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Disastro per l'olivicoltura siciliana: produzone giù del 50-60%

Disastro per l'olivicoltura siciliana: produzone giù del 50-60%

Cali fino all'80% in alcuni areali con una produzione di olio di oliva siciliano stimata, ad oggi, di 16-18 mila tonnellate, contro le 35 mila tonnellate della scorsa campagna olearia

31 agosto 2024 | C. S.

Secondo la Cia della Sicilia orientale la produzione in Sicilia ha subito un calo del 50-60% circa rispetto alla campagna precedente: Catania è la provincia più penalizzata estesa al basso Ennese con una percentuale pari a meno 80%. Le aree situate alle falde del vulcano Etna sino ad un’altitudine che sfiora i 1000 metri mostrano una produzione di poco inferiore al 50%, mentre nelle aree del siracusano e del ragusano la perdita è del 60%, con punte di – 40/50 % nelle zone di alta collina e di montagna. In generale, la Sicilia potrebbe attestarsi su una produzione di 16/18 mila tonnellate a fronte delle 35.000 tonnellate della campagna 2023/24.

“L’aumento delle temperature e la mancanza di precipitazioni hanno creato condizioni di stress idrico per gli olivi, che sacrificano la produzione, soffrono lo scompenso climatico e lo stress idrico e ne mostrano i segni con un evidente squilibrio fisiologico– afferma Giosuè Catania, presidente di Cia Sicilia Orientale e APO Catania – Nonostante siano considerate piante che resistono e crescono anche in zone aride, oggi assistiamo ad un essiccamento delle chiome dovuta alla mancanza della pur semplice umidità fino ad oltre un metro di profondità”.

“Non sembra migliore la situazione nazionale – aggiunge Giosuè Catania – per questo si deve ripensare un nuovo piano di sviluppo dell’olivicoltura italiana e siciliana che sia in grado di affrontare le criticità esistenti e dare valore alle potenzialità attraverso gli strumenti a disposizione per la crescita del settore e previsti dalle normative vigenti; un Piano Olivicolo che a partire dalla Sicilia (la prima regione per numero di produzioni certificate) affronti gli aspetti legati alla produzione favorendo l’aggregazione del prodotto, punti ad un rapporto proficuo con la ricerca e l’innovazione per mitigare gli effetti delle mutazioni climatiche, investa sulle promozioni e sulla educazione al consumo”.

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