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Scommettere su nuovi modelli olivicoli per centrare le missioni di sostenibilità
Il conseguimento degli obiettivi ambientali converge con quello degli obiettivi economici. Ci sono le basi normative per far partire un mercato intorno alla remunerazione dei crediti di carbonio
15 marzo 2022 | C. S.
Modelli innovativi per migliorare la redditività del settore olivicolo ma anche per avviare finalmente una vera ripresa del Paese, che passa soprattutto dalla sostenibilità e dagli impegni per il clima, alla luce dell'emergenza pandemica ancora in corso e degli effetti preoccupanti del conflitto in Ucraina che stanno modificando anche i processi di approvvigionamento.
Di questo e di molto altro si è parlato durante il convegno dal titolo "Schemi ambientali, sostenibilità, crediti di carbonio: quali opportunità per la filiera oleicola-olearia", organizzato venerdì da Italia Olivicola nell'ambito di Enoliexpo, manifestazione fieristica a servizio di olivicoltori, frantoiani e viticoltori che si è tenuta a Bari dal 10 al 12 marzo.
"Siamo qui per avviare alcune riflessioni - dice in apertura Giuliano Martino, dirigente di Italia Olivicola - sulle logiche che hanno portato alla delocalizzazione delle produzioni che occorre mettere in discussione. Così come occorre riconsiderare i meccanismi che stanno portando alla dipendenza del nostro Paese negli approvvigionamenti, compresi quelli dell'agroalimentare".
Anastasios Gargalakos, fondatore del gruppo greco Neuropublic - con il quale Italia Olivicola sta avviando varie collaborazioni sulla certificazione dei crediti di carbonio - ha illustrato il know how maturato intorno ai progetti di smart farming e di trasformazione digitale finalizzati a rafforzare la sostenibilità dell'olivicoltura greca ma anche dell'economia europea.
"Siamo impegnati su tutto il territorio con i nostri tecnici - ha ribadito Gennaro Sicolo, Presidente di Italia Olivicola - per sostenere le aziende agricole e stiamo facendo un lavoro importante anche a livello comunitario per il riconoscimento dei crediti di carbonio e per centrare le missioni di sostenibilità".
“È una fase storica - ricorda il prof Giuseppe Celano dell'Università di Salerno - in cui il conseguimento degli obiettivi ambientali converge con quello degli obiettivi economici. Serve fare sistema per costruire in tempi rapidi un progetto di futuro sostenibile". Le cifre presentate da Angela Maffia sono la dimostrazione dell'esistenza di molti ambiti nei confronti dei quali è necessario intervenire per centrare gli obiettivi.
Saverio Maluccio, ricercatore del CREA ha spiegato che "Ci sono le basi normative per far partire un mercato intorno alla remunerazione dei crediti di carbonio. Il Consiglio dei Ministri ha approvato la nostra proposta di regolamento e ora si avvierà l'iter legislativo in Parlamento".
"L'Italia ha un gap di competitività rispetto al contesto europeo. La logica è valorizzare le biomasse per ridurre il livello di Co2 e migliorare i suoli" ha detto Filippo Zanella, Esperto di tecnologia e strategia ambientale, parlando dell'utilizzo del biochar come ammendante.
"Siamo dinanzi a un cambiamento epocale. L'Europa sarà il luogo della sostenibilità, gli agricoltori potranno fare della sostenibilità il proprio marchio e garantire il futuro della filiera alimentare dell'Ue" ha spiegato Pasquale De Francesco, Presidente L'Officina GBS.
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