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Nasce l’Istituto Valorizzazione Aceti e Condimenti Italiani

Nasce l’Istituto Valorizzazione Aceti e Condimenti Italiani

Il settore degli aceti balsamici rappresenta 843 milioni di euro di fatturato ed è primo in assoluto nell’export, con oltre il 92% del prodotto certificato esportato in circa 120 Paesi del mondo

06 maggio 2022 | C. S.

Unire aziende vitivinicole, associazioni e consorzi impegnati nella produzione di aceto e di condimenti, per promuovere un patrimonio enogastronomico unico, che vanta eccellenze simbolo del Made in Italy riconosciute e apprezzate in ogni angolo del mondo.

È la missione dell’Istituto Valorizzazione Aceti e Condimenti Italiani (IVACI), presentato ufficialmente oggi al Cibus di Parma.

Una realtà che punta a promuovere uno dei comparti più rappresentativi dell’agroalimentare Made in Italy, con il solo settore degli aceti balsamici che rappresenta 843 milioni di euro di fatturato e il 22% sul totale delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani Dop e Igp.

Dati confermati nel corso dell’ultimo anno, con +13% a volume della produzione rispetto al 2020.

Il comparto aceticolo è primo in assoluto nell’export, con oltre il 92% del prodotto certificato esportato in circa 120 Paesi di tutto il mondo.

L’IVACI si caratterizza per finalità civiche, solidaristiche, di utilità sociale.

La sua attività è, infatti, volta alla promozione e alla diffusione della cultura della qualità e dell’innovazione sostenibile, oltre che alla valorizzazione del territorio e delle tradizioni nel settore degli aceti e dei condimenti tipici del Made in Italy.

“Grazie ad una vasta rete che vanta aziende agricole, vitivinicole, turistiche, soggetti pubblici e privati e diversi esperti vogliamo far crescere la consapevolezza nei consumi e difendere un vero e proprio patrimonio culturale, un vanto dell’artigianalità nostrana, raccontando il legame intrinseco ed indissolubile tra prodotti, territorio, origini e tradizioni – spiega il Presidente dell’Istituto, Enrico Campedelli -. Cercheremo, quindi, di stimolare le aziende ad innovare per raggiungere elevati e crescenti standard qualitativi e di puntare anche sul turismo per rafforzare l’identità dei territori e unire le produzioni di qualità alle straordinarie bellezze del nostro Paese”.

“I consorzi di tutela devono essere i protagonisti del nuovo sistema di qualità europeo e garantire, oltre alle tipiche azioni di tutela, quelle di promozione, puntando all’acquisizione di nuove competenze in tema di commercializzazione delle produzioni - aggiunge Armando De Nigris, Direttore Generale dell’Istituto -. L’Istituto intende difendere e valorizzare l’heritage delle imprese Italiane dagli attacchi speculativi delle multinazionali straniere che, per “afferrare” il presente, demoliscono il futuro”.

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