Associazioni di idee

Vino dealcolizzato, opportunità di mercato per le aziende italiane

Vino dealcolizzato, opportunità di mercato per le aziende italiane

Serve corretta comunicazione e dicitura “bevanda da uve” in etichetta. I consumatori prediligono vini decisamente più leggeri e fanno particolare attenzione agli aspetti salutistici legati al consumo di alcol

30 novembre 2024 | 12:00 | C. S.

In etichetta non si faccia riferimento alla parola “vino”, ma introdurre la dicitura “bevanda ottenuta da uve” potendo specificare se monovitigno o meno, come può essere indicato per i vini DOP e IGP. Questa, in sintesi la proposta di Città del Vino sul vino dealcolizzato: una richiesta di difficile accoglimento, considerato che per l’Europa è già prevista la dicitura “vino”, ma quanto mai opportuna a tutela delle aziende e dei consumatori.

Prendiamo atto delle novità introdotte dal Decreto del Ministero dell’Agricoltura che regola la produzione dei cosiddetti “vini dealcolati” – sottolinea il presidente Città del Vino, Angelo Radica - ma vogliamo proporre alcune riflessioni per eventuali modifiche che possano in futuro migliorare la normativa che ne scaturirà. Intanto va sottolineato in modo positivo il fatto che il Decreto consentirà anche ai produttori italiani di produrre vini dealcolati, praticando la dealcolizzazione parziale o totale, considerato che all’estero la pratica è già consentita. Questo – aggiunge Radica - permetterà ai produttori italiani di competere alla pari con quelli degli altri paesi, ad esempio per la diffusione di certi prodotti in nuovi mercati dove abitualmente non è praticato il consumo di alcol anche per motivi religiosi”.

Inoltre, Città del Vino, ritiene che il decreto sia una equilibrata mediazione per rispondere alle nuove esigenze di mercato, mantenendo al contempo l’eccellenza e la tradizione dei vini italiani grazie al divieto di dealcolazione per i vini DOP e IGP, al fine di preservarne l’autenticità.

Il processo produttivo dei vini dealcolati – secondo il Decreto - dovrà avvenire in strutture dedicate, fisicamente separate da quelle utilizzate per la produzione vitivinicola tradizionale, con registri digitalizzati e licenze autorizzative, con l’obbligatorietà di inserire nell’etichettatura la dicitura “dealcolizzato” o “parzialmente dealcolizzato”.

“Per questo – ribadisce il presidente Città del Vino - in etichetta dovrebbe comunque sempre essere indicata la provenienza territoriale del prodotto dealcolizzato, per non perdere il legame con il territorio. E proponiamo di scrivere la dicitura ‘bevanda ottenuta da uve’ anziché vino”.

Secondo Città del Vino il Decreto rappresenta una buona base di partenza che offre indicazioni normative certe, apre il mercato verso nuovi segmenti di consumatori che, stando alle più recenti indagini, prediligono vini decisamente più leggeri e fanno particolare attenzione agli aspetti salutistici legati al consumo di alcol, anche se Città del Vino da sempre è convinta che una adeguata informazione e comunicazione debbano comunque ricordare l’importanza di un corretto e moderato consumo di alcol, tenuto conto che il vino è un prodotto che ha nella matrice alcolica la sua natura.

L’Associazione che rappresenta 500 comuni vitivinicoli in Italia, sottolinea però la necessità di una maggiore comunicazione per spiegare bene al consumatore le differenze che esistono tra i due prodotti, considerando anche che il vino dealcolizzato, se viene consumato in modo non corretto, può provocare effetti negativi, perché togliendo l'alcol si va a togliere anche il principale conservante naturale del vino.

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

E' ora della mobilitazione: trattori a Roma il 7 marzo

Coapi, dopo il presidio a Bormio, è pronto a darsi raccolta a Roma per continuarfe una protesta contro la lenta agonia del sistema agricolo nazionale: i numeri non raccontano la sofferenza di migliaia di piccoli e medi imprenditori agricoli

08 febbraio 2026 | 10:30

Associazioni di idee

Luci e ombre dell'ortofrutta italiana tra export e geopolitica

I dati riportano nei primi dieci mesi del 2025 un calo delle performance per volumi produttivi, a causa delle avversità climatiche. Con 17 miliardi di euro soltanto per il fresco, l’ortofrutta rappresenta comunque un quarto del totale della produzione agricola nazionale

08 febbraio 2026 | 10:00

Associazioni di idee

L'Interprofessione delle olive da tavola spagnole contro l'accordo UE-Mercosur

Luis Planas ha pubblicamente difeso l'accordo commerciale tra l'Unione Europea e il Mercosur, sottolineando che eliminerà i dazi sul 93% dei prodotti europei esportati. Non solo il dazio sulle olive da tavola europee rimane in vigore nei mercati del Mercosur, ma l'accordo prevede anche una graduale apertura del mercato UE ai paesi del blocco sudamericano

08 febbraio 2026 | 09:00

Associazioni di idee

I trattori degli agricoltori alle olimpiadi in mobilitazione contro la crisi

La protesta avviata dalla mobilitazione di centinaia di trattori nel centro di Milano il 9 gennaio scorso, proseguita a Vittoria, Parma, Avellino, Padova con lo sviluppo di allargarsi con ulteriori tappe in diversi altri territori, anche durante le Olimpiadi a Bormio

05 febbraio 2026 | 08:30

Associazioni di idee

A rischio gli investimenti di ammodernamento frantoi PNRR in Sardegna

La Sardegna è l'unica regione a zero pagamenti. Imprese al collasso per un cortocircuito burocratico, ora a rischio revoca 1,4 milioni di euro destinati all’ammodernamento con i frantoiani esposti con le banche

04 febbraio 2026 | 12:15

Associazioni di idee

Cia diventa partner strategico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Cia ha scelto di mettere a disposizione dell’Università competenze, esperienze e relazioni per progettare e organizzare insieme attività di formazione costruite su misura, stringere contatti sempre più diretti con gli studenti e sostenere progetti comuni di innovazione e ricerca

03 febbraio 2026 | 10:00