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Aumentano i massimali di aiuti Covid per le aziende agricole in difficoltà
Nuove categorie di aiuti: sostegni alla solvibilità e sostegni agli investimenti per una ripresa sostenibile
19 novembre 2021 | C. S.
La Commissione europea - nell'ambito del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato per l’emergenza Covid - ha approvato una nuova Comunicazione per i ristori dei danni economici causati alle imprese ed ha accolto la richiesta di Confagricoltura di aumentare i massimali. I sostegni sono stati portati ora a 290 mila euro per le imprese di produzione primaria ed a 2.3 milioni di euro per quelle che si occupano di trasformazione e commercializzazione. La durata dell’aiuto è stata spostata dal 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022.
Confagricoltura ricorda che il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato era stato introdotto per la prima volta nel marzo del 2020, prevedendo indennizzi fino a 100 mila euro per le imprese agricole ed a 800 mila per le altre aziende quelle di trasformazione e commercializzazione; a seguito di altre modifiche questi massimali erano stati portati a 225 mila euro per le aziende di produzione primaria e 1.8 milioni di euro per le aziende di trasformazione e commercializzazione. L’ultima proposta di modifica della Commissione aveva previsto solo un allungamento del periodo di concessione degli aiuti, e non un aumento di massimali. Da ciò le sollecitazioni di Confagricoltura visto che lo stato di emergenza persiste e che le conseguenze economiche si sentiranno ancora per molto tempo.
Sono state aggiunte pure due nuove categorie di aiuti: sostegni alla solvibilità e sostegni agli investimenti per una ripresa sostenibile.
“Bene le posizioni assunte dal ministero per le Politiche agricole e il placet di Bruxelles per le aziende in difficoltà che ha accolto una nostra precisa richiesta - ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. Bisogna favorire la ripartenza di tante realtà agricole dei vari comparti che sono state in estrema difficoltà per la chiusura del canale Ho.Re.Ca. ed il fermo dell’export, ma anche per gli agriturismi e il florovivaismo”.
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