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Xylella arriva a Noicattaro e Triggiano: piante di olivo colpite
Nuovo focolaio di Xylella fastidiosa pauca. Se il batterio dovesse dilagare sull'olivo nel Barese e, da qui, in tutto il nord della Puglia, l’olivicoltura pugliese rischierebbe seriamente di essere totalmente azzerata
31 luglio 2024 | C. S.
Il Servizio fitopatologico della Regione Puglia ha trovato nove piante di olivo, mandorli e altre specie, alle porte di Bari.
E' stato così ufficializzato il ritrovamento di un altro focolaio capace di colpire tre mandorli e quattro olivi risultati infetti da Xylella fastidiosa, sub specie pauca, nelle campagne dei comuni di Bari, Noicattaro e Triggiano
“Esprimiamo forte preoccupazione per la presenza, se pur molto modesta, di Xylella fastidiosa pauca alle porte di Bari, nell’area che insiste tra Torre a Mare e Triggiano – dichiara Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari-Bat – Siamo però estremamente fiduciosi del capillare lavoro di campionamento ed osservazione sul territorio provinciale portato avanti dal servizio fitosanitario regionale”.
“Sulla Xylella c’è il rischio concreto che una certa ‘assuefazione’ faccia calare il livello di attenzione. L’avanzamento del batterio e delle sue diverse sub specie, alcune delle quali capaci di attaccare non solo l’ulivo, e i focolai nel Barese sono un monito: se non si agisce con forza e
tempestività, la situazione potrebbe esplodere”. commenta Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani.
Più volte è stato richiesto un intervento da parte del Governo. Si è ripetutamente proposta l’idea di un commissario che abbia poteri e risorse adeguate in modo da mettere in pratica le misure di contrasto del batterio nonché attuare un vero e proprio piano di rigenerazione delle tre province maggiormente colpite, quella di Lecce innanzitutto, assieme ai territori del Brindisino e della provincia di Taranto.
“Bisogna rafforzare tutti gli strumenti e le iniziative di contrasto alla patologia, con cui stiamo già facendo i conti da oltre dieci anni, attraverso un più sistematico sostegno alla ricerca scientifica, creando e rafforzando una rete internazionale capace di trovare soluzioni finalmente efficaci - aggiunge Sicolo - ma è evidente che il Governo nazionale e quello regionale, anche col sostegno più forte e presente della Ue, devono fare molto di più sul contrasto, onde evitare l’ulteriore diffusione della Xylella fastidiosa. Se il batterio dovesse dilagare nel Barese e, da qui, in tutto il nord della Puglia, l’olivicoltura pugliese rischierebbe seriamente di essere totalmente azzerata. È un’eventualità disastrosa che porterebbe conseguenze tragiche, come purtroppo è già accaduto nel Salento, dove il potenziale produttivo olivicolo è andato quasi del tutto perduto, ma si lotta per rigenerarlo. Ed è una lotta che va sostenuta seriamente e celermente. Ci vuole unità di intenti, con una cabina di regia nazionale, per lo stanziamento di nuove risorse e il rafforzamento delle attività di prevenzione e si incentivi lo snellimento delle pratiche burocratiche.
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