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Cucina Italiana, per i frantoiani è un traguardo storico, l’olio extravergine d'oliva è l’essenza culturale del nostro Paese

Cucina Italiana, per i frantoiani è un traguardo storico, l’olio extravergine d'oliva è l’essenza culturale del nostro Paese

Per noi frantoiani rappresenta un riconoscimento doppio: l’olio extravergine d’oliva non è solo un alimento, ma un simbolo identitario, il frutto di una sapienza che unisce territori, famiglie, imprese e paesaggi

14 dicembre 2025 | 16:00 | C. S.

La cucina italiana è ufficialmente patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La decisione è stata adottata dal Comitato intergovernativo UNESCO, sancendo un passaggio epocale: il modello alimentare italiano, fondato su biodiversità, qualità, tradizione e saperi artigianali, entra nel novero dei patrimoni universali da tutelare e tramandare.

Il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrogida ha dato l’annuncio confermando che la candidatura – sostenuta da un ampio lavoro istituzionale, scientifico e culturale – ha ricevuto la valutazione positiva e il voto finale favorevole. Un riconoscimento che premia non solo un insieme di ricette, ma un sistema culturale complesso, fatto di territori, paesaggi agricoli, tecniche di trasformazione tramandate nei secoli e comunità che vivono il cibo come identità condivisa.

Dentro questo mosaico, l’olio extravergine d’oliva occupa un ruolo centrale. È la matrice stessa della Dieta Mediterranea, l’ingrediente che lega le regioni italiane in un filo continuo di stili, profumi e tradizioni. È soprattutto il risultato del lavoro quotidiano di migliaia di frantoiani e olivicoltori che, generazione dopo generazione, hanno custodito un patrimonio agricolo e culturale unico al mondo.

AIFO (Associazione italiana Frantoi Oleari) accoglie questo riconoscimento come un incoraggiamento a proseguire nel percorso già tracciato in collaborazione con Italia Olivicola nell’attuazione del Programma Operativo 2025 sostenuto dal Regolamento (UE) 2021/2115: valorizzare la qualità, rafforzare le certificazioni DOP e IGP e sostenere l’ammodernamento dei frantoi e il miglioramento della sostenibilità del processo estrattivo.

“L’ingresso della cucina italiana nel patrimonio dell’UNESCO è una vittoria culturale che appartiene a tutto il Paese – afferma Alberto Amoroso, presidente di AIFO –. Per noi frantoiani rappresenta un riconoscimento doppio: l’olio extravergine d’oliva non è solo un alimento, ma un simbolo identitario, il frutto di una sapienza che unisce territori, famiglie, imprese e paesaggi. È la nostra firma sulla storia del gusto italiano. Oggi l’Italia celebra un traguardo che ci impegna ancora di più a difendere la qualità, sostenere l’innovazione e accompagnare la filiera verso il futuro".

Il riconoscimento UNESCO arriva in un momento cruciale per l’olivicoltura italiana, chiamata ad affrontare le sfide della competitività internazionale, del cambiamento climatico e del rinnovamento strutturale dei frantoi. Ma oggi – mentre nelle case e nelle piazze si accendono le luci del periodo natalizio – l’Italia può festeggiare un risultato che parla di orgoglio, identità e continuità: la cucina italiana è patrimonio dell’umanità e, dentro di essa, l’olio extravergine d’oliva brilla come uno dei suoi simboli più autentici.

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