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Sostenibilità, transizione ecologica, impatti e disparità: l'agronomo diventa funzione sociale
Quella del dottore agronomo e dottore forestale è una professione attrattiva per i giovani, poiché attraverso l’innovazione e la competenza si riesce a dare risposte alle criticità più pressanti
25 ottobre 2025 | 09:00 | C. S.
Uno sguardo rivolto al futuro, per accompagnare il mondo agroforestale nel prossimo decennio e oltre. Uno stare al passo con i tempi, e spesso anticiparli, che i dottori agronomi e dottori forestali sanno fare da oltre 100 anni.
Non è un caso che, dati alla mano, quella del dottore agronomo e dottore forestale è una professione attrattiva per i giovani, poiché attraverso l’innovazione e la competenza si riesce a dare risposte alle criticità più pressanti: fornire cibo sano e sostenibile e a costi accessibili per tutti, migliorare la vivibilità delle città e il verde urbano, professionalizzare l’impiego di fitofarmaci sempre più mirati, salvaguardare la biodiversità e tutelare il paesaggio e il territorio.
Mauro Uniformi, Presidente CONAF – “In un momento storico caratterizzato da sfide ambientali, economiche e geopolitiche di straordinaria complessità, il Congresso si propone di stimolare una riflessione ampia sul ruolo strategico della professione nella preservazione delle risorse naturali e nella costruzione di un futuro sostenibile.
Il titolo "Radici nel futuro" vuole essere la sintesi delle nostre centenarie competenze proiettate nel mondo di domani, che dobbiamo sicuramente governare con competenza e con l’aiuto consapevole dell’intelligenza artificiale.”
AVVIO ALLA FAO
Il XIX congresso nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali si svolgerà a Roma dal 5 al 7 novembre, prendendo avvio nella giornata dedicata al Giubileo Agroalimentare.
La prima giornata si svolgerà all’interno della sede della FAO alla presenza di Mons. Arellano, Osservatore permanente della Santa Sede presso la FAO, del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida e del vice-direttore generale della FAO Maurizio Martina.
Sarà caratterizzata da una tavola rotonda dal titolo “Portatori di valori nei nuovi equilibri fra produzione agricola e ambiente”, che stimolerà il dibattito con uno sguardo meno specialistico ma più globale e di scenario.
Si parlerà, infatti, di bioetica, di evoluzione del concetto di sostenibilità applicata sia al sociale che all’ambientale, di nuove definizioni di transizione ecologica, degli impatti e delle disparità che possono originarsi con la diffusione delle tecnologie di precisione e dei sistemi di supporto alle decisioni.
LE 4 TESI CONGRESSUALI
Il 6 e 7 novembre, nelle sale del Palazzo del Campidoglio, seguiranno le 4 tesi congressuali, affrontando in sequenza i temi verticali di maggiore interesse professionale.
La prima sessione tratterà “Boschi e foreste: le nuove sfide ambientali”, la seconda è intitolata “Territori e nuovi sistemi produttivi sostenibili”, la terza guarda alle città e agli spazi urbanizzati con “Transizione ecologica nella pianificazione urbana” e per chiudere il percorso, infine, la quarta sessione si occuperà di “Formazione, ricerca e innovazione: strumenti e azioni per la professione del futuro”.
Il 7 novembre, precedendo la chiusura dei lavori, nella tavola rotonda “Il futuro della professione tra gestione dei dati e intelligenza artificiale” si tratteggeranno le più promettenti aree di sviluppo professionale, in cui la capacità di analisi delle informazioni si integrano con il sapere tradizionale. Ecco che i temi in agenda diventano le potenzialità di sviluppo e le ricadute dell’agricoltura spaziale, l’impatto dell’intelligenza artificiale, lo sviluppo di modelli previsionali in epoca di cambiamenti climatici. Settori in cui c’è grande richiesta professionale qualificata e specializzata.
Il Congresso si chiuderà infine il 7 novembre, sempre nelle sale del Palazzo del Campidoglio, con la firma della Carta di Roma, il documento di indirizzo che il sistema ordinistico si sarà dato per affrontare gli anni a venire.
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