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Le New Genomic Techniques per il futuro agricolo italiano
Negli ultimi 15 anni la produzione annua di frumento nell'Unione europea è aumentata di 22 milioni di tonnellate e l’80% di questo incremento può essere attribuito all’innovazione vegetale
19 luglio 2021 | C. S.
Le scoperte sul miglioramento genetico di Gregor Mendel hanno rappresentato un’autentica rivoluzione per l’agricoltura. Oggi, a 150 anni di distanza, grazie alle New Genomic Techniques (NGTs) gli agricoltori sono pronti a vivere una nuova rivoluzione. A ricordarlo è Assosementi, l’associazione che riunisce le aziende sementiere italiane, in occasione del 199º anniversario della nascita del biologo ceco che si celebra il 20 luglio.
“L’innovazione vegetale ha avuto inizio 10.000 anni fa con la nascita dell’agricoltura stessa, da sempre basata sulla selezione delle varietà migliori – ha dichiarato Giuseppe Carli, Presidente di Assosementi. Il miglioramento genetico moderno è però cominciato quando Mendel ha scoperto le leggi dell’ereditabilità dei caratteri. Dal XIX secolo a oggi la ricerca in agricoltura ha compiuto passi da gigante attraverso le geniali intuizioni di scienziati come Nazareno Strampelli e Norman Borlaug, sviluppandosi sempre con l’obiettivo di soddisfare le necessità di agricoltori e consumatori. Le NGTs sono la naturale evoluzione di questo percorso”.
Il recente studio ‘The economic, social and environmental value of plant breeding in the European Union’ realizzato dall’HFFA Research GmbH ha dimostrato il fondamentale supporto dell’attività di miglioramento genetico vegetale allo sviluppo dei moderni sistemi produttivi. Ad esempio, negli ultimi 15 anni la produzione annua di frumento in UE è aumentata di 22 milioni di tonnellate e l’80% di questo incremento può essere attribuito all’innovazione vegetale.
“I nuovi metodi di innovazione vegetale permettono di utilizzare appieno la biodiversità esistente in natura, consentendo di ottenere in tempi molto più rapidi rispetto ad oggi varietà resistenti a malattie e stress climatici, che necessitano quindi di minori trattamenti, ma sono più nutrienti e più produttive. Negli ultimi mesi le tecniche di genome editing hanno ottenuto importanti riconoscimenti, dal Nobel per la Chimica assegnato alle due scienziate che hanno scoperto CRISPR alla pubblicazione dello studio della Commissione Europea che ne ha affermato l’enorme potenziale nel promuovere la sostenibilità nei sistemi agroalimentari. Ora non rimane che compiere l’ultimo passo, con l’aggiornamento del quadro normativo europeo che permetterà al nostro settore di cogliere le opportunità che assicura questa straordinaria innovazione” ha concluso Carli.
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