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Drastico calo del prezzo dell’extravergine d’oliva: la posizione di Copagri
Quello di cui il settore necessita è di interventi strutturali che consentano ai produttori di non dover sempre rincorrere le emergenze; interventi che devono partire necessariamente dal rafforzamento delle attività di controllo, con particolare riferimento al prodotto proveniente dal continente africano
01 dicembre 2025 | 19:00 | C. S.
“A fronte della delicata contingenza che sta attraversando il settore olivicolo-oleario nazionale, con il drastico calo del prezzo dell’extravergine d’oliva passato in poche settimane da circa 9€ ad appena 7,5€ al litro, accogliamo con favore l’attenzione del governo, che ha prontamente raccolto le preoccupazioni e le proposte del settore per intervenire su una problematica che si ripresenta ciclicamente”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Tommaso Battista intervenendo all’odierna riunione della filiera olivicola olearia, svoltasi al Masaf e convocata dal sottosegretario all’agricoltura con delega alla filiera olivicola Patrizio La Pietra per analizzare la situazione dei prezzi di mercato.
“Individuare e intervenire sulle criticità che danno luogo a queste vere e proprie anomalie commerciali, troppo spesso legate a fenomeni che con le naturali oscillazioni dei mercati hanno ben poco a che fare, è fondamentale per agire sulle questioni ataviche che frenano lo sviluppo del comparto e per andare, di conseguenza, a dare un futuro a un settore già colpito da fenomeni epidemici come la mosca dell’olivo e soprattutto la xylella, che nel frattempo continua drasticamente ad avanzare nel foggiano, e in particolare nell’agro di Cagnano Varano”, ha fatto notare il presidente.
“Quello di cui il settore necessita è di interventi strutturali che consentano ai produttori di non dover sempre rincorrere le emergenze; interventi che devono partire necessariamente dal rafforzamento delle attività di controllo, con particolare riferimento al prodotto proveniente dal continente africano”, ha suggerito Battista, invitando il governo a valutare la possibilità di “trasformare le bolle di consegna da cartacee a telematiche, minimizzando così il rischio che poche mele marce possano danneggiare l’intera filiera”.
“Analoga importanza rivestono poi le attività di formazione e informazione, anch’esse da rendere strutturali partendo dalle positive indicazioni contenute nel Piano Olivicolo Nazionale-PON, che dovranno partire dalle scuole per spiegare ai futuri consumatori tutto ciò che c’è dentro, fuori e intorno a una bottiglia di olio, ovvero tutte le ragioni per le quali a 7,50€ al litro, o anche meno secondo quanto emerge dalle più recenti previsioni, la filiera non è economicamente sostenibile”, ha rimarcato il presidente, sottolineando l’importanza dell’indice dei costi medi di produzione elaborato dall’ISMEA.
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