Associazioni di idee
Colpa delle importazioni dalla Spagna se l'olivicoltura italiana è in ginocchio
L'olio extra vergine di oliva iberico serve a dare "una parvenza di italianità" a bottiglie vendute da marchi storici, magari ceduti all'estero. C’è poca chiarezza nei ristoranti dove andrebbero fatte rispettare le normative vigenti
15 novembre 2019 | C. S.
E’ invasione di olio d’oliva spagnolo con le importazioni che nel 2019 crescono in quantità del 48% con gravi ripercussioni sul mercato e sull’Uliveto Italia. A denunciarlo è la Coldiretti sulla base di un’analisi sui nuovi dati Istat relativi al commercio estero che evidenziano come il settore olivicolo vada in netta controtendenza rispetto al surplus commerciale fatto registrare a livello generale. Nei soli primi otto mesi dell’anno sono arrivati dall’estero ben 280 milioni di chili di olio iberico - spiega Coldiretti -, spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali e mondiali. Il risultato è – rileva Coldiretti – un’invasione sugli scaffali dei supermercati di prodotti di scarsa qualità a prezzi stracciati proprio nel momento in cui sta arrivando l’olio nuovo italiano, con un effetto dirompente che rischia di vanificare l’ottima annata produttiva la quale ha visto incremento del raccolto per un totale stimato di 315 milioni di chili, peraltro di ottima qualità.
Grazie alla crescita record la Spagna – sottolinea Coldiretti - si conferma il primo importatore in Italia con oltre i tre quarti del totale delle vendite nel nostro Paese che sono salite complessivamente a 363 milioni di chili nel 2019, in aumento del 9%. Al secondo e terzo posto greci e tunisini. A favorire gli arrivi dall’estero è la mancanza di trasparenza nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. I consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.
Ma c’è poca chiarezza anche nei ristoranti dove andrebbero fatte rispettare le normative vigenti in una situazione in cui nei locali – denuncia la Coldiretti – è fuorilegge 1 contenitore di olio su 4 (22%) che non rispetta l’obbligo del tappo antirabbocco, entrato in vigore con la Legge 30 Ottobre 2014, n. 161 che prevede anche sanzioni e la confisca del prodotto.
“In attesa che vengano strette le maglie larghe della legislazione per non cadere nella trappola del mercato per approfittare dell’ottima annata Made in Italy, il consiglio è quello di guardare con più attenzione le etichette – spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica”.
Un olio extravergine di oliva (EVO) di qualità – conclude la Coldiretti – deve essere profumato all’esame olfattivo deve ricordare l’erba tagliata, sentori vegetali e all’esame gustativo deve presentarsi con sentori di amaro e piccante, gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido e all’esame gustativo sono grassi e untuosi. Riconoscere gli oli EVO di qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la salute
Potrebbero interessarti
Associazioni di idee
La resilienza delle indicazioni geografiche alimentari nonostante crisi e rincari
Il Rapporto oriGIn 2026 conferma il ruolo centrale dei consorzi. Oltre 73 miliardi di fatturato e 640mila posti di lavoro diretti nel mondo. Preoccupano costi di produzione e tensioni commerciali
06 maggio 2026 | 10:00
Associazioni di idee
14 milioni di fatturato per l’Oleificio Cooperativo Produttori Olivicoli di Bitonto
Approvato il bilancio annuale che registra dati più che lusinghieri per una delle strutture di riferimento dell’olivicoltura regionale e nazionale. Rinnovato il consiglio di amministrazione e collegio sindacale
05 maggio 2026 | 14:20
Associazioni di idee
Allarme Copa e Cogeca all'UE: "Intervenire subito o sarà shock alimentare"
I presidenti Giansanti e Nilsson avvertono i ministri dell'Agricoltura europei: la crisi in Medio Oriente si somma agli effetti della guerra in Ucraina, facendo impennare costi di energia, concimi e logistica. A rischio la stabilità del continente e il carrello della spesa dei cittadini
04 maggio 2026 | 17:30
Associazioni di idee
L'olio di oliva in Assitol ha una nuova guida: è Dora De Santis
L’imprenditrice pugliese succede ad Anna Cane (Carapelli Firenze), che diventa vicepresidente, e sarà affiancata da Andrea Colavita (Colavita), Carlo Aquilano (F.lli De Cecco), e Gianmarco Laviola (Salov)
04 maggio 2026 | 15:40
Associazioni di idee
Acquirenti di olio di oliva troppo vecchi, occorre invertire il trend
Soltanto il 5% di chi compra regolarmente olio d’oliva appartiene alla Generazione Z. Per un settore che oggi vale 4 miliardi di fatturato, queste sono notizie preoccupanti ed è chiaro che la sfida investe la comunicazione e in tempi brevi
30 aprile 2026 | 13:40
Associazioni di idee
Lavorazioni obbligatorie contro Xyella fastidiosa: termini prorogati al 15 e 30 maggio
La misura, adottata dall’Osservatorio fitosanitario regionale anche alla luce delle difficoltà causate dal maltempo e dalle piogge delle ultime settimane, rappresenta una risposta concreta alle esigenze operative segnalate dal territorio
30 aprile 2026 | 10:15