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Il bilancio in chiaroscuro della produzione di olio di oliva nel bresciano
L’annata 2024 presenta aspetti negativi come le rese basse a causa dell’eccesso di pioggia oltre alla siccità in estate quando si sintetizza l’olio nelle olive. L'olio di oliva bresciano ritorna però in vendita, dopo annate difficili
29 novembre 2024 | 10:00 | C. S.
Il settore olivicolo bresciano, colonna portante dell'agroalimentare regionale e italiano, ha chiuso un 2024 caratterizzato da una forte variabilità climatica e da sfide importanti. Nonostante le difficoltà, emergono segnali positivi e nuove prospettive per il futuro. Prodotti 480 mila litri di olio extravergine di oliva di cui 427.200 litri a Brescia
Coldiretti Brescia ha presentato martedì 26 novembre, in occasione della giornata mondiale dell’ulivo, a Rodengo Saiano presso il frantoio Sapor d’Olio della società cooperativa Clarabella, un'analisi approfondita della campagna olivicola 2024, evidenziando i principali risultati e le tendenze in atto: “l’annata 2024 presenta alcuni aspetti negativi come le rese basse in fase di molitura a causa dell’eccesso di pioggia durante la fase di maturazione pre-raccolta e in raccolta, oltre alla siccità nel periodo estivo quando si sintetizza l’olio nelle olive. Ma anche aspetti positivi: l’olio bresciano ritorna in vendita, grazie alla professionalità degli olivicoltori e dei servizi tecnici territoriali”.
Dopo lo scorso anno - di raccolta zero - si è tornati a produrre discrete quantità – precisa Coldiretti Brescia - purtroppo rese minori a causa dell’eccesso di pioggia e della siccità. Da un punto di vista fitosanitario non si sono riscontrati problemi significativi se non la cascola verde che è stata però compensata da una maggiore pezzatura delle olive rimaste. Sicuramente gli interventi puntuali svolti dagli olivicoltori e dai monitoraggi effettuati da AIPOL e realtà territoriali, hanno contributo a diffondere buone pratiche utili al contenimento dei principali parassiti della specie. Il mercato ha riconosciuto la qualità e validità del prodotto anche da parte di clienti esteri con un valore di export in continuo aumento anche grazie alle presenze turistiche.
Dopo i saluti del Sindaco di Rodengo Saiano Rosa Vitali e del presidente della cooperativa sociale agricola Clarabella Aldo Papetti, alla conferenza stampa hanno partecipato, insieme alla presidente provinciale Laura Facchetti e al presidente regionale Gianfranco Comincioli, Nadia Turelli responsabile Gruppo Donne Coldiretti Brescia, Silvano Zanelli presidente Aipol, Carlo Fenaroli, presidente consorzio Cascina Clarabella.
Una riflessione sulla giornata mondiale dell’ulivo arriva dalla presidente Laura Facchetti: “l’ulivo, simbolo di pace quest’anno assume un significato ancora più importante, questa ricorrenza ci offre l’occasione per ribadire la speranza che tutti i conflitti, in particolare quelli che si consumano così vicino a noi, possano cessare al più presto. Ma oggi vogliamo anche sottolineare l'importanza dell'olio extravergine d'oliva nella dieta mediterranea e nel patrimonio culturale italiano e l’olivo, con le sue radici profonde e i suoi frutti preziosi, rappresenta un patrimonio inestimabile per il nostro Paese”.
Le conclusioni, con uno sguardo al futuro, al presidente regionale di Coldiretti Gianfranco Comincioli: “in un’annata in cui i produttori possono finalmente tirare un sospiro di sollievo grazie a una produzione soddisfacente – seppur non sempre accompagnata da rendimenti altrettanto favorevoli – è fondamentale non abbassare la guardia. Nonostante le difficoltà produttive, la qualità dell'olio extravergine d'oliva italiano si conferma ai massimi livelli, grazie all'impegno dei produttori e all'adozione di pratiche agricole sostenibili. Le prospettive per il futuro dell'olivicoltura italiana sono legate alla capacità di affrontare le sfide attuali e cogliere le nuove opportunità. È fondamentale investire in ricerca e sviluppo, promuovere la formazione degli olivicoltori, sostenere la cooperazione tra i produttori e valorizzare la qualità del prodotto italiano”.
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