S.

Con gli arrivi in Italia di olio d’oliva straniero che sono aumentati in quantità del 57% nel 2025, con il rischio di favorire i trafficanti di olio,  inganni in etichetta e vere e proprie truffe, sono importanti le nuove misure disposte dall’Icqrf sulla tracciabilità dei prodotti importati in regime di Perfezionamento Attivo (Tpa).

Ad affermarlo sono Coldiretti e Unaprol che esprimono soddisfazione per il provvedimento che imporrà dal prossimo 1° marzo 2026 l’obbligo di indicare puntualmente nel Registro Telematico (Rto) la natura degli oli in regime di Tpa e le operazioni di “equivalenza”. Un passo decisivo per colmare un vuoto che rischiava di danneggiare la trasparenza del mercato a tutela del consumatore. Come più volte denunciato da Coldiretti e Unaprol, la norma sul traffico di perfezionamento attivo in questi anni ha favorito l’importazione di olio straniero a dazio zero per essere lavorato ma senza dare precise garanzie sulla sua destinazione finale. Ciò ha fatto crollare i prezzi di quello italiano. Basti ricordare che l’olio tunisino arriva in Italia a circa 3,5 euro al litro, senza peraltro essere neppure sottoposto a controlli puntuali, come recentemente denunciato dalla Corte dei Conti Ue.

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per l’intervento dell’Icqrf, che recepisce le istanze che Coldiretti e Unaprol portano avanti da tempo nei tavoli istituzionali” – dichiara il Presidente di Unaprol e vicepresidente di Coldiretti, David Granieri. “Abbiamo sempre sostenuto che la digitalizzazione dei registri deve essere un’arma di precisione contro le ambiguità. Non possiamo permettere che i flussi di olio extra-UE, importati per essere lavorati e riesportati, possano correre il rischio di confondersi, anche solo tecnicamente, con il nostro pregiato olio nazionale.”

Le nuove direttive del Masaf impongono l’uso di diciture specifiche nelle operazioni del registro telematico per ogni operazione riguardante oli in TPA, prevedendo sanzioni rigorose in caso di inadempienza.

“La trasparenza non è un costo, ma un valore a tutela dei produttori onesti e dei consumatori – prosegue Granieri. Questa misura mette fine a una 'zona grigia' nel sistema di tracciabilità. Sapere esattamente dove si trova e come si muove l’olio importato in regime doganale è fondamentale per evitare fenomeni di 'concorrenza sleale' che deprimono il valore del Made in Italy. È un atto di chiarezza che avevamo sollecitato con forza: chi opera nel rispetto delle regole non ha nulla da temere da un surplus di informazioni, chi invece specula sulle pieghe del sistema troverà oggi maglie molto più strette.”

Coldiretti e Unaprol auspicano inoltre che il Masaf proceda celermente, come richiesto dall'Ispettorato, all'aggiornamento tecnico del Registro Telematico l’applicativo Rto .

“Il passaggio a un sistema di tracciabilità automatizzato per il Tpa sarà l'ultimo tassello di un percorso di legalità che vede l'Italia all'avanguardia in Europa. Continueremo a vigilare affinché il Registro Telematico sia uno strumento sempre più condiviso anche in ambito europeo per blindare la reputazione degli oli extravergini nazionali”, conclude il Presidente Granieri.

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