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Unaprol-Federolio contro Deoleo-Confagricoltura: il mondo olivicolo spaccato
Secondo Unaprol l'accordo tra Confagricoltura e Deoleo è "una minaccia per l'olio italiano". Federolio chiede invece chiarimenti sui dettagli dell'intesa, in particolare sui prezzi
19 ottobre 2018 | C. S.
Il mondo dell'olio d'oliva italiano è sempre più spaccato, con fazioni che non rinunciano a polemizzare in continuazione.
Ora l'occasione è l'accordo Deoleo-Confagricoltura, intesa contro la quale si schirano Unaprol e Federolio.
“Il settore olivicolo italiano attraversa un momento difficile: il calo record del 38% previsto per la campagna olearia, l’invasione di olio tunisino con gli sbarchi triplicati nel 2018, la prepotenza di alcune multinazionali che fingono di mantenere una parvenza di italianità e la stringente necessità di un piano olivicolo nazionale 2.0. In una situazione del genere trovo assurdo quanto affermato da Confagricoltura in riferimento alla “fase operativa” dell’intesa con Deoleo. Fermo restando l’assenza di dati concreti, dai quantitativi ai prezzi, parlare di “miglioramento della produzione e della produttività a livello agricolo italiano” quando si stringe un accordo con una multinazionale spagnola è quanto mai singolare. E pensare che una settimana fa, presso la Commissione Ue che ha riunito gli esperti del settore, c’è stato l’ennesimo attacco della Spagna al panel test, strumento fondamentale per tutelare la qualità, garantire la trasparenza e valorizzare la biodiversità in olivo che vede l’Italia primeggiare con oltre 530 cultivar. Colgo l’occasione per ricordare a Confagricoltura quanto accaduto solo sei mesi fa, con la multinazionale spagnola Deoleo che ha accettato di pagare circa 7 milioni di dollari di risarcimento per chiudere una class action intentata in California. Sull’origine e la qualità dell’olio extravergine di oliva commercializzato, i querelanti contestavano che sulle bottiglie ci fosse l’etichetta “Imported from Italy”, mentre le olive provenivano, oltre che dall’Italia, da altri Paesi. Un particolare che deve essere sfuggito a Confagricoltura, così come la pressante campagna della Spagna per l’abolizione del panel test. Di fronte a questi fatti, oggettivi, non si capiscono i vantaggi che deriverebbero agli olivicoltori da tale accordo”. Lo comunica in una nota David Granieri, presidente Unaprol.
Nell’apprendere dell’entrata in operatività del protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso giugno tra Confagricoltura e la spagnola Deoleo - titolare dei marchi Bertolli, Carapelli e Sasso - la Federolio chiede che sia fatta chiarezza sui contenuti di tale Accordo. Nel comunicato, infatti, non vi è alcun riferimento a prezzi, tempistiche, quantitativi e qualità. Non ci sono dati e numeri che diano concretezza alle frasi di rito sull’auspicato miglioramento del settore olivicolo. Un’assenza di chiarezza resa ancora più preoccupante dalla posizione espressa nei giorni scorsi dall’Assitol - di cui Deoleo è il più importante tra gli associati - sulla non scientificità del panel test e sull’inapplicabilità delle relative sanzioni. Uno strumento invece ritenuto da sempre di primaria importanza negli accordi promossi dalla Federolio, Unaprol e Coldiretti. La Federolio vuole percorrere una strada diversa e per questo ha stretto un accordo di filiera che, pur tra le tante difficoltà di oggi, stabilisce prezzi, quantitativi e soprattutto qualità dell’extra vergine 100% italiano. Un’intesa che garantisce stabilità economica, consente di programmare e difendere il lavoro delle aziende familiari italiane. Le imprese olearie familiari italiano devono difendersi dagli attacchi sempre più pesanti del mondo industriale spagnolo che vuole abolire il panel test e, grazie a un’ampia produzione, mira a fare del prezzo l’unico parametro di competitività.
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