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L'olio di oliva "Italico"? Un attentato all'Italia

Il CNO reputa gravissimo il patto tra Coldiretti e Federolio, tanto da lanciare una petizione on line a difesa del Made in Italy e da chiedere al Ministro Centinaio e alle Istituzioni di "salvaguardare uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana e garantire produttori e consumatori da queste intenzioni scellerate”

28 giugno 2018 | C. S.

“L’accordo di filiera farlocco siglato tra Coldiretti/Unaprol e Federolio è un attentato all’Italia, ad uno dei prodotti simbolo del Made in Italy, l’olio extravergine d’oliva, ai produttori del nostro Paese e alla salute dei consumatori”.

Non usa giri di parole il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, per commentare il patto tra Coldiretti e Federolio presentato questa mattina a Roma.

“La gravità di questa iniziativa deriva dal fatto che alcune aziende, per logiche di profitto e di mercato anche legittime dal loro punto di vista, tentano di arrivare allo sdoganamento delle miscele di oli (italiano con comunitario ed extracomunitario), auspicata per anni e dal mondo della produzione sempre osteggiata, con la subdola connivenza di Coldiretti, palesatasi in maniera chiara con le parole del Segretario Generale, Vincenzo Gesmundo”, ha rimarcato Gennaro Sicolo.

In particolare, Gesmundo, schernendo chi produce il 100% italiano a cui “daremo la palma con la biga sulla via che porta verso Roma”, durante il suo intervento ha parlato di un “accordo di filiera che parte da circa 4 euro/kg” e ha svelato di considerare “patriottiche quelle imprese olivicole e industrie olivicole italiane che tenderanno nel brevissimo tempo ad arrivare a blend che contengono il 50% di olio extravergine italiano”, ribadendo che “per me il massimo del Made in Italy è quella industria che possa dimostrare che all’interno dei suoi blend c’è almeno il 50% di olio extravergine d’oliva italiano”.

“Il lavoro degli olivicoltori, secondo Gesmundo, vale circa 4 euro al Kg, ben al di sotto dei costi di produzione (4,80 €/Kg al Sud, 7 €/Kg al Centro, 9 €/Kg al Nord), la Coldiretti svende la dignità dei pochi produttori olivicoli che gli sono rimasti – ha sottolineato il Presidente Sicolo -. Caro signor Gesmundo, di cosa sta parlando? Faccia vedere la sua busta paga agli olivicoltori che lottano ogni giorno contro tutti i problemi che attanagliano il settore, a partire dalla xylella, e vediamo cosa ne pensano i veri custodi della nostra storia millenaria”.

“Ci opporremo in ogni modo a questo folle complotto che il Presidente di Federolio ha chiamato “Italico”, un “italian sounding” camuffato che mira ad uccidere la straordinaria ed unica varietà italiani di oli monovarietali, Dop, bio, Igp che costituiscono la ricchezza dell’olivicoltura italiana”, ha continuato Sicolo.

“In un periodo in cui anche altri Paesi produttori come Spagna, Grecia, Tunisia copiano il sistema italiano basato sulla segmentazione del mercato in base alla ricchezza delle singole peculiarità, sdoganare una miscela con olio italiano, comunitario ed extracomunitario significa esattamente azzerare il valore commerciale rappresentato dalla grande qualità unanimemente riconosciuta del prodotto italiano”, ha messo in evidenza il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori.

“Lanciamo subito una petizione online per dire no a queste squallide miscele, per salvare l’olio extravergine d’oliva italiano e tutelare i produttori e consumatori”, ha rimarcato Sicolo.

“Non ho motivo di dubitare che lo stesso Ministro Centinaio, ma anche il Presidente Conte, il Ministro Salvini, il Ministro Di Maio, e tutti coloro che vogliono bene davvero all’Italia, porranno la loro firma su questa petizione e, dopo le rassicuranti parole di questo inizio di Legislatura, si impegneranno concretamente per salvaguardare uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana e garantire produttori e consumatori da queste intenzioni scellerate”, ha concluso Gennaro Sicolo.

PETIZIONE: https://www.change.org/p/governo-italiano-salviamo-l-olio-italiano-difendiamo-i-produttori-e-tuteliamo-i-consumatori

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