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Israele ratifica l'accordo e entra nel Consiglio oleicolo internazionale
La storia dell'olivicoltura israeliana ha radici antiche e l'olio d'oliva era alimento base fin da epoca romana. Oggi gli oliveti israeliani coprono 36 mila ettari per una produzione di poco più di 16 mila tonnellate di olio all'anno
29 novembre 2017 | C. S.
Israele è il settimo Paese ad aver aderito e ratificato in via definitiva l'accordo internazionale sull'olio di oliva del 2015.
La comunicazione formale è stata depositata presso le Nazioni Unite a New York ma anche presentata dall'Ambasciatore israeliano a Madrid, Daniel Kutner, al Direttore esecutivo del Coi, Abdellatif Ghedira.
In Israele, fin dall'antichità, le famiglie più importanti avevano un piccolo frantoio, per poter autoprodursi l'olio e già da epoca romana l'olio di oliva era alimento base nella dieta, oltre a essere utilizzato per l'illuminazione e per le cerimonie religiose.
Oggi l'olio di oliva è alimento molto diffuso e vive una nuova e crescente popolarità in virtù dei suoi benefici per la salute.
Attualmente Israele ha una superficie olivicola di 36 mila ettari. La sua produzione media di olio d'oliva nel corso delle ultime 5 campagne cè di 16 mila tonnellate, l' 82% delle quali rientra nella categoria dell'olio extra vergine di oliva, mentre il resto è classificato come olio d'oliva vergine.
Il consumo annuo pro capite di olio d' oliva è di circa 2,3 kg.
L'olio d'oliva viene prodotto in circa 90 frantoi, la maggior parte dei quali sono moderni frantoi a due o tre fasi.
Il paese produce inoltre 15 mila tonnellate di olive da tavola e gli israeliani consumano circa 2,6 kg di olive da tavola all'anno.
Al 23 novembre 2017, tredici membri hanno firmato l' Accordo internazionale sull'olio d' oliva e sulle olive da tavola del 2015 (Algeria, Argentina, Unione Europea, Iran (I. S.), Israele, Giordania, Libano, Libia, Montenegro, Marocco, Tunisia, Turchia e Uruguay).
Di questi, cinque hanno notificato l' applicazione provvisoria dell' accordo (Algeria, Argentina, Unione europea, Libia e Marocco).
Sette paesi hanno ratificato, accettato, approvato o aderito definitivamente all'accordo (Israele, Giordania, Libano, Montenegro, Palestina, Tunisia e Turchia).
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