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Le priorità dei frantoiani di Foa Italia per un nuovo piano olivicolo nazionale

Le priorità dei frantoiani di Foa Italia per un nuovo piano olivicolo nazionale

Tra le proposte dell'associazione l'istituzione della figura del Farm Manager con defiscalizzazione delle attività connesse al recupero degli uliveti abbandonati o degli uliveti ubicati in aree difficili quali quelle di montagna

26 maggio 2022 | C. S.

Il 17 maggio scorso la Commissione agricoltura del Senato ha audito il Presidente di Foa Italia, Elio Menta, nell'ambito delle "Problematiche connesse alla realizzazione di un nuovo piano per l'olivicoltura".

Secondo il Foa: "l’impresa frantoio riveste un ruolo centrale all’interno della filiera olivicolo-olearia italiana per quanto riguarda gli obiettivi posti dalle strategie e dalla politica comunitaria. Può, infatti, fare da stimolo per tutto il settore per facilitare l’innovazione e l’efficientamento dei processi produttivi, l’utilizzo delle nuove tecnologie, la transizione ecologica e l’acquisizione di soluzioni di agricoltura 4.0."

Fin qui i punti positivi sulle potenzialità di sviluppo, ma ci sono anche i problemi.

"L’attuale sistema dei frantoi si trova ad affrontare sue proprie criticità strutturali - ha ricordato Menta - tra cui il processo produttivo concentrato in pochi mesi dell’anno, l’estrema frammentazione in migliaia di micro, piccole e medie imprese. In questo contesto di mercato, si inseriscono le riflessioni su politiche commerciali e di marketing relative soprattutto all’olio extravergine di oliva di eccellenza per il quale bisognerà trovare una migliore collocazione sia sul mercato interno che sui mercati esteri. Le imprese frantoio devono essere spinte a “creare rete” al fine di favorire contesti e momenti di confronto e crescita professionale, nonché di essere rappresentate più efficacemente, come comparto, nei vari tavoli istituzionali."

Per questa ragione Foa Italia ha lasciato nelle mani dei senatori una serie di proposte, una sorte di decalogo su cuibasare il prossimo Piano olivicolo nazionale:

- Sostenere ogni sorta di azione per stimolare l’attività di ricerca al contrasto alla diffusione della Xylella fastidiosa;
Promuovere la selezione di varietà autoctone che possano contribuire all’implementazione di sistemi di coltivazione innovativi e performanti;

- Sviluppare azioni formative dirette agli operatori: olivicoltori e frantoiani, per l’aggiornamento continuo sia in ambito di tecniche colturali che di processo produttivo;

- Favorire azioni utili volte al miglioramento della sicurezza degli operatori di settore;

- Favorire azioni utili volte al miglioramento della sicurezza alimentare e della qualità del prodotto.

- Creare le condizioni per consentire al comparto la gestione efficiente dei sottoprodotti.

- Permettere la realizzazione e la gestione di impianti di stoccaggio della sansa per promuovere la raccolta del sottoprodotto in modo aggregato per facilitare la concentrazione dell’offerta garantendo la possibilità di assicurare forniture continuative ai biodigestori alle migliori condizioni di mercato;

 - Creare una filiera energetica olivicola, tracciata, sostenibile per aggregare le diverse filiere interessate alla creazione di un modello di riutilizzo a fini energetici del sottoprodotto ed al riutilizzo del biodigestato come ammendante naturale per i terreni agricoli;

- Promuovere un quadro univoco di regole per la gestione e certificazione della sostenibilità ambientale della filiera olivicola-olearia attraverso la redazione di apposite linee guida;

- Istituire la figura del Farm Manager con defiscalizzazione delle attività connesse al recupero degli uliveti abbandonati o degli uliveti ubicati in aree difficili quali quelle di montagna.

- Sviluppare azioni formative e divulgative dirette agli operatori del settore olivicolo-oleario e al consumatore finale per la diffusione della cultura dell’olio EVO di qualità;

- Supportare il comparto olivicolo-oleario nello sviluppo dell’oleoturismo.

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